Giovedì, 28 Giugno 2018 07:06

Non solo un cambio di indirizzo

Un anno particolarmente importante per la vostra società…

«Direi proprio di sì. EY Svizzera ha compiuto i suoi primi 100 anni, EY Ticino si avvicina ormai al 55esimo anno di età, giacché la sua costituzione risale al settembre del 1963. Dopo aver trascorso i primi 38 anni in via Pretorio 20 nel prestigioso Palazzo Massonico e i successivi 17 nell’ex stabile del Corriere del Ticino in corso Elvezia 33, ci siamo nuovamente avvicinati al centro dove speriamo di trascorrere i prossimi 50 anni in un bellissimo stabile chiamato Helvetia e situato sempre in corso Elvezia. In questo lungo periodo EY si è trasformata ed è passata da essere una fiduciaria universale ad una società di servizi specialistici focalizzata nella certificazione dei bilanci di società regolate e non. Ora nuove e impegnative sfide ci attendono».

Quali sono i vantaggi offerti dalla nuova sede?

«I nuovi uffici offrono tipologie di spazi da utilizzare secondo un modello 'activity based' e prevalentemente in open space, che supporteranno lo svolgimento delle attività distintive del business di EY. La struttura offre una varietà di ambienti differenziati tra loro con caratteristiche che rispondono efficacemente alle diverse esigenze: sale riunioni modulabili, condivisione con open space, spazi dedicati ai momenti individuali, tagliati su misura. Una particolare attenzione sarà rivolta anche alle attività extra lavorative, con aree comuni informali. Dunque, se da un lato sarà maggiore l’attenzione alle esigenze delle risorse, dall'altro sarà sviluppato un approccio al lavoro guidato dalla open innovation intesa come continua ricerca di confronto anche verso l’esterno, attraverso nuove modalità di interazione con aziende e clienti, per promuovere la condivisione di esperienze. I nuovi uffici diventeranno, quindi, un luogo d’eccellenza per il raggiungimento dei risultati con soluzioni nate dall’integrazione, dalla 'contaminazione' e dal networking tra team differenti».

Uno dei vostri obiettivi è l’ampliamento dei servizi offerti…

«Certamente ci stiamo muovendo in questa direzione. Settori che vorremmo senz’altro ampliare sono quelli fiscale e legale, anche attraverso lo stabilirsi di stretti rapporti di collaborazione con strutture esterne dedicate. Ci piacerebbe anche incrementare i nostri rapporti con la clientela privata offrendo quei servizi che sono tipici di un family office. Una prospettiva di crescita è anche data da un più stretto rapporto con la nostra sede di Milano che per le dimensioni raggiunte e la sua articolazione organizzativa può essere un validissimo supporto per tutta una serie di richieste provenienti dalla clientela».

In sintesi dunque non si tratta soltanto di una nuova scelta logistica…

“I nuovi uffici, la nuova sede, la nuova modalità di approccio al lavoro vanno oltre a un semplice cambiamento di indirizzo, ma sono il nostro modo di interpretare la Digital Transformation e rientrano nell’obiettivo di EY, che presta una sempre maggiore attenzione alla qualità dei servizi orientati alle esigenze dei nostri clienti e dei mercati di riferimento. La finalità ultima di questo cambiamento è proprio rompere le barriere, permettendo la convivenza di gruppi multidisciplinari e aumentando il coinvolgimento delle risorse attraverso un ambiente di lavoro più naturale e stimolante. Innovare per noi significa anche e soprattutto questo: rispondere alle nuove esigenze non solo del mercato, ma anche delle persone che lavorano con e per noi».

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  • Sommario Stefano Caccia, Office Managing Partner EY Ticino, presenta la nuova sede dove la società di revisione e consulenza si è da poco trasferita, nella prospettiva di modificare in breve tempo anche il proprio modello di organizzazione del lavoro.
Pubblicato in Industria e artigianato
Giovedì, 28 Giugno 2018 07:04

Investimento + Innovazione = Rivoluzione

«Crediamo nel mercato sia locale che svizzero e siamo convinti che la risposta migliore alla così tanto discussa crisi, risieda nell‘investimeno e nell‘innovazione» Questa è la convinzione di Andrea Gehri che ci invita a scoprire il nuovo Showroom dell‘azienda. Il rinnovo totale degli spazi espositivi aziendali è stato una sorta di Rivoluzione rispetto al concetto precedente o a quello più diffuso di showroom.

Tecnologia e multimedia
La durata totale dei lavori di smontaggio e rifacimento completo dei nuovi spazi espositivi in Via Chiosso 12, è stata di quasi 4 mesi. Durante questo periodo di transizione, è stata allestita una piccola esposizione per poter comunque accogliere i clienti e garantire il servizio. Sei mesi di pianificazione intensiva hanno preceduto la realizzazione effettiva degli spazi. Ora finalmente i clienti sono accolti in uno spazio espositivo, che combina ispirazione e informazione; la selezione limitata a 6 produttori facilita di fatto l‘orientamento nella scelta di mosaici, ceramiche da rivestimento in formati usuali come il 30x60 cm, di pietra naturale e naturalmente delle lastre di grande formato. I tavoli di presentazione e l‘arredo sono prevalentemente realizzate in ceramica, alle pareti si trovano parecchi schermi interattivi; questo è il luogo in cui i consulenti “armati“ di tablet, incontrano e interagiscono con il cliente grazie alla visualizzazione di informazioni pertinenti direttamente su questi touch screan. Essendo gli stessi screen-touch (funzionanti al tocco), i clienti hanno la possibilità di surfare per visionare, interrogare e richiedere informazioni sui prodotti, scoprire e conoscere i vari fornitori e quant’altro. La presentazioni sono visualizzate secondo l’identità aziendale e dei fornitori presenti, mostrano non solo prodotti bensi anche le fasi di produzione e di lavorazione. Secondo Andrea Gehri questa totale trasparenza risulta un fattore importante che contribuisce ad istaurare un rapporto di fiducia con il cliente.

Esperienza e passione
Andrea Gehri sa che la qualità può essere garantita soltanto se viene condivisa e vissuta da tutto il team. In questo contesto sono di grande importanza la formazione professionale al top e l‘aggiornamento continuo in ogni ambito. Soprattutto la lavorazione delle lastre di grande formato necessita di requisiti ed elevate competenze. «Fortunatamente i nostri marmisti di laboratorio sono in grado di gestire al meglio i macchinari e i centri a controllo numerico, come ad esempio la waterjet, macchina da taglio ad altissima precisione, a loro disposizione», aggiunge Gehri. I clienti hanno quindi la possibilità di seguire la completa filiera di realizzazione che ha inizio con la consulenza, la stesura di piani di realizzazione, la verifica tecnica e logistica in cantiere in particolare per le lastre di grande formato e naturalmente la messa in opera vera e propria.

Spazi e dinamicità
Il logo GEHRI si accompagna a «Spazio in evoluzione» non a caso. Si potrebbe tradurre il concetto anche con: spazi dinamici. L’azienda offre infatti da tempo molto di più del solo servizio di posa di rivestimenti in piastrelle: in effetti oggi è più appropriato dire che l’azienda „arreda“ gli spazi. Questo il cliente lo sperimenta nello showroom. Gli espositori non presentano solo le diverse collezioni, ma si aprono in modo quasi ludico a comporre sempre nuove soluzioni per l’arredo di altrettanti nuovi spazi. L’illuminazione contribuisce ad enfatizzare la trasmissine di emozioni, come le diverse presentazioni di ogni settore ed i mobili ispirano a nuovi, non convenzionali modi di utilizzo delle ceramiche.

Qualità e successo
È valsa la pena investire nella qualità e collaborare con dei partner rinomati del settore. Le elevate aspettative, che il personale impiegato nel progetto, amalgamando le diverse capacità e sensibilità di ognuno, in linea con la filosofia aziendale ha portato avanti, non sono state affatto deluse. Da tempo la Gehri Rivestimenti ha esteso il suo raggio d’azione ben oltre i confini del Ticino. Commesse e richieste di prestazioni, che costituiscono una parte importante dell’attività, provengono anche dall’Engadina, dal vicino canton Uri, dall’Oberland bernese, dalla zona del lago Lemano, dall’Italia e recentemente anche dalla Gran Bretagna, più precisamente dalla capitale e da Burningham. Sempre più spesso i committenti più esigenti si affidano a consulenti o architetti d’interni, che diventano i principali interlocutori di Gehri Rivestimenti. Lavorare con loro in modo creativo e costruttivo non solo è una sfida stimolante, ma anche un investimento per il futuro.

Gehri Rivestimenti SA
Via Chiosso 12
Tel. +41 091 936 30 00
www.gehri.ch

Informazioni aggiuntive

  • Sommario Come si possono assicurare il futuro dell’impresa e i rispettivi posti di lavoro in un contesto difficile? Come reagire ad una concorrenza basata prevalentmente sui prezzi bassi? La risposta di Andrea Gehri è semplice e chiara: puntare su qualità, competenza e tecnologia dal primo contatto con il cliente fino al servizio dopo vendita.
Pubblicato in Industria e artigianato
Giovedì, 28 Giugno 2018 06:53

Lavori fatti come un’opera d’arte

La struttura del vostro gruppo si articola in due società distinte ma complementari. Possiamo riassumere brevemente la loro storia e il rispettivo ambito di specializzazione?

«La Manz Isolazioni, da me fondata nel 1981 – ci racconta Fritz Manz – è specializzata in opere d’isolazione termica ed impermeabilizzazione (sintetico e bituminoso) di coperture a tetto piano, impermeabilizzazioni speciali per l’edilizia ed il genio civile, opere da lattoniere, allestimento di perizie e consulenze tecniche. L’altra società, la Resinswiss, ha invece una storia più recente, essendo stata costituita nel 2011, e il suo ramo di attività consiste nella realizzazione di trattamenti impermeabilizzanti e architettonici in resine armate».

La sua è la storia di un successo imprenditoriale, ma anche un esempio di lungimiranza per aver voluto predisporre la successione e la continuità aziendale…

«In occasione del 30° anno di fondazione della Manz Isolazioni SA, ho preso la decisione di cedere quote della proprietà a Franco Fedrigo, Giuliano Poncia, Stefano Borla e Giancarlo Lopez che hanno così assunto il ruolo di comproprietari. Nel mio progetto vi sarà in futuro un totale passaggio della proprietà nelle loro mani».

Non credo tuttavia che lei abbia scelto di abbandonare completamente un ruolo attivo nella gestione della società…

«Il mio compito è quello di consulente nei confronti dei membri della Direzione nella definizione della politica aziendale e nel coordinamento e l’attuazione delle relative strategie. Dopo oltre tre decenni di lavoro, il patrimonio più grande che posso con certezza lasciare ai miei collaboratori è quello di un sistema di valori che ci ha consentito di raggiungere i traguardi che nel corso degli anni ci siamo via via prefissati. E poi, mi sia consentito dirlo, l’esperienza che non è soltanto tecnica ma forse soprattutto umana, cioè la capacità di conoscere e comprendere gli uomini, con le loro grandezze e debolezze, e renderli se possibile sempre più partecipi nella realizzazione di un comune progetto aziendale».

Quali sono gli ambiti dove maggiormente è richiesto il vostro intervento?

«I nostri lavori di impermeabilizzazione e isolazione termica rivestono una grande importanza nel processo di costruzione di un edificio, grande o piccolo che sia, anche se per lo più si tratta di opere che non appaiono alla vista e che dunque non attirano l’attenzione dei non esperti del settore. Le coperture piane, nelle quali siamo altamente specializzati, richiedono particolare attenzione poiché queste strutture sono sottoposte a gravose sollecitazioni sia da parte degli agenti atmosferici (pioggia, vento, neve, escursioni termiche giornaliere e stagionali, irraggiamento solare) che da parte delle imprese durante la realizzazione dell'opera o nelle successive fasi di manutenzione. L’isolamento termico di queste strutture richiede poi una corretta progettazione, con particolare riguardo alle caratteristiche del materiale isolante, rispetto a resistenza meccanica, conduttività termica, comportamento all’acqua ed all’umidità, resistenza ai cicli gelo-disgelo, permeabilità al vapore d'acqua, comportamento al fuoco e stabilità dimensionale. E l’elenco dei problemi che quotidianamente siamo chiamati ad affrontare potrebbe durare a lungo».

E per quanto riguarda l’utilizzo delle vostre resine?

«I nostri trattamenti impermeabilizzanti aderiscono come una seconda pelle alle linee architettoniche di una superficie esterna, di un balcone, un terrazzo o una pensilina, insomma di una qualsiasi componente dell’edificio. All’interno applichiamo invece resine decorative per realizzare superfici senza fughe o giunti. Teniamo conto del fatto che per le nostre realizzazioni abbiamo scelto di utilizzare solo i migliori prodotti disponibili sul mercato, il che ci rende magari un po’ più costosi, ma permette ai nostri lavori di essere garantiti nel tempo, accogliendo pienamente quella che è la principale richiesta dei nostri committenti, e cioè interventi di qualità realizzati come un’opera d’arte».

Uno dei punti qualificanti di un’impresa come la vostra è data dalla preparazione della manodopera cui è affidata la realizzazione dei lavori…

«Ed è appunto questo uno dei nostri maggiori vanti, che ci viene unanimemente riconosciuto da committenti sia pubblici che privati. L’investimento che negli anni abbiamo fatto nella formazione ci garantisce la competenza e l’affidabilità dei posatori, che sono persone altamente qualificate e vengono costantemente aggiornate sull’evoluzione dei materiali, sulle tecniche di posa, ma anche riguardo alle norme vigenti che regolano vari aspetti del loro lavoro».

Possiamo infine citare alcuni dei principali lavori che nel corso degli anni avete realizzato?

«L’elenco sarebbe piuttosto lungo perché possiamo vantare collaborazioni con le più importanti agenzie immobiliari del Cantone; inoltre, numerosi centri scolastici in tutto il Ticino, costruzioni per il Dipartimento Federale Militare, il Centro Nazionale Sportivo di Tenero, il Termovalorizzatore di Giubiasco, il Centro IKEA a Grancia, i negozi Migros e Coop in Ticino, le sedi Porsche Ticino, capanna Cristallina, capanna Corno Gris, capanna Michela Motterascio, e molte altre realizzazioni, tra cui mi sembra importante citare il Centro Congressi di Lugano».


Manz Isolazioni
L’azienda, con sede e magazzini a Mezzovico, occupa circa 30 collaboratori, tra tecnici specializzati, montatori e lattonieri qualificati. Il personale è altamente specializzato e frequenta regolarmente i corsi di aggiornamento proposti dai fornitori. Il suo ufficio tecnico offre una consulenza mirata, allestisce gratuitamente offerte e preventivi, si occupa di tutta la procedura per la richiesta dei sussidi cantonali per il risanamento energetico e segue l’esecuzione dei lavori fino alla liquidazione finale. Manz Isolazioni è inoltre specializzata nella progettazione e realizzazione d’impianti anticaduta permanenti per tetti piani, in ossequio alle disposizioni contenute nella norma SIA 271:2007 Edilizia. Queste tipologie di impianto permettono di eseguire in piena sicurezza tutte le manutenzioni annuali (per copertura tetto, per impianto fotovoltaico, per elementi tecnici diversi presenti sul tetto). Fanno parte della Direzione di Manz Isolazioni: Franco Fedrigo, Direzione; Giancarlo Lopez, Direttore tecnico; Giuliano Poncia, Direttore tecnico; Direttore Amministrativo, Stefano Borla; Vincenzo Giovannini, Tecnico.


Resinswiss SA
Resinswiss SA offre al progettista e al committente consulenze specializzate in fase di progettazione con elaborazione dei dettagli esecutivi, assistenza nella fase di realizzazione dell’opera e posa in cantiere. L’azienda utilizza esclusivamente sistemi e prodotti di elevata qualità che consentono di esprimere tutto il proprio potenziale: l’esperienza acquisita nel settore permette inoltre di proporsi come il partner ideale per tutte le impermeabilizzazioni in resina. L’ufficio tecnico offre consulenze, allestimento di preventivi, offerte particolareggiate, studio e sviluppo di dettagli costruttivi. La garanzia della piena soddisfazione dei committenti, siano essi enti pubblici, amministrazioni o clienti privati, è supportata dalla grande esperienza accumulata operando su tutto il territorio cantonale. Alla guida di Resinswiss sono Luciano Lacentra, Direttore tecnico e Alessandro Cifarelli, Tecnico.

Informazioni aggiuntive

  • Sommario Fritz Manz, Presidente del Consiglio di Amministrazione, presenta le attività di un gruppo, presente in Ticino da 36 anni, che con tenacia e spirito d’innovazione è giunto ad avere un ruolo di assoluto primo piano nel proprio settore.
Pubblicato in Industria e artigianato

Quali sono le scelte alla base del vostro passaggio da Boutique Assets Managers a Boutique Wealth Managers?

«Oltre alla sede di Lugano, Colombo Wealth Management SA è presente anche a Zurigo e a Ginevra. Negli anni, ci siamo resi conto che la piazza finanziaria svizzera, che rimane uno dei principali centri al mondo, non è più sufficiente per sviluppare strategie d’investimento, che, in un mercato ormai globalizzato, devono necessariamente estendersi su un territorio internazionale. Da qui l’idea di costituire EC21 SA, con sede in Lussemburgo. EC21, frutto della cooperazione tra Colombo Wealth Management SA, Twenty First Capital SA, Parigi ed European Capital Partners SA, Lussemburgo, sarà regolata dalla CSSF (Commission de Surveillance du Secteur Financier di Lussemburgo), e avrà come missione principale la fornitura di servizi di consulenza per la gestione patrimoniale e dei fondi».

Quali saranno i punti di forza di EC21 SA?

«EC21 SA si avvarrà principalmente dell’esperienza dei tre partners sopra citati. Colombo Wealth Management SA da oltre 40 anni svolge attività di gestione patrimoniale destinata ad una clientela domestica ed internazionale, operando sui mercati finanziari di tutto il mondo. EC21 si coordinerà soprattutto con la nostra controllata al 100 % Heron Asset Management SA, sottoposta alla vigilanza FINMA ed attiva nella gestione di fondi collettivi e nella gestione patrimoniale individuale. Twenty First Capital SA, con sede a Parigi e uffici a Londra e in Lussemburgo, è una società di gestione patrimoniale indipendente. Il team, composto da professionisti ed esperti di settore, possiede una elevata expertise nello sviluppo di prodotti finanziari. (NDR: al momento della redazione dell’articolo alla società è stato conferito il premio annuale 2017 come migliore Société de Gestion Entrepreneuriale, durante la 5° edizione dei Trophées de l’Asset Management). European Capital Partners SA, con sede in Lussemburgo, è una boutique indipendente di gestione patrimoniale, che offre diverse strategie azionarie e fondi di investimento alternativi anche per gestori patrimoniali esterni. EC21 SA potrà senz’altro trarre importanti benefici dalla solidità degli azionisti, dalle competenze ed esperienze così come dalle sinergie derivanti dalla loro stretta collaborazione».

Uno dei problemi maggiori per le società che vogliono espandere la propria attività è quello di disporre di collaboratori che abbiano una adeguata preparazione. Come avete affrontato questa questione?

«Colombo ed Heron possono contare su un team giovane e altamente competente ma si avvalgono anche della collaborazione dei migliori professionisti attivi in Europa: questo ci permette di offrire servizi e soluzioni che vanno incontro alle sempre più esigenti richieste dei nostri clienti. L’operare in un contesto geografico ampio, nel rispetto delle norme regolatorie, richiede una profonda conoscenza delle disposizioni vigenti nei singoli Paesi e mercati ed il prezioso contributo lo offrono proprio i partners locali.»

Uno dei temi di investimento analizzato dalla società Heron Asset Management SA è l’electric vehicles. Di che cosa si tratta?

«Heron Asset Management SA sta per lanciare come forma di investimento alternativa un Actively Managed Certificate sul tema delle auto elettriche e su tutto l’indotto che questo mercato può avere sui diversi settori e geografie. Il concetto di base su cui si fonda è che, a causa di stringenti regolamentazioni sulle emissioni e ai costi decrescenti nel comparto auto/batterie, le auto elettriche avranno nei prossimi anni una crescita esponenziale, superando le vendite di auto a combustione nel 2025, raggiungendo l’obiettivo di 1 miliardo in circolazione nel 2050. Il certificato sarà costruito su un basket di titoli gestiti attivamente, dopo un’attenta diversificazione di settore e geografia, con bassa concentrazione in singole grosse società. Il prodotto è altamente innovativo in quanto sul mercato non esiste ancora nulla che abbia come spettro d’investimento tutto l’indotto della produzione di auto elettriche e rimane aperto all’entrata di nuovi potenziali players, che sicuramente si affacceranno in un settore così dinamico».

Lei insiste spesso sulla necessità di affermare una cultura del “saper competere”. Che significato ha questo concetto?

«La Svizzera ha raggiunto in molti campi, tra cui quello dei prodotti e dei servizi finanziari, straordinari livelli di eccellenza. Ma tali risultati ritengo debbano costituire un punto di partenza e non di arrivo, devono essere la base per aprirsi al confronto con altre realtà che in tutto il mondo stanno emergendo, con la conseguente modifica di idee e modelli di sviluppo che ci hanno accompagnato nel corso degli ultimi decenni. Dobbiamo riscoprire le nostre radici che affondano nella migliore tradizione ma anche aprirci all’innovazione che proviene da Oltralpe. Se la scelta e l’unione di sinergie e strategie avviene con alleati validi, i risultati positivi non tarderanno ad arrivare».

Colombo Wealth Management SA
Via Clemente Maraini 39 - CP 462
CH - 6902 Lugano
P. +41 91 986 11 00
www.colombo.swiss

Informazioni aggiuntive

  • Sommario All’evento “Boutique Day Lugano” del 7 novembre scorso, Dario Colombo presenta come la Colombo Wealth Management SA - da sempre attenta alle trasformazioni del mercato e alle esigenze degli investitori - sta costruendo nuove alleanze strategiche, fondamentali per la crescita ed il posizionamento dei gestori patrimoniali a livello internazionale.
Pubblicato in Banche e finanza
Giovedì, 28 Giugno 2018 06:34

Bellezza e qualità

I Centri Belotti OtticaUdito stanno sempre più diventando qualcosa di ben diverso dal tradizionale negozio di ottica…

«È proprio questa la nostra grande ambizione - spiega Silvano Belotti - che piano piano stiamo realizzando nei nostri Centri in Svizzera e presto anche in Italia: farne una esperienza unica e memorabile, farne dei luoghi dove sia piacevole entrare, essere accolti, soffermarsi, ammirare, ricevere un’assistenza sempre attenta, gentile e competente. E naturalmente aver modo di guardare e provare le più prestigiose collezioni di occhiali, riconoscendo a questo accessorio il ruolo fondamentale che merita nella costruzione del fascino che accompagna il volto di ogni persona. E in Ticino, la più recente novità è rappresentata dall’apertura a Paradiso a dicembre, di un nuovo spazioso punto vendita che amplia ulteriormente la nostra presenza nel Cantone».

La vostra azienda si distingue per il fatto di essere anche un laboratorio di nuovi progetti. Quali idee sono in cantiere?

«Abbiamo appena finalizzato una intera collezione Lifestyle di bijoux e piccola pelletteria, frutto dell’estro creativo di una designer giovane quanto sofisticata, Maria Tessariol. Il portachiavi è solo il primo di una serie di accessori realizzati con materiali e tecniche di pregio, tra modernità stilistica e tradizione artigianale del “fatto a mano” italiano. Una linea voluta e studiata con mia moglie, convinti che il bello debba entrare nella vita di tutti i giorni e accompagnarci in ogni momento della giornata».

Cos’altro dobbiamo attenderci nei prossimi mesi?

«Un altro progetto a cui stiamo alacremente lavorando riguarda il lancio di una collezione di occhiali direttamente pensati in Belotti. Si tratta di qualcosa destinato a lasciare un segno nel settore dell’occhialeria d’alta gamma perché siamo riusciti a fondere mirabilmente i due elementi che devono essere alla base di una montatura di qualità: un design contemporaneo e accattivante, espressione di buon gusto, stile ed eleganza, e una scelta di materiali innovativi e altamente tecnologici. Questo prodotto sarà la sintesi di quanto abbiamo appreso in tanti anni di appassionato lavoro: competenza, professionalità e orientamento alla ricerca. Fattore quest’ultimo in particolare, motore per noi verso tutto ciò che è bello e meritevole di essere ammirato, desiderato e sognato».

Dunque Belotti OtticaUdito continua la sua inarrestabile marcia verso un meritato successo…

«Nel 2018 festeggeremo i 30 anni di attività e sinceramente posso dire che mai come adesso ho provato una profonda soddisfazione per la qualità del team che siamo riusciti a costruire e che marcia deciso condividendo progetti, idee, entusiasmo, finalizzati a creare insieme qualcosa di importante che interpreta al meglio i nostri valori e la nostra passione per il lavoro.


Giorgia Surina: quando il bello poggia su solide basi
«Il mondo della moda e quello dello spettacolo – ci dice Giorgia Surina – propongono per loro natura prodotti spesso appariscenti ma che sono destinati a incidere solo in modo superficiale e durare per un breve spazio di tempo. Oggi ho avuto modo di ammirare tanti marchi e un negozio che trasmettono oltre che fascino e bellezza, una sensazione di solidità e capacità di restare a lungo tra le cose di cui amiamo circondarci e che ci danno piacere. Io sono molto legata ai valori tradizionali, quelli che mi sono venuti dalla mia famiglia e che tuttora guidano le mie scelte professionali e di vita. Ebbene, tra questi valori c’è senz’altro quello del fare bene le cose, con sapienza artigiana, con costanza, credendo ogni giorno nelle proprie capacità, nella passione e nella voglia di affermarsi, con competenza unita al gusto per le cose belle da indossare e fare proprie ogni giorno. Come appunto la consulenza e gli occhiali proposti da Silvano (ndr Belotti). Mi sono davvero divertita nel perdermi tra le tante creazioni irresistibili di questi brand: stili diversissimi che convivono anche tra loro nel mio guardaroba, tra un denim e una longuette spazio anche tra un occhiale scuro e uno coloratissimo.».

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  • Sommario Silvano Belotti, Fondatore e Presidente, ha dato appuntamento alla città di Lugano per presentare nel Flagship del Gruppo di via Soave, le ultime collezioni di occhiali da sole e da vista firmati Dior, Fendi, Cèline, Givenchy, Elie Saab e Jimmy Choo. Alla serata era presente una madrina d’eccezione, l’attrice Giorgia Surina.
Pubblicato in Industria e artigianato
Giovedì, 28 Giugno 2018 06:26

St. Moritz non tramonta mai

Partiamo da una valutazione generale dell’andamento delle compravendite di ville e residenze in Engadina…

«Direi che a partire dall’estate di quest’anno si sono avuti chiari segni di ripresa con una domanda più sostenuta rispetto ai mesi precedenti sia da parte di acquirenti svizzeri che stranieri. Non so se si può già parlare di una definitiva inversione nell’andamento di un mercato che negli anni scorsi aveva pesantemente risentito della crisi finanziaria internazionale e aveva visto una vera e propria fuga da parte degli italiani, ma le prospettive sembrano essere più favorevoli in tutti i segmenti di mercato, a condizioni tuttavia che si tenga conto di alcuni parametri…».

Possiamo vedere più in dettaglio quali sono questi fattori che maggiormente influenzano il mercato?

«Non tutti gli oggetti posti in vendita risultano essere parimenti appetibili. Bisogna tenere conto della località, dell’ubicazione e dell’età dell’edificio, cioè dello stato di conservazione e dei comfort di cui è dotato. E non poche proposte immobiliari risultano essere fuori mercato rispetto a quelle che sono le esigenze attuali dei compratori. Occorre poi valutare attentamente, come è ovvio, l’elemento prezzo, perché molte richieste da parte di chi vende non tengono adeguatamente conto della riduzione del valore immobiliare che c’è stato nel corso degli ultimi anni. Di conseguenza i tempi di vendita si allungano notevolmente e taluni oggetti restano addirittura invenduti per anni».

Quali sono le condizioni che si applicano ad uno straniero che voglia acquistare in Engadina?

«Acquistare un'abitazione in Svizzera non è semplice perché tutti sanno che la legge Koller e poi seguita dalla legge Weber impone la vendita di un numero limitato di abitazioni agli stranieri. Da anni si parla della sua abolizione per liberalizzare il mercato. L'ultima volta che il parlamento ci ha provato però hanno votato contro sia la maggioranza sia l'opposizione, seppur per opposti motivi. Nel frattempo si cerca di fare fronte alla situazione a colpi di deroghe, come quelle approvate dal comune di St. Moritz, perché il turista straniero è molto ben voluto e coccolato e perché la limitazione appare attualmente anacronistica».

Queste deroghe hanno dunque accresciuto le possibilità di vendere ad uno straniero?

«Partiamo dalla premessa che in ogni nuova edificazione destinata a usi residenziali per legge vengono realizzati tre tipi diversi di appartamenti, uguali per qualità edilizia, ma differenti per destinazione. All'interno del medesimo nuovo complesso edilizio una quota è destinata alla prima abitazione di residenti lavoratori in loco; per questi immobili è previsto un prezzo calmierato a fronte di restrizioni notevoli sulla loro rivendita. Un'altra parte è invece destinata a case vacanza per cittadini svizzeri o esteri – attenzione – domiciliati e la terza restante parte è destinata a case vacanza acquistabili da stranieri (formula sempre meno approvata). Per quest'ultima tipologia di immobili l'acquisto da parte di stranieri è immediato e per un costruttore c'è un'evidente convenienza economica a vendere agli stranieri».

Tutto questo favorisce dunque una positiva crescita del mercato…

«Non esattamente, perché queste facilitate condizioni hanno spinto molto privati a mettere direttamente sul mercato i propri immobili, oppure ad affidarsi a broker immobiliari improvvisati, generando una sorta di far west che finisce per creare molta confusione in primo luogo tra i compratori che si vedono offerto lo stesso appartamento da soggetti diversi. Proprio per evitare tutto questo noi cerchiamo di lavorare in esclusiva, a garanzia della nostra professionalità e della correttezza del mercato».

In ogni caso, acquistare a St. Moritz resta un buon investimento…

«Certamente. Per molti comprare a St. Moritz è un investimento strettamente legato alla rivalutazione del bene, visto che lo utilizzano giusto due settimane all'anno nei momenti clou della stagione – il Capodanno, il Polo on Ice e il White Turf – senza darlo in affitto perché le case sono di un livello così alto da avere paura che il loro appartamento venga danneggiato».

A questo proposito, che cosa si può dire del mercato degli affitti?

«L’affitto è una pratica molto diffusa e che sta ottenendo una crescente diffusione. Accanto agli appartamenti messi in affitto in attesa di concludere una vendita, vi sono affitti temporanei che vanno da una settimana a pochi mesi. Molti potenziali acquirenti, prima di procedere ad un acquisto definitivo, decidono di prendere per qualche tempo un appartamento in affitto per verificare il proprio gradimento e l’effettivo utilizzo della propria abitazione in Engadina».

Engadiner Haus AG
Via Mulin 4 – CH – 7500 St. Moritz
T +41 81 837 56 56
www.engadinerhaus.com

Informazioni aggiuntive

  • Sommario Federico Parli, gestore di Engadiner Haus AG, registra una significativa ripresa del mercato immobiliare in Engadina, ma non si nasconde le difficoltà di una concorrenza sempre più agguerrita e caotica.
Giovedì, 28 Giugno 2018 06:23

Il mercato Immobiliare che non vi aspettate

Possiamo tracciare un bilancio della vostra attività nel corso del 2017?

«Nell’analizzare l’anno 2017, possiamo constatare segnali positivi provenire dal mercato della proprietà, che trae beneficio da tassi straordinariamente bassi, da una diminuzione delle nuove edificazioni e da una correzione dei prezzi avvenuta nel biennio 2015-2016. Questo ci porta ad essere ottimisti e fiduciosi nel lavoro e nel riscontro positivo sulle strategie adottate in precedenza. Infatti si può notare un assesto dei prezzi degli appartamenti nel 2017: dopo un periodo di diminuzione degli stessi, viviamo ora una fase con concreti segnali di assestamento e incremento della domanda. Per gli appartamenti nel segmento del lusso, nel Luganese, si è riscontrata una lieve crescita della domanda, con prezzi medi che variano da 11'000 a 15'000 CHF/mq. Per quanto riguarda il segmento medio, abbiamo constatato un incremento della domanda a seguito della correzione dei prezzi, portando il dovuto successo per chi, come noi, ha adottato da subito dei listini con prezzi adeguati al target del momento, premiando la location in prossimità del centro urbano, come riscontriamo ad esempio nella Residenza Parco Casarico a Sorengo.

Nello specifico, di quali fattori bisogna tener conto?

«Gli acquirenti sono sempre più propensi verso prodotti di qualità dotati di elevati standard di servizi, in posizione favorevole e che per le loro caratteristiche di sostenibilità possono essere adeguatamente finanziati dalle banche. E che naturalmente devono necessariamente essere proposti ad un prezzo adattato all’attuale congiuntura attraversata dal mercato. Va anche detto che laddove vengono presentati progetti validi, quando il costruttore dispone di mezzi propri, il promotore vanta una consolidata esperienza e il progetto immobiliare risulta essere particolarmente interessante e sostenibile, non vi sono particolari difficoltà ad ottenere, da parte degli acquirenti meritevoli, un adeguato sostegno da parte del sistema creditizio».

Quali sono dunque i punti di forza delle promozioni che quest’anno hanno marcato il successo della vostra attività?

«La Residenza Parco Casarico a Sorengo propone appartamenti adatti alle famiglie ma sono previste soluzioni anche per i cosiddetti “single living”, cioè persone sole, anziani e soprattutto giovani che intendono creare un nuovo nucleo familiare. Il tutto in un contesto verde di particolare pregio ambientale, utilizzando materiali di ottima qualità, conferendo all’intero complesso, che prevede 70 unità abitative delle quali abbiamo già venduto il 25%, una piacevole unitarietà di linguaggio architettonico. La Residenza Parco Letizia a Ruvigliana propone invece 15 unità di alto standing suddivise in tre building, in una favorevole posizione con bella vista lago, a prezzi veramente interessanti e competitivi, pari a quelli di 10 anni fa, infatti in pochi mesi abbiamo già venduto oltre il 30% del complesso residenziale. Ma ciò che mi preme sottolineare è che, entrambe le proposte immobiliari, sono messe in vendita ad un prezzo adattato a quelle che sono le attuali caratteristiche del mercato, e dunque ribassato rispetto alle valutazioni di 2/3 anni fa».

Le vostre proposte immobiliari prevedono un ampio spettro di soluzioni indirizzate ad una clientela con esigenze anche molto differenziate…

«Oltre alle due Residenze menzionate, disponiamo di un variegato portafoglio immobiliare, costituito da più di 80 immobili, composti da case, attici, ville, appartamenti in PPP, ideali per ogni esigenza e investimento. Bisogna tornare a guardare più attentamente oltre alle esigenze dei clienti stranieri, anche al mercato interno, con proposte immobiliari che meglio rispecchino i bisogni di tutta la clientela che sogna di acquistare ed abitare in un nuovo immobile. La nostra sensibilità e la ventennale esperienza nel monitorare i cambiamenti e le tendenze in atto ci induce a proporre oggetti immobiliari a prezzi competitivi e adeguati al mercato nel suo insieme. In ogni caso, questo adeguamento dei prezzi, non deve andare in alcun modo a discapito della qualità degli immobili e delle loro finiture».

Ciò significa anche un diverso modo di presentare e proporre gli oggetti immobiliari…

«Infatti. Ogni appartamento deve essere in grado di suscitare, fin dalla prima visita un’emozione nei potenziali acquirenti. Le nostre proposte immobiliari vengono selezionate e tengono conto delle concrete necessità abitative degli acquirenti, creando ambienti accoglienti, confortevoli, dotati di tutte le più avanzate soluzioni tecnologiche. In questa prospettiva abbiamo iniziato a proporre, con notevole successo, appartamenti con la formula home staging, arredati con mobili e attrezzature di grande qualità, e abbiamo intenzione di dare spazio a questa nuova modalità di vendita che ha riscosso un significativo apprezzamento da parte di numerosi nostri clienti».

Quale prevede sia il trend per il prossimo futuro?

Il trend positivo del mercato immobiliare nel 2017, prevediamo possa continuare anche nel 2018 influenzato dalla crescita della domanda, dalla tenuta dei tassi e dal crescente interesse che riscontra la Svizzera e specialmente Lugano. Secondo la nostra analisi, il mercato nel 2018 in Svizzera e a Lugano in particolare, sarà riflessivo, selettivo, attento nel valutare le proposte in vendita. I clienti, veri attori di questo cambiamento già in atto, guardano con occhio più critico e attento tutto ciò che possa conferire un valore aggiunto al loro investimento immobiliare, che si concretizza e realizza nell’abitare sostenibile. Questi fattori, avranno come diretta conseguenza una più attenta selezione degli oggetti, sia nuovi che già edificati, oggi in vendita. La nostra sensibilità nel percepire ed analizzare i cambiamenti e la nostra consolidata esperienza nel campo immobiliare, si concretizza con tale selezione e nella proposta di immobili che per location, elevata qualità costruttiva, ed in particolare prezzo allineato al momento storico, rispondono appieno alle attuali e prossime esigenze della clientela.

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Informazioni aggiuntive

  • Sommario Giovanni Mastroddi presenta il positivo bilancio dell’attività svolta nel corso del 2017 ed esprime la sua fiducia nella tenuta del mercato immobiliare ticinese.
Giovedì, 28 Giugno 2018 06:20

Creare comunità tra i nostri inquilini

Partiamo dunque dall’operazione conclusasi ad ottobre…

«L’aumento di capitale di Residentia si è concluso ad ottobre con un pieno successo; sono state emesse 399.461 nuove parti, per un valore di circa 47 milioni di franchi, portando così l’attivo netto del fondo ad oltre 185 milioni di franchi. Per i partner dell’iniziativa – l’organo di direzione FidFund Management SA e i promotori, BancaStato e lo Studio Fiduciario Pagani SA l’esito di questa operazione conferma l’apprezzamento degli investitori per i principi che da 8 anni orientano la gestione di Residentia».

Quali sono dunque i cardini della strategia di Redidentia?

«La cifra raccolta permetterà ora ai promotori di consolidare ulteriormente lo sviluppo di Residentia, formalizzando l’acquisto di nuovi oggetti immobiliari già bloccati e concludendo ulteriori trattative già in fase avanzata. Una volta portati a compimento i progetti previsti, il patrimonio immobiliare detenuto in Ticino dal fondo si attesterà a oltre 230 milioni di franchi. I circa 47 milioni di franchi raccolti in questa nuova fase permetteranno di ricercare nuove opportunità d’investimento, nel rispetto dei severi criteri che guidano l’attività di Residentia fin dalla sua costituzione».

Quali vantaggi offre l’investimento nel fondo Residentia?

«Gli stabili residenziali del Cantone Ticino sono da sempre sinonimo di relativa stabilità e valore nel tempo. Residentia opera una scelta oculata, concentrandosi su immobili di livello medio, i più interessanti come redditività. Come tutti gli investimenti basati sul mattone è dunque una scelta relativamente sicura, poco correlata con l’evoluzione delle borse, con un rapporto rendimento rischio interessante. Ma Residentia garantisce un vantaggio ulteriore: la solidità di un investimento attuato in un territorio sano, industrioso, produttivamente vivace, dove l’immobile beneficia di questa filiera positiva. Al momento il fondo gestisce circa 20 immobili per un totale di quasi 1000 appartamenti».

State lanciando la Residentia Card. Di che cosa si tratta?

«Siamo sempre più convinti che per un’attività come la nostra disporre di una comunità di inquilini fidelizzati e parteci rappresenti un patrimonio assolutamente da non disperdere. Residentia Card è un’iniziativa che attraverso una serie di accordi con assicurazioni, banche, negozi ecc, permette ad ogni inquilino e alla sua famiglia di usufruire di una scontistica su una vasta gamma di prodotti e servizi.

L’obiettivo, oltre a quello di assicurare vantaggi economici è anche quello di ricreare nelle città un maggiore spirito comunitario…

«Esattamente. E a questo proposito abbiamo lanciato sul nostro sito (www.residentiacard.ch), che è stato di recente rifatto, anche una piattaforma di servizi cui gli inquilini possono accedere, una sorta di banca del tempo, una forma di promozione sociale, formata da persone che trovano nello scambio "in tempo" di beni e servizi, motivo di crescita e di realizzazione. L’idea potrà essere implementata creando un servizio di consegna a casa di prodotti alimentare provenienti direttamente da contadini e recapitati in appositi punti del quartiere. Il sito dovrebbe diventare anche un momento di reciproca conoscenza e di organizzazione di eventi conviviali, approfittando degli spazi comuni e di verde attrezzato situati all’interno delle nostre residenze. Partiremo con il complesso Morenal a Monte Carasso con l’idea di estendere poi l’esperienza ad altri edifici e quartieri».

Avete in prospettiva nuovi interessanti investimenti?

«Mi piace sottolineare il fatto che abbiamo acquisito a Besso uno stabile con una lunga tradizione storica essendo stato l’originario stabilimento della Tobler. L’idea è quella di creare un grande open space di co-working, dove concentrare una serie di attività in settori per lo più creativi, mettendo in comune una serie di servizi e spazi per riunioni e conferenze. Un modo interessante per dare spazio ad un costo contenuto a nuove imprese, soprattutto da parte di giovani, immettendo nuova linfa nel tessuto produttivo di Lugano».

Studio Fiduciario Pagani SA
Palazzo Ransila II
Corso Pestalozzi 3
CP 5996
6901 Lugano
Switzerland
Tel. +41 91 912.26.00
Fax +41 91 921.32.77

Informazioni aggiuntive

  • Sommario Matteo Pagani, titolare dello Studio Fiduciario Pagani SA, traccia un positivo bilancio dell’aumento di capitale da poco conclusosi e delinea la prossima strategia di Residentia, il fondo immobiliare della Svizzera italiana.
Pubblicato in Banche e finanza
Giovedì, 28 Giugno 2018 06:17

Un Ticino sempre più green

Una delle problematiche cui gli utenti sono particolarmente sensibili riguarda come è noto le tariffe per l’erogazione dei vostri servizi. Che cosa ci si può attendere per il 2018?

«Come è noto la bolletta elettrica è composta da una serie di voci ben distinte. Tra queste ci sono le componenti rete ed energia e ogni anno entro il 31 agosto le aziende di distribuzione devono pubblicare le tariffe della corrente elettrica per l’anno successivo. Per il cliente domestico e le PMI che non possono accedere al libero mercato, le tariffe applicate dal 2011 dai distributori ticinesi per le componenti rete ed energia, quindi le componenti influenzabili dall’attività del distributore, sono sempre state più vantaggiose rispetto alla media svizzera. Le strategie di approvvigionamento dell’energia adottate dalle aziende distributrici hanno infatti permesso di trasferire ai clienti i benefici di un mercato al ribasso, compensando i rialzi delle tasse cantonali e federali. Nel complesso in questi anni le tariffe sono state perlopiù stabili, anche se vi è stato un aumento delle tasse che per contro hanno permesso il finanziamento di una maggiore produzione rinnovabile, che si traduce in un’origine dell’energia fornita maggiormente sostenibile».

Sono previsti particolari piani di agevolazioni in funzione delle tipologie di consumi?

«Per quanto riguarda i grandi consumatori, tendiamo a stabilire accordi che abbiano una validità pluriennale con un costo dell’energia bloccato, oppure proponiamo offerte particolarmente vantaggiose. In generale, in questi dieci anni di libero mercato le aziende di distribuzione hanno dimostrato di essere in grado di proporre condizioni particolarmente competitive ai propri clienti. In altre parole, come AIL, possiamo dire di avere colto il passaggio da monopolio a libero mercato come un’opportunità, creando competenze e collaborazioni grazie alle quali garantiamo prezzi competitivi, mantenendo i nostri clienti».

E per quanto riguarda il gas?

«Anche in questo caso riusciamo a garantire per il 2018 condizioni tariffarie sostanzialmente stabili anche se a livello mondiale si sta andando verso un aumento dei costi di produzione e distribuzione dei combustibili fossili. Ad incidere sulla bolletta è ancora una volta il peso delle accresciute tasse».

AIL si è dimostrato negli anni particolarmente attento a mantenere e ampliare le proprie fonti di approvvigionamento energetico. Con quali strategie vi siete mossi in questo ambito?

«Occorre premettere che da inizio 2016 viviamo una ripresa dei mercati energetici dovuta al rialzo del prezzo del carbone, vettore quest’ultimo che è alla base di ancora una buona parte del parco di produzione europeo. Un contributo a questa tendenza è dato anche dalla ripresa della domanda cinese e dalle incertezze sulle manutenzioni delle centrali nucleari francesi che influenzano fortemente i prezzi invernali, in modo particolare se in corrispondenza con livelli bassi dei bacini idrici. Le prospettive a medio termine sono al rialzo, questo in virtù dell’uscita graduale dal nucleare prevista in Germania ed in Svizzera con la conseguente riduzione della capacità di produzione. Ciò detto, dal 2013 AIL ha introdotto il cosiddetto “approvvigionamento strutturato” il che significa operare su vari mercati dove vengono acquisite quote di prodotto (gas ed elettricità) in base alle offerte e all’andamento dei prezzi, scontando così le condizioni migliori. Per fare questo è stato necessario internalizzare il processo di acquisto, creando in azienda specifiche competenze. Inoltre, negli ultimi anni AIL ha acquisito interessanti partecipazioni all’interno di società di produzione. In ogni caso, bisogna dire che la struttura del mercato sta cambiando verso un abbandono della grande centrale di produzione a favore di un moltiplicarsi di impianti più piccoli o addirittura minuscoli in grado di raggiungere l’autosufficienza energetica o addirittura di rivendere il proprio surplus».

Un tema sempre più attuale è quello dell’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili. A questo proposito quali sono le iniziative intraprese?

«Gli effetti sul nostro pianeta delle emissioni di CO2 ed il problema delle scorie radioattive, si fanno sempre più evidenti e con essi anche la presa di coscienza che è necessario cambiare qualcosa nel nostro modo di vivere. Attraverso gli ecoprodotti le aziende di distribuzione in collaborazione con l’Azienda Elettrica Ticinese (AET), vogliono dare la possibilità di scegliere il tipo di energia che i clienti finali desiderano consumare. Attraverso un ecoprodotto come ad esempio tìacqua, il cliente sceglie di consumare energia esclusivamente di origine rinnovabile e principalmente ticinese sostenendo in questo modo la produzione indigena e svolgendo un’azione concreta a beneficio del nostro ambiente. Riguardo alle energie rinnovabile AIL va compiendo in proprio importanti investimenti soprattutto per quanto riguarda il fotovoltaico e rispetto alla clientela privata sta valutando l’opportunità di incentivare la produzione domestica di energia pulita su base di contracting. Infine, un altro settore cui guardiamo con grande interesse e verso cui vogliamo indirizzare i nostri investimenti è il teleriscaldamento».

AIL e il territorio di riferimento: in che modo intendete proseguire e incrementare la vostra politica di presenza e sostegno alla vita sociale dei cittadini ticinesi?

«La nostra strategia di supporto nei confronti del Ticino e della sua popolazione si concretizza in un sostegno a quelle iniziative che, in accordo con la nostra visione di consumi energetici sempre più consapevoli e sostenibili, si indirizzano verso il benessere e l’accrescimento della qualità della vita. In questo senso un peso non irrilevante è dunque assunto da tutte le attività sportive, con particolare riferimento a quelle rivolte al mondo dei ragazzi e dei giovani».

Informazioni aggiuntive

  • Sommario L’opinione di Carlo Cattaneo, economista e responsabile dell’area commerciale di AIL SA riguardo alla situazione delle tariffe applicate nella Svizzera italiana e per quanto concerne le politiche di approvvigionamento e l’investimento in fonti energetiche alternative.
Pubblicato in Industria e artigianato
Giovedì, 28 Giugno 2018 06:07

L’investimento azionario resta positivo

In uno scenario economico-finanziario che continua a mostrare non pochi elementi di incertezza, dovuta tra l’altro alle perduranti tensioni politiche internazionali, il mercato azionario presenta, secondo gli analisti UBS, validi elementi che fanno pensare ad una ulteriore crescita, a conferma di una lunga fase espansiva che dura ormai dal 2009. A ciò si aggiunga la mancanza di autentiche alternative di investimento, a causa di una liquidità costosa per la ripresa dell’inflazione (seppure ancora debole) e dei tassi che si mantengono negativi. Dunque la crescita azionaria sembra destinata a durare. Le banche centrali hanno inoltre più volte segnalato la volontà di passare ad una politica valutaria più restrittiva e quindi il pericolo di un repentino aumento dei tassi dovrebbe essere al momento scongiurato. Per altro, con la corsa ai metalli preziosi, gli operatori corrono a mettere una sorta di assicurazione in portafoglio. Si tratta di un modo per arginare possibili future perdite sulle tensioni in Corea del Nord. Nelle ultime settimane sono saliti oro, argento ma sono emerse anche nuove star sui listini come palladio e platino. La corsa è iniziata con l’oro che da inizio luglio guadagna il 10% mentre da inizio anno è in avanti del 15%. L’argento da luglio sale del 15%, il palladio ha fatto altrettanto. L’oro sale per il classico effetto bene rifugio. Attenzione però a non credere troppo al movimento in avanti. Secondo le valutazioni di UBS, l’oro è già salito molto. Sicuramente può arginare la volatilità in portafoglio. L’oro più che una materia prima, è una valuta. C’è una componente di richiesta di oro fisico che generalmente viene da Paesi emergenti, per esempio l’India, e che viene impiegata nell’industria orafa. Questa domanda è da tanti mesi molto contenuta. Al contrario è forte la domanda di oro finanziario, e dà una misura dell’avversione al rischio in questo momento. Nella maggior parte dei casi, chi compra oro, non lo fa con prodotti fisici ma con strumenti finanziari. Tuttavia quello che è stato osservato è che la domanda finanziaria è molto volatile e può passare da livelli molto alti a quote più basse. Occorre quindi essere prudenti e mettere solo piccole dosi del metallo prezioso in portafoglio, con l’obiettivo di contenere la volatilità. Infine, per quanto riguarda la Svizzera, UBS si aspetta un aumento del prodotto interno lordo (PIL) dell'1,4% quest'anno e un ritorno dell'inflazione. Previsioni invariate anche per il 2018, con un tasso di crescita dell'1,6%. Secondo la banca, la fiducia degli imprenditori svizzeri è da inizio anno in una fase positiva, anche se questa si è solo in parte riflessa nella crescita del primo trimestre (+0,3% rispetto ai tre mesi precedenti). Malgrado la partenza rallentata, UBS ritiene che la crescita sarà robusta nella seconda metà dell'anno. Le esportazioni svizzere trarranno beneficio dall'aumento della domanda dalla zona euro. L'economia interna avrà invece una "dinamica moderata". La disoccupazione dovrebbe diminuire marginalmente, dal 3,3% a fine 2016 al 3,2% alla fine del corrente anno. L'inasprimento della politica monetaria potrebbe tuttavia indebolire l'economia europea. Ciò si tradurrà però in una diminuzione del valore del franco rispetto all'euro, cosa che farà aumentare i prezzi in Svizzera. Nei primi 5 mesi dell'anno, l'inflazione è stata in media dello 0,5%. Per l'intero 2017 dovrebbe attestarsi allo 0,4%, per poi passare allo 0,9% l'anno prossimo.

Informazioni aggiuntive

  • Sommario L’andamento dei mercati finanziari nelle valutazioni di Matteo Ramenghi, Chief Investment Officer , di Elena Guglielmin, Senior Credit Analyst e di Luca Pedrotti, Direttore regionale di UBS.
Pubblicato in Banche e finanza
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