Attraverso tre cicli di opere, visivamente molto diversi, si ricompone il senso unitario del percepire il mondo come esercizio difficile, rivestito però di una forma ora geometricamente elegantissima, ora bizzarra nelle immagini, ora concettuale. Sono infatti esposti per la prima volta i lavori del ciclo “Liseberg” dal nome di un parco divertimenti scandinavo, ripreso nel triste tempo invernale di chiusura: sotto cieli di piombo, giostre, autoscontri e ottovolanti si animano saltuariamente, offrendo immagini di una spensieratezza dai tratti incongruamente spettrali, in un’atmosfera di sospensione carica di mistero. Sono inoltre in mostra numerosi “libri”(della serie “Tutto”) in metacrilato colorato con antinomie decise scolpite sulle pagine aperte, e lucenti box in vetro e specchio con tarsie cromatiche geometriche (“Look at you”): ogni opera a suo modo riconduce all’assunto di base – la difficoltà di guardare – secondo processi visivi e mentali completamente differenti, ma il cui risultato è lo stesso, come una complessa argomentazione matematica che si può verificare attraverso percorsi dimostrativi differenti. Ovunque, nelle opere di Dynys, qualcosa impedisce di vedere, e al contempo spinge a farlo: l’immagine scompare e ricompare in un elemento lenticolare, oppure le parole si contraddicono o, ancora lo specchio è parzialmente offuscato o cancellato. Nel trovarsi di fronte a possibilità espressive tanto differenti come in questi tre cicli di lavori, lo spettatore è così posto di fronte alla possibilità di scegliere il suo modo di guardare al mondo – chi ama l’immagine, chi l’armonia, chi il pensiero… -, fermo restando che “deve” scegliere e deve poi “superare la difficoltà” di guardare, come si supera una prova esperienziale, di formazione, di compiutezza etica ed estetica. Chiara Dynys è nata a Mantova e lavora a Milano. Sin dall’inizio della sua attività, nei primi anni novanta, ha agito su due filoni principali, entrambi riconducibili a un unico atteggiamento nei confronti del reale: identificare nel mondo e nelle forme la presenza e il senso dell’anomalia, della variante, della «soglia» che consente alla mente di passare dalla realtà umana a uno scenario quasi metafisico. Per fare questo utilizza materiali apparentemente eclettici, che vanno dalla luce al vetro, agli specchi, alla ceramica, alle fusioni, al tessuto, al video e alla fotografia. Chiara Dynys ha partecipato a numerose mostre personali e collettive in importanti musei e istituzioni culturali pubbliche e private italiane ed estere. Il prossimo impegno della Cortesi Gallery sarà la partecipazione alla prestigiosa e selettiva fiera Tefaf nella sezione Showcase dove verrà presentato uno stand con opere di artisti appartenenti al Gruppo Zero ed in contemporanea sarà presente alla fiera newyorkese The Armory Show.

LONDON
41 & 43 Maddox St.
W1S 2PD - UK

MILANO
Corso di Porta Nuova 46/B
20121 - IT

LUGANO
Via Frasca 5
6900 - CH

Informazioni aggiuntive

  • Sommario Fino al 30 Aprile 2018 Cortesi Gallery presenta a Lugano una mostra in cui l’artista Chiara Dynys ribadisce l’idea della difficoltà di “guardare” e al contempo della necessità di farlo, come metafora dell’interpretazione del mondo.
Pubblicato in Mostre e Gallerie
Giovedì, 07 Giugno 2018 14:33

Eccentrica con Stile

Chi è
Ariella Del Rocino non ha bisogno né di presentazioni né di consigli su come vestirsi. Osare, accostare colori decisi e brillanti le piace. Viola è stata la sua prima auto, viola e gialla è la sua sacca da golf, quando si allena sui campi tre volte alla settimana. In questa giornata di charme insieme abbiamo però deciso di lasciare da parte questi due colori, i suoi preferiti, per andare alla ricerca di altre tinte che le donassero, in armonia con i suoi colori naturali. Nello scegliere gli abiti Ariella va a colpo sicuro, sa cosa le sta bene, conosce il suo corpo e i suoi cambiamenti. “Sono sempre stata eccentrica e mi sono sempre molto divertita nell’accostare colori diversi molto decisi, sempre però monocolore, non amo troppo le fantasie. Lavorare nel mondo della moda, dei gioielli e delle pubbliche relazioni, a stretto contatto con stilisti e designer, mi ha ispirato e facilitato nella ricerca del mio stile personale e del mio modo di pormi. Amo ancora vestire con una certa originalità, anche se con il tempo mi sono un po’ moderata su alcuni capi, troppo fascianti o troppo audaci, che non trovo più opportuni per la donna che sono diventata oggi.” Ariella è una grande sportiva; sin da adolescente ha avuto il privilegio di venire a contatto con molti sport e ha imparato l’importanza della disciplina, ad avere cura del proprio corpo, saperlo ascoltare, nutrirlo con un’alimentazione sana e adatta al suo stile di vita. Lo sport per Ariella è vita, una sorgente inesauribile di energia dalla quale abbeverarsi per riequilibrarsi con sé stessa. Ha praticato molte discipline sportive, tra le quali il tennis e lo sci, fino al golf, iniziato per gioco all’età di 40 anni e che a tutt’oggi la impegna e la diverte, dopo un periodo agonistico, per tre volte alla settimana. «Rispetto ad altri sport che ho praticato, il golf è diverso, per questo mi affascina. Richiede riflessione prima dell’azione. Una partita dura minimo tre ore, è necessario estraniarsi completamente per tutta la durata della partita, riflettere, pensare, studiare la strategia. In un certo senso è come una sorta di meditazione, che mi ha aiutato moltissimo nel gestire le emozioni, ad acquisire più fiducia in me stessa, ad avere più fermezza, più controllo sulla mia emotività, più forza». Un benessere psicofisico che Ariella Del Rocino si sente di consigliare a tutte le donne, «lo sport permette di acquisire consapevolezza delle proprie potenzialità e del proprio corpo, un’opportunità dalla quale attingere nuova vitalità, in un percorso che è anche crescita personale».

La sua dieta
Di Chiara Jasson
Una vita piena, scandita dall’orologio e dalla necessità di riconciliare i suoi numerosi impegni, ha spinto Ariella a curare da sempre la sua alimentazione. Sin da giovanissima, ha capito l’importanza del prendersi cura di se e della propria salute, anche a tavola. Ariella ha sempre praticato attività fisica, avvicinandosi all’atletica in età scolastica, per poi passare al tennis ed approdare infine alla sua grande passione: il golf. Ariella non mangia carne, farine bianche e raffinate, sughi e salse di preparazione industriale né cibi fritti o molto conditi. Non beve latte, e consuma ogni giorno frutta e verdura fresca in abbondanza. Un’altra ottima abitudine che Ariella ha adottato da diverso tempo è quella di bere, nel corso della giornata, quasi due litri di acqua e tisane a base di frutta e zenzero, noto per le sue proprietà antinfiammatorie e digestive. Non beve caffè. Negli anni Ariella si è avvicinata, istintivamente, a quella che può essere considerata una dieta ottimale, basata sui seguenti principi:
- prevalentemente vegetale (le verdure non mancano mai sulla sua tavola)
- integrale (non mangia cibi raffinati)
- ricca di fibre prebiotiche, fondamentali per l’equilibrio del microbioma intestinale
- povera di grassi saturi animali ma ricca in acidi grassi essenziali (presenti nella frutta secca oleaginosa, nel pesce selvatico e nelle uova di allevamento all’aperto)
- equilibrata dal punto di vista glicemico e quindi a basso contenuto di dolci e zuccheri aggiunti
- moderata dal punto di vista proteico (Ariella ha rinunciato alla carne ma consuma proteine di origine vegetale, pesce selvatico e uova biologiche)
- stagionale e locale

Ariella ama mangiare frutta fresca e di stagione a merenda. Per favorire l’equilibrio glicemico, e darle più energia, le consiglierei di abbinarla a 30g di frutta secca (come ad esempio noci, mandorle, semi misti). In alternativa, soprattutto dopo lo sport, potrebbe preparare un frullato fresco a base di frutta a basso impatto glicemico (frutti di bosco), proteine vegetali (del latte di mandorla, soia o altro latte vegetale non dolcificato, oppure 30g di proteine in polvere), grassi “buoni” (1/4 avocado o 1 cucchiaio di semi misti come lino, chia, zucca e girasole), due manciate di verdura a foglia verde (spinacini novelli, cavolo riccio, cavolo Toscano, buone fonti di calcio). Volendo, potrebbe anche aggiungervi un cucchiaino di alga spirulina (ricca di ferro, calcio e proteine) o polvere di maca (nota per le sue proprietà tonico-adattogene). Ariella ama in particolar modo il cavolfiore crudo. Ecco un modo diverso e sfizioso per prepararlo:

“Couscous” di cavolfiore alle erbe aromatiche (4 persone)
Ingredienti
1 testa di cavolfiore
1 mazzetto di menta
1 mazzetto di prezzemolo
1 cipollina rossa da insalata (tagliata a cubetti piccolissimi)
1 pomodoro maturo tagliato a cubetti
1 manciata di olive nere
1 limone biologico
4 cucchiai d’olio d’oliva
pepe macinato
50g di formaggio Feta (facoltativo)

Procedimento Lavare bene tutte le verdure. Tritare il cavolfiore in un robot da cucina fino ad ottenere dei granelli fini (consistenza tipo couscous). Tritare finemente la menta e il prezzemolo con l’aiuto di una mezzaluna, e poi tagliare anche il pomodoro e il cetriolo. Aggiungere le olive e la Feta sbriciolata e mischiare tutti gli ingredienti in un’insalatiera capiente, condire con il succo di un limone e 4 cucchiai di olio extravergine d’oliva. Aggiungere un pizzico di sale rosa e pepe a piacere. L’insalata sarà buonissima anche il giorno dopo!

Informazioni aggiuntive

  • Sommario «La femminilità per me è innanzitutto avere una buona cultura di sé, esporre la propria persona con semplicità, ma soprattutto sapersi ascoltare» (Ariella del Rocino)
Pubblicato in Moda e fashion
Giovedì, 07 Giugno 2018 14:29

Il segreto per una pelle luminosa

L’avviamento del processo d’invecchiamento della pelle si manifesta non solo con le prime rughette e rughe, ma anche attraverso cambiamenti dell’aspetto della pelle, che tende a diventare secca e a presentare irregolarità. Mentre in generale la pelle può assumere una tinta pallida e perdere luminosità, la zona “T” del viso (cioè la fronte, il naso e il mento) tende a diventare eccessivamente lucida. Con la linea Lubex anti-age® la ricerca dermatologica di Permamed è riuscita a rispondere in modo molto specifico a queste esigenze. Già a partire dai 20 anni, la pelle comincia a presentare i primi segni d’invecchiamento, causati da una parte da fattori biologici e dall’altra da fattori ambientali. Con ambiente si intende soprattutto il cosiddetto stress ossidativo, come p. es. i raggi UV, il fumo e le sostanze inquinanti quali gas di scarico, ozono e polveri fini. Le conseguenze di entrambi i fattori d’invecchiamento però sono simili: provocano una diminuzione della produzione di collagene, di elastina e di lipidi. La pelle perde così la propria tonicità, e cominciano a manifestarsi delle prime linee e rughette nella zona degli occhi. I trattamenti e la profilassi attivi di Lubex anti-age® contengono sostanze trattanti particolari che proteggono la pelle, la idratano e la lisciano.

Da 40 anni, competenza dermatologica Swiss made Permamed è una piccola e media impresa (PMI) farmaceutica svizzera, con sviluppo e produzione di galenici propri, e ciò da ormai quattro decenni. Oggi conta circa 75 dipendenti a Therwil, nei pressi di Basilea. È tra le 10 prime ditte del paese per i prodotti OTC e fabbrica soltanto prodotti originali, e non generici. Per Permamed, che produce prodotti di alta qualità in sede fin dall’inizio, la swissness è un concetto di grande concretezza. In effetti, tutti i preparati topici vengono sviluppati, prodotti e confezionati, in conformità con le norme NBP, nei propri laboratori di Therwil.

Da Basilea al Ticino Il fondatore e proprietario della Permamed SA Christian H. Lutz ha un modo attivo, tutto suo, di vivere la swissness, in questo caso il legame tra la Svizzera interna e il Ticino: ogni tanto lascia infatti la realtà aziendale di Therwil per concedersi un po’ di relax con la famiglia e gli amici nella sua casa di Ascona, borgo del quale apprezza particolarmente l’atmosfera. Anche Angela Vattioni, una vivace appenzellese, è ormai pratica della cultura e della mentalità ticinese: da 8 anni è infatti lei la prima persona di contatto di Permamed per i medici e i farmacisti a sud delle Alpi.

Prospettive future Permamed è riuscita negli ultimi decenni a estendere il marchio di successo Lubex a molti altri prodotti. Infatti, Lubex è lungi oggi dall’essere “soltanto” un’emlusione detergente per la pelle: shampoo attivi, lozioni, preparati per peeling, trattamenti diurni e notturni per la pelle e trattamenti speciali completano e arricchiscono ormai un assortimento che vuole essere all’altezza delle esigenze igieniche più moderne. Ciò che invece rimane costante è il concetto di “competenza dermatologica”, per cui tutti i prodotti Lubex sono sviluppati in collaborazione con dermatologi attivi sia in studi medici sia in cliniche e non contengono né conservanti, né sostanze profumanti allergeniche, né coloranti. Per i prossimi anni è previsto lo sviluppo, sempre secondo le conoscenze medico-scientifiche più aggiornate, di alcune novità dermatologiche selezionate e di prodotti della linea Lubex anti-age®, in modo da poter rispondere anche in futuro alle esigenze sempre più specifiche di pazienti e consumatori.

Le esigenze specifiche della pelle continuano a essere al centro A influire sulla pelle non sono soltanto i fattori d’invecchiamento biologici e ambientali e lo stress ossidativo, ma anche la mancanza di sonno e i cambiamenti di stagione. E, spesso, un trattamento diurno o notturno non basta più a coprire i bisogni individuali della pelle. In questi casi, si può ricorrere ai trattamenti speciali di Lubex anti-age®, che forniscono alla pelle le sostanze attive necessarie in forma molto concentrata, nonché diversi fattori idratanti e lipidi. Lubex anti-age® intelligence refining & correcting biostimulator, in particolare, permette di affinare l’aspetto della pelle e di renderla subito opaca se usato in combinazione con un trattamento dermatologico diurno e/o notturno Lubex anti-age®. Inoltre esso riduce e corregge le rughette grazie a un sistema attivo con 6 Biostimolatori, la cui azione si svolge dalla superficie della pelle in profondità. Lubex anti-age® intelligence refing & correcting biostimulator rinfresca e abbellisce l’aspetto della pelle e rende quest’ultima più luminosa.

La salute ci sta a cuore: l’impegno contro il cancro Quale protagonista del mondo sanitario svizzero, Permamed ci tiene a impegnarsi anche nel campo sociale. Lo fa tra l’altro sostenendo la Lega svizzera contro il cancro e in particolare donando un franco per ogni confezione «Lubex anti-age» venduta al programma per la prevenzione del cancro del seno. In questo modo, la ditta vorrebbe esprimere la propria gratitudine in particolar modo nei confronti delle donne. Ogni franco può contribuire a salvare delle vite...

Informazioni aggiuntive

  • Sommario Sempre più persone hanno esigenze molto elevate quanto alla qualità dei trattamenti che usano quotidianamente e non esitano a seguire i consigli anti-age competenti del loro medico specialista o farmacista di fiducia.
Pubblicato in Cosmetica
Con oltre un terzo degli appartamenti venduti, la Residenza Parco Casarico a Sorengo, in fase di costruzione, dopo aver risposto e soddisfatto alcune esigenze particolari degli acquirenti in materia di arredo, offre a tutti i clienti un servizio ulteriore.

Quali sono i punti di forza di questa nuovo modo di acquistare un appartamento?

«La caratteristica principale è essenzialmente l’inserimento degli Interior Pack, che rappresentano soluzioni studiate ad Hoc per le singole tipologie abitative, coordinate con tutte le maestranze coinvolte, in più varianti per i vari possibili acquirenti, a prezzi di acquisto dedicati davvero vantaggiosi. Il sogno di acquistare una propria casa accresce oggi con la possibilità di averla, totalmente o parzialmente già arredata, in base alle proprie preferenze e gusti».

Si può dunque parlare di una sorta di soluzione contract rivolta al cliente finale?

«Assolutamente si. Con questa soluzione mettiamo il cliente di Parco Casarico nella condizione di scegliere il proprio arredamento, all’interno di una vasta paletta di opzioni e al tempo stesso lo solleviamo dalla preoccupazione di dover fare delle scelte affidandosi ad un architetto esterno o decidendo di rendere abitabile l’appartamento solo in base alle sue forze. Anche dal punto di vista impiantistico, per esempio, garantiamo la soluzione di tutte le possibili problematiche affinchè il cliente debba soltanto entrare in casa ed accendere l’interruttore della luce>>

Altro elemento da considerare è dato dalla qualità degli arredamenti proposti…

«ArredoPiù International, attraverso il suo brand Smart House Concept, si fa garante della qualità tecnologica ed estetica di tutte le aziende fornitrici utilizzate, che sono tra i primari marchi nel campo di arredi per cucine, bagni, living ecc. Gli appartamenti proposti si segnalano subito per l’attenta scelta dei materiali, il gusto nei colori, il design moderno perfettamente in linea con le tendenze dell’abitare contemporaneo».

Se volessi acquistare un arredamento dove è possibile vederlo realizzato?

«Abbiamo allestito due arredamenti campione, uno nel centro di Lugano e l’altro direttamente presso la Residenza Parco Casarico. Quello in centro città, denominato Store, sarà inaugurato il 19 aprile, con un apposito evento di presentazione. In ambedue i luoghi sarà possibile toccare con mano e percepire direttamente la funzionalità dei materiali degli appartamenti e degli arredi, frutto di una meditata selezione attenta alla qualità e al design».

La promozione immobiliare Parco Casarico si conferma dunque con le caratteristiche idonee a soddisfare tutte le esigenze di un cliente…

«Ricordiamo innanzitutto il sito sul quale questo progetto si colloca. Si tratta di una superficie complessiva di circa 20.000 mq a Cortivallo, in un contesto paesaggistico di grande pregio che è stato minuziosamente preso in esame e rispettato al fine di realizzare un progetto che non ha finalità puramente speculative, scegliendo volutamente di non usufruire nella totalità degli indici di sfruttamento previsti. A ciò si aggiunga il fatto che la grande area verde che circonda gli immobili è destinata esclusivamente a parco condominiale, mentre gli appartamenti posti al piano terreno possono disporre di giardino privato».

E per quanto riguarda le diverse tipologie di appartamenti?

«La tipologia risulterà essere estremamente variabile in funzione delle diverse esigenze abitative. Si va da 2,5 sino a 4,5 locali ma sono previste anche personalizzazioni più ampie, 5, 6 o 7 locali».

Una cura particolare è stata posta nella scelta dei materiali…

«È questo senz’altro un altro punto di forza dell’intera proposta immobiliare, in rapporto soprattutto ai prezzi in base ai quali gli appartamenti sono posti in vendita. I materiali impiegati sono tutti di ottima qualità, affinché colori e strutture risultino perfettamente compatibili tra di loro, conferendo all’intero complesso un’unitarietà di linguaggio architettonico».

Anche l’aspetto del risparmio energico è stato preso nella dovuta considerazione…

«Infatti. Tutti il progetto è stato studiato e approfondito nel rispetto dei costi di gestione e della natura. Il rivestimento esterno è ben isolato e presenta delle facciate e vetrate ben esposte all’irradiamento solare. I serramenti prevedono vetri tripli ad elevate prestazioni con schermature esterne mobili che garantiscono riservatezza e comfort agli ambienti. Per ciascun condominio sono previsti impianti indipendenti, con ricorso al fotovoltaico per la produzione parziale dell’energia e centrale termica al piano interrato oltre al raffrescamento per tutti gli appartamenti, alimentato con impianto geotermico».

Informazioni aggiuntive

  • Sommario Giovanni Mastroddi di MG Immobiliare e Antonio Radin, di Smart House Concept, presentano un nuovo servizio offerto nella Residenza Parco Casarico a Sorengo, promossa in vendita da MG Laris Joint Venture Immobiliare: la grande opportunità di acquistare, insieme con la casa, un arredamento completo, studiato da architetti e prodotto da primarie aziende del settore, a condizioni economiche uniche.

Partiamo da una necessaria premessa. Cos’è MyAcademy e qual è il suo ambito di intervento?

«MyAcademy potrebbe essere definito come un club di imprenditori e professionisti che condividono il valore della Digital & People Transformation. Fondata da Federico Foscale che vanta un’esperienza soprattutto finanziaria e da me, proveniente invece dal mondo manageriale, mette in campo competenze, scambio di esperienze, entusiasmo, voglia di farcela guardando il futuro ma ben solidi sul presente. Il nostro obiettivo è quello di agire da acceleratore al servizio della comunità imprenditoriale e professionale, di lingua italiana, nel mondo. Siamo presenti con una sede principale a Lugano e sedi operative a Londra, Francoforte, Madrid, Istanbul, Varsavia, Mosca e Shangai».

Quali sono le aree in cui avete individuato essere particolarmente necessario introdurre soluzioni innovative?

Lavorando fianco a fianco con centinaia di aziende del B2B - Business 2 Business (aziende che vendono ad altre aziende) abbiamo dei dati di prima mano. La trasformazione dei processi in digitale e il cambio del modo di lavoro delle persone sono le chiavi per accelerare sui risultati aziendali. Vediamo il contesto: il 90% dei Buyers non risponde alle e-mail provenienti da mittenti che non si conoscono. Conseguenza? E’ la fine delle telefonate a freddo. Se il 92% dei Buyers inizia il proprio processo di acquisto online, bisogna farsi trovare in rete, prima di qualsiasi visita fisica. Se il 74% dei Buyers usa Linkedin, vuol dire che questa è la piattaforma business da utilizzare. A tal fine proponiamo in esclusiva specifiche applicazioni e pacchetti di sviluppo di Linkedin indirizzati alle aziende per creare e gestire una efficace attività di social business. Queste soluzioni le abbiamo chiamate IceBreaking, rottura del ghiaccio».

In sintesi quali sono i plus di un progetto come IceBreaking?

«Velocità, costi contenuti, ampiezza geografica. Si chiama così perché utilizza uno strumento digitale ma risolve un problema antico quanto l’uomo: creare e sviluppare relazioni tra le persone. Ampliare la propria rete di contatti costituisce un enorme vantaggio, a condizione che l’azienda abbia la volontà di dialogare offrendo contenuti di valore in grado di comunicare le effettive capacità e competenze maturate dalla sua organizzazione. Dunque un processo che coinvolge tutte le persone e che offre la possibilità di operare un autentico salto di qualita nelle relazioni, che, voglio ancora ricordarlo, sono prima di tutto relazioni umane».



Sono intervenuti in teleconferenza e partecipano al progetto IceBreaking i seguenti “Ambassador”
Eleonora Botta
Albertino Calanca
Riccardo Bordoli
Tiziano Christen
Felix Dall’Antonia
Giorgio Zanchetta

Eleonora Botta:
«Lo Studio Botta non aveva necessità di vendita nel senso di un prodotto specifico da proporre, valido comunque per più committenti. Infatti la ricchezza di uno studio di architettura, così come per molte altre professioni, risiede nella sua creatività e nella capacità di elaborare progetti ad hoc e di portarli poi a compimento grazie alle specifiche esperienze e competenze delle persone che ne fanno parte. Linkedin diventa uno strumento utile non solo per la conoscenza e la valutazione della qualità dei collaboratori e delle aziende con cui lavorare, ma anche per l'individuazione di professionisti, imprenditori, collezionisti d’arte con cui poter discutere di nuove idee, possibilità, soluzioni che danno vita a nuovi progetti prima che sia un ipotetico cliente a chiedere la prestazione dell'architetto. Le collaborazioni generano infatti nuove necessità e nuove scenari indispensabili per alimentare la futura attività dello studio."

Albertino Calanca:
«Produciamo cuscinetti per i mercati Industriale, Agricoltura, Trasmissioni. FLT è parte di uno dei più grandi gruppi industriali che opera a livello globale nella lavorazione di materiali non ferrosi con dozzine di centri di produzione e centri di ricerca e sviluppo situati in Europa, Asia e America. La nostra esigenza era quella di farci conoscere al di fuori della pur ampia rete di contatti già consolidati, presentando la nostra attività e le nostre capacità produttive presso primarie aziende operanti in tutto il mondo. Linkedin ci ha consentito di allargare la rete di relazioni ma soprattutto di inserire contenuti di qualità sulla base dei quali sono stati poi generati ulteriori contatti. La sfida maggiore è rappresentata proprio dall’essere costantemente in grado di rinnovare ed accrescere la nostra presenza mediante contenuti che siano interessanti, originali e attrattivi per i nuovi contatti così costruiti. Il progetto è partito dall’Italia ma l’obiettivo è quello di arrivare a coinvolgere la capofila polacca (Boryszew Group) che conta 8.000 dipendenti».

Riccardo Bordoli:
«Fino a qualche tempo fa per uno studio professionale di comercialisti com’è appunto il nostro era assolutamente vietato, anche per ragioni di riservatezza, accedere a qualsivoglia forma di pubblicità e i clienti si rivolgevano a noi solo attraverso il passa parola. Ora la situazione è cambiata e possiamo più facilmente comunicare. Linkedin, essendo un ambiente professionale mirato, permette di mantenere i necessari vincoli di riservatezza ma al tempo stesso consente di farci conoscere intervenendo con contributi e condividendo articoli. Abbiamo proceduto anche alla costruzione di una pagina aziendale Linkedin, nella quale sono presenti i profili dei nostri collaboratori, con l’obiettivo di rendere trasparenti le nostre competenze verso potenziali clienti”

Tiziano Christen:
«Il problema che ci siamo trovati ad affrontare era un po’ diverso rispetto a quelli già elencati, in quanto Premel è andata nel tempo diversificando e ampliando la gamma dei suoi prodotti, sempre nel campo della progettazione e fornitura di impianti idroelettrici, di gruppi elettrogeni d’emergenza, di impianti di ventilazione per gallerie autostradali e nelle opere elettromeccaniche di ogni genere. L’esigenza che andavamo avvertendo era dunque quella di portare a conoscenza dei nostri abituali referenti, che magari ci conoscevano per una specifica tipologia d’impianto, tutta la gamma delle soluzioni che eravamo in grado di offrire. I programmi di IceBreaking MyAcademy ci hanno consentito non già di proporre in modo aggressivo i nostri prodotti ma di poter studiare in modo più analitico quelle che sono le esigenze dei nostri interlocutori, avviando un confronto sulla base di elementi di giudizio e valutazioni di merito altamente professionali».

Felix Dall’Antonia:
«Metalarredo realizza principalmente lampade a LED per l’arredamento, in ambito civile e industriale, per shop e contract. In questo settore siamo passati nel giro di pochi anni da una produzione di elementi sostanzialmente customizzati ad una ricerca e sviluppo di prodotti sempre più diversificati e orientati all’estetica e al design. Ciò ha comportato una radicale revisione della nostra strategia di contatto nei confronti della clientela. Tutti i nostri commerciali lavorano con il nuovo metodo di MyAcademy, che fa la formazione sull’uso di Linkedin. Si tratta di un processo lungo e abbastanza complesso di cui tuttavia si iniziano a vedere i risultati legati ad una maggiore e più approfondita conoscenza delle trasformazioni in atto e delle precise esigenze avanzate dalla nostra clientela».

Giorgio Zanchetta:
«Posso dire che anche il campo di intervento di Anodica Trevigiana si è trasformato nel tempo passando dalla produzione di componenti estetici per Elettrodomestici e Automotive, alla fornitura di soluzioni progettuali, fino a diventare veri e propri partner dei clienti nell’individuazione, progettazione e realizzazione di soluzioni personalizzate. Oggi non è dunque più possibile pensare di vendere il proprio prodotto con un catalogo o attraverso soluzioni preconfezionate. Tutto questo ci ha imposto la necessità di dialogare con clienti che, pur se operanti all’interno di grosse organizzazioni, esprimono sempre ben precisi bisogni individuali di cui stiamo imparando a tener conto. Il problema è come entrare in contatto con questi clienti, da qui lo sviluppo di IceBreaking. Le fiere, pur utili, sono costose e non si tengono tutti i giorni. La logica con cui dobbiamo muoverci non può più essere esclusivamente commerciale ma occorre entrare molto piu profondamente nelle dinamiche relazionali, con la costante preoccupazione di comprendere in che modo possiamo effettivamente creare valore per le persone con le quali dialoghiamo».

Informazioni aggiuntive

  • Sommario Gianni Simonato, Manager e Uomo Linkedin, spiega come un uso professionale di questo social media possa rivoluzionare per un’azienda il modo di far crescere il proprio business.
Pubblicato in Industria e artigianato
Giovedì, 07 Giugno 2018 14:04

Street Art 2 e Yaacov Agam - 51 steps

Dal 4 marzo e fino al 30 maggio i visitatori avranno la possibilità di respirare ancora una volta lo spirito della strada nelle oltre 50 opere esposte, la maggior parte delle quali inedite. La mostra, pur configurandosi come una prosecuzione della precedente, presenta tante novità nell’allestimento, con la presenza di nuovi pezzi e artisti in rappresentanza del panorama attuale della Street Art, in particolare della scena europea: molti i francesi presenti, ma anche inglesi e italiani. Di questi ultimi citiamo ALO, italiano ma operativo a Londra, RAVO, italo-svizzero famoso per il suo stile unico e le sue riproduzioni di opere rinascimentali con lo spray, e RAUL33, già protagonista della mostra “Atlantis” organizzata da Artrust a Lugano nello scorso autunno. Ampio spazio sarà ovviamente riservato ad alcuni dei nomi che hanno fatto, e continuano a fare la storia di questo movimento, tra cui Basquiat, Keith Haring, Banksy e Obey. Questa seconda edizione della mostra è un’occasione, per chi non è riuscito a visitare la prima, di conoscere la Street Art nelle sue molteplici espressioni contemporanee e, per chi ci è già stato, di scoprire nuove opere e nuovi artisti. A margine della mostra principale, Artrust inaugura anche “Yaacov Agam - 51 steps”, la prima di una nuova serie di “capsule exhibition” che saranno allestite negli spazi della scalinata interna dello stabile di Melano. “51 steps” sono i 51 gradini che il visitatore deve salire nel corso della visita alla nuova mostra. Aperta al pubblico dal 4 marzo, la mostra condensa, in un inedito percorso ascendente, alcune opere dell’artista Yaacov Agam. Israeliano, in seguito trasferitosi a Parigi, Agam è considerato uno dei massimi esponenti della Op Art e dell’arte cinetica. Le opere esposte, sempre a cavallo tra scultura e pittura, rappresentano una significativa sintesi del suo lavoro, in grado di restituirci a pieno quel gioco di colori contrapposti, cambi di prospettiva, illusioni ottiche, che sono al centro del suo progetto artistico. La mostra stessa è strettamente legata all’idea di movimento, la medesima che caratterizza le opere dell’artista. Il visitatore, uno scalino dopo l’altro, vede le opere trasformarsi, cambiare forma e colori, evolvere. Un gioco in salita che lo mette a stretto contatto le molteplici sfaccettature dei quadri e delle sculture di Agam. «“51 steps” è una formula che auspichiamo possa diventare un appuntamento fisso, collaterale alle nostre mostre principali – afferma Patrizia Cattaneo Moresi, Direttrice di Artrust – Potenzialmente ogni spazio fisico può diventare uno spazio in grado di ospitare l’arte. L’idea di allargarci anche alle scale viene da questa consapevolezza e dall’idea che un percorso insolito, che parta dal basso per concludersi al termine della scalinata, possa essere la forma di visita ideale per far conoscere un artista o una particolare forma d’arte. Sintetizzandola nello spazio di 51 gradini e nel tempo necessario a percorrerli».

STREET ART 2
Da Basquiat a Banksy, i Re della Strada.
Per maggiori informazioni:
www.artrust.ch/streetart2

YAACOV AGAM
51 steps. An upward exhibition
Per maggiori informazioni:
www.artrust.ch/agam51

4 marzo – 30 maggio 2018
Aperture straordinarie: domenica 4 marzo, sabato 7 aprile, sabato 5 maggio.
Presso Artrust SA, Via Pedemonte di Sopra 1, 6818 Melano CH
Dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 18.

Informazioni aggiuntive

  • Sommario Artrust inaugura il suo 2018 con due mostre allestite in contemporanea a Melano: la principale “Street Art 2. Da Basquiat a Banksy, i Re della Strada”, prosegue sul filone della Street Art aperto lo scorso anno, con tante nuove opere e nuovi artisti, in rappresentanza del panorama dello stato attuale dell’arte urbana. A margine propone “Yaacov Agam - 51 steps”, la prima di una nuova serie di “capsule exhibition” che saranno allestite sfruttando gli spazi della scalinata interna dello stabile.
Pubblicato in Mostre e Gallerie
Giovedì, 07 Giugno 2018 14:01

Il futuro è qui

Si tradda di un’evoluzione od una vera e propria rivoluzione quella con cui si confronta il mondo della finanza, alle prese con le nuove tecnologie digitali? Difficile rispondere, visto che il fenomeno avanza con ritmi diversi a seconda dei Paesi e degli ambiti, ma soprattutto considerata l’ampia gamma dei contesti operativi interessati. Una realtà multiforme che sarà oggetto del Lugano Banking Day, in programma al Palazzo dei Congressi il prossimo 20 marzo. Organizzato dall’Associazione Bancaria Ticinese (ABT) e dal Dipartimento delle finanze e dell’economia (DFE), in collaborazione con la Città di Lugano e con l’Università della Svizzera Italiana (USI), il simposio internazionale mira ad analizzare i contesti in cui l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione operano, le opportunità e le sfide che esse pongono, le possibilità di sviluppo imprenditoriale che offrono, profilando il Ticino quale centro particolarmente favorevole per il connubio fra tecnologia e finanza. Il tutto grazie ad un’ampia schiera di operatori locali ed internazionali, del settore privato così come del mondo accademico. Vi sarà durante la giornata un’alternanza di workshop su temi caldi, quali i sistemi di pagamento di domani, le nuove vie della compliance, la collaborazione tecnologica quale “disruption” o miglioramento dei servizi, l’impatto delle piattaforme Blockchain, l’outsourcing dei servizi bancari, con sessioni plenarie e tavole rotonde. L’evento ospiterà specialisti accanto a personalità di spicco quali Sergio Ermotti, CEO del Gruppo UBS, Philipp Hildebrand, Vice Presidente di BlackRock, Bob Contri, leader del settore Global Financial Services di Deloitte e Alexander Lipton, docente presso il mitico Massachussets Institute of Technology (MIT) ed altre prestigiose istituzioni. Un grande evento di respiro internazionale, all’altezza della rilevanza che i temi in agenda richiedono. Il fenomeno FinTech coinvolge tanti soggetti, anzi non sarebbe azzardato affermare che ci coinvolge tutti, dalle società tecnologiche alle start-up che si cimentano nel comparto, alle banche ed agli altri intermediari finanziari, dai clienti che operano attraverso l’home banking od il trading online, fino a tutti noi utilizzatori di smartphone, tavolette e PC nell’interagire con banche e loro consulenti.

Per la verità il futuro del FinTech non è dietro il fatidico angolo, ma è già ben presente nella realtà dei mercati: basti pensare al ruolo del trading computerizzato, piu o meno High Frequency, degli algoritmi nella gestione patrimoniale e nell’asset allocation e del ruolo sempre più ampio delle piattaforme Blockchain. Se “il denaro non dorme mai” come afferma Gordon Gekko nel celebre film “Wall Street”, algoritmi e piattaforme digitali lo tengono ancora più sveglio, lo eccitano, nel bene e nel male, e magari lo fanno sognare. Blockchain trasparente, anonima, sicura, inalterabile, sviluppatasi sulle ceneri della crisi finanziaria del 2008 che ha tolto un po’ di fiducia nella finanza tradizionale, regina del nuovo traffico dei pagamenti, del microcredito, del crowdfunding e della nuova shared economy, in poche parole del nuovo “criptocapitalismo”, che ha al suo centro le cripvalute, con Bitcoin in testa. Robot-advisor che sostituiscono i consulenti, almeno per certi segmenti di clientela, e chat-robot impiegati nei call-center, che intelligenza artificiale e machine learning faranno diventare sempre più “smart” ed in linea con il linguaggio e le caratteristiche del cliente, significano più efficienza, velocità nel soddisfare le esigenze di clienti frettolosi, minori costi e meno errori, con un impatto tuttavia sul mercato del lavoro che è difficile quantificare. Ma le sfide sono tante e toccano temi sensibili, anche senza spingersi fino alla spinosa questione delle criptovalute, croce e delizia a seconda delle opinioni, certo volatili e dalla dubbia reputazione. Si impongono norme globali in grado di regolamentare, se possibile, la digitalizzazione. Vanno rese compatibili le procedure di compliance e di sicurezza, soprattutto quando certi servizi siano dati in outsourcing e, alla luce delle norme sempre più ampie sulla privacy, come la recente normativa europea GDPR, e va tutelata la difesa dell’identità digitale, vincendo i timori e le incertezze di molti potenziali utenti.

Ticino for Finance
Villa Negroni
CH – 6943 Vezia
www.ticinoforfinance.ch

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  • Sommario In programma il 20 marzo il Lugano Banking Day quale arena di analisi e confronto su di una realtà complessa e sfaccettata.
Pubblicato in Banche e finanza
Giovedì, 07 Giugno 2018 13:58

Tutto sul cibo e dintorni

Sarà in un certo senso una manifestazione onnivora, occupandosi di cibo nelle sue più svariate declinazioni e relazioni, analizzando ad esempio i possibili scenari nel futuro dell’alimentazione, con il racconto di nuovi trend alimentari resi possibili dalla tecnologia: dal cibo modellato attraverso una stampante 3D fino all’hamburger sintetico, prodotto in laboratorio, o ancora indagando sul DNA e sulle cellule staminali per migliorare il nostro benessere. Fantascienza? Assolutamente no e se la prospettiva stupisce, bisogna ricordarsi che anche altre invenzioni e situazioni che oggi sembrano banali erano considerate un tempo inimmaginabili. La storia del rapporto dell’uomo con il cibo è stata una straordinaria epopea sociale, culturale e di ricerca di significati. Quello che era forse l’aspetto più problematico, e cioè la ricerca del cibo per alimentarsi e sopravvivere, è stata una grande opportunità che ha spinto sempre l’uomo alla ricerca di strumenti per migliorarsi. La capacità umana di manipolazione della natura ha segnato una tappa cruciale con la scoperta del fuoco e con la successiva intuizione che il cibo poteva migliorare, sviluppando effetti importantissimi sull'evoluzione umana. L'uomo cuoco è stato molto più fondamentale dell'uomo cacciatore. Dal fuoco alle prime pentole, dalle pietre da taglio a quelle da macina per la molitura di semi e grani e così via; dal ferro al rame, dall’alluminio all’acciaio inossidabile. Tanti strumenti e materiali hanno rivoluzionato la quotidianità nei secoli, come tanti cibi hanno cambiato il mondo sin dalla loro introduzione in Europa dopo la scoperta dell’America. Il cioccolato, ad esempio, come altri generi alimentari, è stato uno strumento che ha permesso di misurare l'evoluzione sociale e culturale, ha influenzato mode e abitudini, riti relazionali, sia per quanto riguarda la produzione, che il consumo. Molti nuovi prodotti, alla base della nostra odierna alimentazione, inizialmente incontrarono molta resistenza: dal mais ai fagioli, dalla patata, accettata solo durante le tremende carestie del XVIII secolo, al pomodoro, impiegato come condimento della pasta solo dalla fine del '700, unitamente a numerosi altri ortaggi e frutta. O ancora, già a metà del XVIII secolo il Conte Rumford a Londra inventò un forno per cuocere carne a bassa temperatura. L’intento era anche di inquinare meno la sua città risparmiando energia, ma nessuno lo considerò. Il 1800 è stato un secolo di grandissime e importanti invenzioni con forte sviluppo della rete ferroviaria, costruzione di grandi navi a vapore, mezzi di comunicazione molto più moderni e veloci e nuovi macchinari ancora oggi utilizzati. Tutto ciò permise una diffusione maggiore anche degli alimenti, del loro commercio e conseguentemente un cambio di gusti. Si svilupparono sistemi di conservazione alimentare, come la sterilizzazione e la pastorizzazione. Iniziarono a comparire i fornelli a gas, la lavorazione dei formaggi divenne industriale e si scoprì il valore energetico degli alimenti, cioè le calorie. Ricordiamo che l’impulso decisivo alla produzione industriale del cioccolato venne dato nel 1819 a Torino dal bleniese Giovanni Martino Bianchini che realizzò una macchina per tritare il cacao, lo zucchero e altre droghe necessarie alla produzione con l’impiego di un solo operaio, alimentata da una ruota idraulica. Ancora oggi la ruota si trova all'entrata dello stabilimento Caffarel di Luserna San Giovanni. Arrivarono poi frigoriferi, lavastoviglie, macchina da cucire, mentre la pentola a pressione era già presente da tanto! E ancora il microonde: negli anni ’70 del secolo scorso in America veniva pubblicizzato come “la più grande rivoluzione culinaria dopo la scoperta del fuoco”. E non erano stati messi in vendita i primi robot da cucina.
A che punto siamo oggi? Le statistiche ci dicono che siamo sempre più attenti nello scegliere alimenti salutistici e prodotti etici, ed è in crescita il numero di vegetariani e vegani. Gli scienziati cercano una soluzione all'impatto ambientale degli allevamenti intensivi e alla malnutrizione. Nonostante la repulsione che suscitano, la FAO promuove da anni gli insetti come “proteina del domani” e ci sono diverse start up che stanno lavorando alla carne sintetica o “carne pulita” come preferiscono chiamarla i ricercatori. Ma siamo pronti a dire addio alla tradizionale bistecca in favore di una versione da laboratorio? La “carne etica” potrebbe garantire un approccio più ecologico e sostenibile, consumando dal 7 al 45% in meno di energia, riducendo le emissioni di CO2 fino al 96%, del 99% l’uso di terreni e del 90% l’utilizzo di acqua. Il primo esperimento è stato condotto 5 anni fa in un laboratorio dell’Università di Maastricht in Olanda ma, in realtà, è un progetto che stenta a decollare per via degli alti costi, dei tempi e per le caratteristiche organolettiche. Si parla di 250 mila $ per hamburger e di 6 settimane e mezzo per il risultato finale. Proprio su quest’aspetto, i ricercatori stanno lavorando per aumentare la quantità di grassi presenti nella carne al fine di ottenere un prodotto il più possibile simile a quella “originale”. La carne di manzo cucinata era stata fatta crescere a partire da un campione di tessuto muscolare prelevato da una mucca; le cellule staminali poi coltivate e tagliate in modo da ottenere filamenti stratificati per formare un tessuto che avesse la consistenza della carne bovina. L’americana Memphis Meats ha annunciato un anno fa di aver costruito il primo laboratorio al mondo per la produzione di carne sintetica di pollo e di anatra e ha presentato le prime ricette al pubblico, con una degustazione. I risultati sembrano essere stati sorprendenti: il gusto era simile alla carne “normale” anche se mancava il sapore del grasso animale e del sangue. Ricreare una tagliata o una fiorentina significherebbe ricreare un muscolo, ma per farlo servono vasi sanguigni che pompino ossigeno e sostanze nutritive nelle cellule! Un passaggio ancora troppo sofisticato ed estremamente costoso. Il miglioramento del gusto e l’abbattimento dei costi di produzione sono quindi le due sfide da vincere! Mentre si può già assaggiare con maggiore successo il cibo stampato in 3D, un’altra strada che, secondo gli esperti, potrebbe rendere la produzione alimentare più sostenibile. Esistono infatti stampanti che caricano gli ingredienti in appositi contenitori, scelgono la forma del cibo desiderato in base ad un software e provvedono a stampare l’alimento. Anche in questo caso per ora il prezzo ancora alto non permette una produzione su larga scala! In futuro, comunque, negozi e supermercati potrebbero tenere in magazzino le cartucce necessarie a stampare il cibo per anni, limitando allo stesso tempo lo spreco di cibo fresco, l’impiego di spazi e i trasporti. Essendo studiati in laboratorio, inoltre, i piatti 3D potrebbero offrire molte più scelte a chi soffre di allergie alimentari.

Chiediamo lumi su tutto ciò a Pietro Veragouth, cofondatore di Swiss Institute for Disruptive Innovation, che incontreremo a Lugano Città del Gusto. L’obiettivo di SIDI è quello di individuare e analizzare precocemente le innovazioni emergenti che hanno le caratteristiche e il potenziale per essere, appunto, dirompenti.

Siamo davvero di fronte a un cambiamento epocale? Mangeremo sicuramente carne sintetica e produrremo a casa piatti con le stampanti?

«Parliamo di carne vera, solo che a produrla non è l’animale ma sono “solo” le sue cellule staminali, che l’uomo ha imparato a isolare e coltivare, e sta imparando a farlo sempre meglio. Secondo diversi studi, la “pulizia” della carne rappresenta un enorme cambiamento tecnologico e culturale per l’umanità. È la quadratura del cerchio, l’incontro di carnivori e vegani, la soluzione definitiva per fame nel mondo, ma anche di dilemmi etici - secondo le statistiche della FAO, in tutto il mondo ogni anno vengono macellati circa 56 miliardi di animali, esclusi pesci e altri animali marini - e gravi problemi ambientali - gli allevamenti comportano un consumo smodato di risorse idriche, inquinano enormemente e sono responsabili di circa il 9% del totale delle emissioni di anidride carbonica. Fantascienza? Niente affatto. Questa carne esiste già, solo che al momento ha dei costi da far impallidire il caviale di beluga e, sempre solo al momento, non ci siamo quanto a sapore e consistenza. La strada però è tracciata, le soluzioni dei problemi si troveranno e presto. Ne sono convinti gestori di capital venture come DFJ, società leader che ha accompagnato sul mercato Tesla e SpaceX, investitori come Bill Gates e Richard Brandson, che sono entrati in modo deciso in questo business. Questo il quadro generale di riferimento, e si capisce come il tema sia estremamente stimolante anche per gli organizzatori di una manifestazione come Lugano Città del Gusto, aperti e curiosi a tutte le novità nei sapori e nel cibo. Per quanto riguarda le stampanti alimentari 3D, alcune già riescono a produrre alimenti con consistenza e sapori vicini a quelli reali, con i corretti valori nutrizionali e con la possibilità di inserire medicamenti al loro interno. Esistono infinite applicazioni, il limite è dato solo dalla nostra capacità di immaginare e concepire nuove soluzioni». Un altro aspetto che verrà approfondito durante gli incontri a settembre è la cosiddetta dieta del DNA in collaborazione con AMIA, Associazione medici italiani anti-aging, in particolare con il Presidente Dott. Galimberti autore del libro “La dieta del DNA” appena pubblicato e il project manager Luca Bottoni. Sia che si tratti di una dieta finalizzata al calo di peso, sia che miri al benessere e alla lunga vita, l’alimentazione è importante, ma deve essere calibrata su ogni singolo individuo, perché ognuno ha un proprio metabolismo e un proprio e unico DNA. Una dieta personalizzata quindi che risponde a tutte le esigenze del nostro corpo. Già nella medicina antica ai cibi era attribuito un alto valore terapeutico, nella convinzione che l’equazione cibo-salute avesse un’effettiva validità. Per Ippocrate la salute era l’equilibrio tra alimentazione ed altri aspetti della vita, in un’interazione tra uomo e ambiente, attraverso un regime annuale secondo le stagioni, basato sul principio dei contrari. In seguito Galeno nel II secolo d.C. ritenne che il comportamento umano dipendesse dall’equilibrio dei quattro umori, sangue, flemma, bile gialla e bile nera, teoria che si rifletteva anche nel modo di utilizzare il cibo. Il segreto della buona salute risiedeva nel perfetto bilanciamento dei quattro umori. Oggi le conoscenze sono maggiori, si conoscono i mattoni costitutivi del DNA che permettono di capire cosa fa davvero bene al nostro corpo: i cibi più utili, le vitamine necessarie, l'attività̀ fisica migliore da praticare, gli stili comportamentali e alimentari appropriati. Tutto questo ed altro a Lugano Città del Gusto dal 13 al 23 settembre. E visto che conoscenza, innovazione e pensiero creativo sono anche alla base dell’arte degli chef, non mancheranno sicuramente gusti sorprendenti!

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  • Sommario Le tendenze, i prodotti e le invenzioni che sembravano impossibili: Lugano Città del Gusto esplorerà anche il futuro del cibo, mettendone in luce i diversi aspetti biologici, antropologici ed ecologici.
Pubblicato in Vini e prodotti tipici
Giovedì, 07 Giugno 2018 13:54

Da ferriere a polo dell’innovazione

La vostra azienda è giunta alla quarta generazione di imprenditori alla guida di un’impresa familiare. Quali sono state le principali tappe di questa costante crescita?

«Il primo stabilimento risale al 1870 quando il fondatore Luigi Cattaneo installò a Faido la sua impresa per produrre gli attrezzi necessari al cantiere per la realizzazione del primo tunnel ferroviario Gottardo. Nei decenni la ricerca di qualcosa che potesse rinnovare la produzione e rafforzare la nostra presenza sui mercati è stata una costante preoccupazione delle generazioni che mi hanno preceduto. Il mio bisnonno Luigi, sfruttando l’energia della Piumogna, installò il primo maglio. Mio nonno ampliò oltre il Gottardo il mercato dei nostri prodotti facendo conoscere il nome di un’azienda che all’epoca aveva ancora caratteristiche artigianali. Mio padre Fausto ebbe il merito di dare alle ferriere il carattere di una vera e propria industria specializzata nella produzione di vagoni e carpenteria metallica. Infine, per quanto riguarda la mia gestione, ho cercato di diversificare la nostra produzione, iniziando già nel 1991 a produrre turbine, settore che oggi costituisce il 50% circa del nostro fatturato».

Quali sono i più importanti settori produttivi nei quali nel tempo si è andata specializzando Ferriere Cattaneo?

«In via Ferriere sono stati prodotti oltre 15.000 vagoni ferroviari. Grazie al nostro successo con il vagone porta container T3000 alla Fiera di Monaco del 2014, abbiamo potuto estendere la produzione anche alla Slovacchia. Siamo arrivati a oltre 2.000 pezzi, 580 sono previsti per il 2017 e fino al 2019 la copertura è garantita. Abbiamo in cantiere 22 vagoni speciali per manutenzione e pulizia e contiamo di programmarne altri 36 per il periodo 2018-2020. Stiamo guardando all’apertura di unità produttive in altri Paesi (Turchia), ma la mente ingegneristica è tutta ticinese e siamo gli unici rimasti in Svizzera a produrre carri merci. Esportiamo vagoni in Germania e in Austria, componenti per turbine a gas in 5 continenti, elementi per l’industria automobilistica in tutta Europa».

Quale sarà a suo parere l’evoluzione del trasporto su rotaia?

«Il nostro fiore all’occhiello, l’ultimo vagone merci ideato e realizzato, il Multitaschendwagen, è un carro sviluppato partendo proprio dalla convinzione che la crescita futura del trasporto merci su rotaia in Europa e il recupero di quote di mercato rispetto alla strada richiederanno sempre più vagoni moderni con prestazioni elevate in termini di carico, velocità di marcia, affidabilità, alta flessibilità d’impiego, costi di gestione contenuti, impatto ambientale efficiente ecc. Tutto questo, nello specifico della Svizzera e del Ticino in particolare, avviene in un contesto di rilancio del settore ferroviario destinato a prendere ulteriore vigore in seguito ad AlpTransit: un’infrastruttura che, a mio giudizio, è in grado determinare importanti ripercussioni economiche e sociali sull’assetto territoriale delle regioni che attraversa».

A proposito di AlpTransit, quale vantaggio potrà portare l’accorciamento delle distanze tra il Bellinzonese e i maggiori centri economici della Svizzera interna?

«Per gli abitanti di questo territorio si apre un nuovo mercato del lavoro, in particolare nei confronti di Zugo e di Zurigo, mentre le aziende a nord delle Alpi potranno usufruire di un’offerta interessante in termini di servizi e di disponibilità di capitale umano. Questa situazione potrà poi generare, e in parte lo sta già facendo, una maggiore richiesta di struttura abitative sul nostro territorio, da parte di ticinesi ma anche di persone provenienti dalla Svizzera interna e desiderose di stabilirsi nel Cantone».

La famiglia Cattaneo può davvero vantare un’autentica vocazione imprenditoriale. Quali sono le doti che è indispensabile avere per avere successo nella propria attività?

«Direi innanzitutto avere coraggio, tanto coraggio. Tutta la storia delle Ferriere Cattaneo è stata caratterizzata da scelte a prima vista controcorrente, rivelatesi nel tempo vincenti. Quando sono entrato in aziende per sostituire mio padre ero davvero molto giovane, ed inoltre provenivo dall’estero, dove avevo completato i miei studi. Grazie ad un entusiasmo che non mi ha mai abbandonato sono riuscito ad imprimere nuova forza all’azienda, rilanciandola a livello nazionale e internazionale con nuovi investimenti, nuove visioni e strategie imprenditoriali. Non ultimo, impostando anche nuove metodologie di lavoro, imperniate sul cost controlling (controllo dei costi) e attraverso il worst case, ossia sull’essere preparati a lavorare partendo dai peggiori scenari possibili».

Dal suo osservatorio privilegiato come giudica lo stato di salute e le prospettive dell’economia ticinese?

«Credo che siano tre le parole guida per progettare il futuro del nostro territorio: ricerca, innovazione e sviluppo. Ricerca significa trovare soluzioni competitive, fidabili, percorribili affinché possano essere inserite nei vari processi di engineering, collaborando nei vari campi con le università, i centri di eccellenza e gli enti preposti alla formazione. Essere innovativi vuol dire poi esserlo non solo nei prodotti, ma anche nell’innovazione dei mezzi di produzione e dei processi cui l’azienda si affida. Infine, lo sviluppo, in tutti i settori, deve essere improntato e impostato in modo continuo e duraturo, e poi implementato con obiettivi sostenibili, realistici e controllabili».

Qual è la sua valutazione riguardo ai progetti aggregativi di cui si parla ormai da tempo nel Cantone?

«Un territorio di una certe dimensione, amministrato da un unico comune, avrà il vantaggio di avere un unico ente di riferimento in grado di pianificare gli spazi e le strutture da adibire all’industria e all’artigianato, alla residenza, al commercio e ai servizi, oltre che promuovere il territorio in modo più mirato e ambizioso, e soprattutto meno burocratico».

Le Ferriere Cattaneo saranno protagoniste anche della Giubiasco del domani. Qual è il suo progetto?

«Come è noto su una grande area antistante le Ferriere, tra la ferrovia e il fiume, è prevista la costruzione del nuovo Ospedale Cantonale. La nostra iniziativa, che gode già del sostegno dei Comuni della regione e dei preposti uffici cantonali, è quella di mettere a disposizione buona parte del sedime occupato dall’azienda (poco meno di 50 mila metri quadrati) per creare un polo industriale con tanto di centro congressuale nonché appartamenti ed uffici. Meno acciaio e più idee. Là dove c'erano forgia e maglio vorrei vedere sorgere un centro congressuale, o meglio, una «Kongresshaus». Nel Bellinzonese strutture atte ad accogliere conferenze o eventi di grandi dimensioni non ce ne sono. E dunque in una moderna ed ampia sala conferenze si potrebbero, ad esempio, organizzare dei convegni di medicina a livello internazionale».

Informazioni aggiuntive

  • Sommario Aleardo Cattaneo è il CEO delle Ferriere Cattaneo di Giubiasco, azienda fondata nel 1870 e specializzata nella produzione di vagoni ferroviari, turbine e carpenteria metallica. Dopo quattro generazioni di imprenditori si affaccia ora un grande sogno: quello di trasformare le antiche ferriere in un avveniristico complesso di attività dedicate alla ricerca e all’innovazione tecnologica.
Pubblicato in Personaggi
Giovedì, 07 Giugno 2018 13:51

Nuova grandiosa apertura

White, come una pagina bianca o un capitolo tutto ancora da scrivere. White come la prima mostra che Imago Gallery tenne esattamente 20 anni or sono in Gran Bretagna. Sono queste le premesse che hanno portato a scegliere questo titolo per la mostra inaugurale della nuova sede, più ampia e spaziosa, disposta su due piani, di prossima apertura in centro a Lugano. Un evento importante, destinato a segnare il panorama artistico della città ticinese, così come di primo piano sono gli artisti esposti: Fontana, Bonalumi, Castellani, Manzoni e Burri, tutti protagonisti assoluti del movimento Spazialista fondato a Milano nel 1947 da Lucio Fontana, artista che aveva alle spalle una lunga carriera come scultore e pittore, legato alle esperienze astratte ed espressioniste. Il primo Manifesto dello Spazialismo era stato redatto un anno prima a Buenos Aires, come Manifiesto Blanco (ecco ancora questo colore che ritorna), dove si affermava l’importanza di un nuovo modo di concepire lo spazio e si proclamava l’abbandono della pittura da cavalletto. L’arte non deve più sottostare alle limitazioni della tela o della materia («vogliamo che il quadro esca dalla sua cornice e la scultura dalla sua campana di vetro»), ma può allargare il suo campo, espandendosi attraverso nuove forme e tecniche espressive. I pittori spazialisti non hanno come priorità il colorare o dipingere la tela, ma creano su di essa delle costruzioni che mostrano agli occhi dello spattatore come, anche in campo puramente pittorico, esista la tridimensionalità. Il loro intento è dar forma alle energie nuove che vibravano nel mondo del dopoguerra, dove la presa di coscienza dell'esistenza di forze naturali nascoste come particelle, raggi, elettroni premeva con forza incontrollabile sulla "vecchia" superficie della tela. Tali forze troveranno lo sfogo definitivo nel rivoluzionario gesto di Fontana, che bucando e tagliando la superficie del quadro, fece il passo finale di distacco dalla vecchia arte verso la nuova arte spaziale. I tagli e i buchi dei suoi quadri monocromatici, oltre a rendere concreto lo spazio vuoto, consentono alla materia di esprimersi attraverso le sue stesse sporgenze e depressioni. Ultimo compito degli Spazialisti è la conquista nell’essenza e nella forma dell’arte della dimensione del tempo: per gli artisti spaziali quindi non esisterà più né pittura né scultura, ma solo "forme, colore, suono" in un discorso globale, al di là di classificazioni riduttive o artificiose. La primavera dell’IMAGO Art Gallery prevede altri importanti momenti espositivi e partecipazioni a manifestazioni fieristiche, a cominciare dalla ottava edizione di MIA Photo Fair, che si terrà da venerdì 9 a lunedì 12 marzo 2018 a Milano a The Mall, nel quartiere di Porta Nuova Varesine. Il board di curatori di MIA Photo Fair ha lavorato a pieno regime per confermare l’elevata qualità delle proposte espositive che il pubblico ha, sempre di più, dimostrato di apprezzare. Lo scorso anno infatti, sono stati 25.000 i visitatori che hanno affollato gli stand allestiti a The Mall. A questa manifestazione IMAGO Art Gallery sarà presente con lavori di Bob Krieger, Nan Goldin e GLOC. Alla importante partecipazione quella a Essen Thecno Classica, trentesima edizione della tradizionale fiera tedesca dedicata al motorismo d’epoca che si svolgerà dal 21 al 25 marzo, dove è prevista l’esposizione di alcuni lavori di Enrico Ghinato.

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  • Sommario IMAGO Art Gallery inaugura il 19 aprile una nuova sede nella centrale via Nassa 46. E lo fa presentando opere di un gruppo di artisti che hanno fatto la storia della pittura italiana del secolo scorso: gli Spazialisti.
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