Nato a Suwa nella prefettura di Nagano in Giappone 38 anni fa, Kei Kobayashi, figlio di cuochi, decide ancora adolescente di seguire le orme dei genitori, facendo però la cucina francese, dopo essere stato folgorato da una trasmissione televisiva sul celebre Alain Chapel. Dopo qualche anno passato in un ristorante francese in Giappone, si reca in Francia per perfezionare la sua attitudine per i fornelli e le esperienze non mancano in alcuni locali prestigiosi, compreso quello di Alain Ducasse che tra l’altro, in seguito, gli dedica la prefazione al bellissimo volume dal semplice titolo “Kei” edito da Chêne. Nel 2011 apre un suo locale nel centro di Parigi, proprio vicino al Louvre, con il suo stesso nome “Kei” che può vantare una stella Michelin. In occasione dell’ultimo Gourmet Festival di St. Moritz dedicato ai più interessanti chef stellati giapponesi, abbiamo raccolto e riassunto le idee, la filosofia di cucina di Kei Kobayashi. Iniziamo col dire che qualcuno può pensare che si tratta di una cucina francese “giapponesizzante”, ma non è così, poiché c’è semplicemente il rispetto del prodotto, la delicatezza delle preparazioni e l’eleganza delle presentazioni. Non è sempre necessario proporre prodotti cari, anche una semplice verdura, una semplice carota, può essere trattata in modo da risultare superlativa. Per proporre una cucina da stella Michelin non c’è l’obbligo di scegliere prodotti di alta gamma, anche nei prodotti locali, della regione dove ci si trova, si può scoprire l’eccellenza. Alla base della cucina di Kei c’è tuttavia la cucina classica francese con le sue salse, poi però traspare comunque una certa influenza giapponese che si esprime ad esempio nell’utilizzo degli agrumi che il Giappone ne ha diversi ad ogni stagione. Inoltre, negli “stages” in ristoranti stellati in patria Kei appreso la conoscenza di tutto il pescato e di come trattarlo, poiché il pescato è uno degli elementi tra i più importanti della cultura, della tradizione gastronomica giapponese. Un aspetto emerso chiaramente durante il colloquio e che caratterizza questo giovane chef è il suo amore per i prodotti vegetali nel rispetto della loro stagionalità, quindi ortaggi, legumi ed erbe aromatiche che trasforma in modo innovativo facendone esaltare il gusto e la tipicità, attraverso una particolare attenzione alle diverse modalità di cottura per ogni vegetale. Per rendere meglio l’idea dei piatti bisognerebbe dapprima vederli, ammirarli, poiché sono composizioni artistiche, la più parte tese verso l’alto, verticali, come ad esempio i “Légumes croquants, mousse de roquette, mayonnaise d’olive”, una stupenda esplosione di forme e colori. Oltre ad ammirare il piatto lo si dovrebbe provare per rendersi conto e riuscire a capire la filosofia di Kei, che si traduce nell’equilibrio tra forme, gusti e colori. Altro esempio illuminante è il “Boeuf de Salers, salade romaine”, che nell’essenzialità degli ingredienti, nobilitati da una coreografia filologicamente centrata, alimenta l’emozione dello stare a tavola. Durante la bella esperienza fatta al St. Moritz Gourmet Festival 2016, Kei ha rappresentato fedelmente la sua cucina, sia nelle serate al Grand Hotel Kronenhof di Pontresina dove era lo chef ospite, sia in sintonia con gli altri colleghi chef giapponesi durante gli eventi in comune. Entusiasmante è stato l’apprezzamento che ha ricevuto dai partecipanti, rimasti positivamente sorpresi dai suoi piatti e dalla delicatezza della sua cucina. Di questo Festival, Kei ha in particolare apprezzato molto la serata in cui si è data la possibilità ai clienti che vi hanno partecipato, di entrare nelle cucine dei vari grandi alberghi, per vedere il lavoro degli chef e colloquiare con loro assaggiando direttamente le prelibatezza che uscivano dalle loro mani. Kei ha terminato l’amabile conversazione dicendo come riassunto della sua filosofia che: “Nella mia cucina, oltre al rispetto del prodotto, c’è il desiderio di aiutarlo ad esprimersi al meglio per la gioia del cliente e anche mia”.   

Informazioni aggiuntive

  • Testatina GASTRONOMIA
  • Sommario In occasione della 22° edizione di St. Moritz Gourmet Festival, incontriamo lo chef Kei Kobayashi ospite dell’evento enogastronomico engadinese.
Pubblicato in Ristorazione e chefs

Lei è una donna dalla personalità energica e solare, un lato che ritroviamo anche nelle sue creazioni. Perché la scelta di diventare designer di questi gioielli?

«Vivo le mie creazioni come qualcosa di spirituale, come mezzo capace di infondere benessere: non sono semplici gioielli, sono pezzi che vivono attraverso le pietre; materiali nobili come l’agata, il corallo, l’ametista, le perle, il quarzo, l’onice, pietre preziose ed elementi con portano significati intensi, che sono forgiati dal tempo, cresciuti in una natura che è viva, che muta e scandisce il ritmo della vita. 

 

Come sceglie i materiali, come prendono vita queste creazioni, che sono tutti pezzi unici?

«Le pietre vengono selezionate e mi arrivano direttamente a Madrid dall’India; lavoro in modo molto sensoriale, le posiziono accanto me e osservandole cerco di immaginare cosa possono diventare. Una forma, un colore, un abbinamento mi può comunicare un’idea. Cerco di capire quello che mi trasmettono e poi le plasmo, come un bimbo che vuole prendere vita: creare mi affascina, trasmette il lato profondo di una persona».

 

Cosa ama maggiormente come oggetto delle sue creazioni?

«Prediligo le collane e gli orecchini, amo i gioielli grandi, evidenti, esplosivi, quelli che non passano mai inosservati, ma che lo fanno con stile e con classe. Voglio sempre creare degli accessori che siano perfetti anche su abiti semplici, che donano quel tocco creativo particolare, ideali per l’estate e per l’inverno e che raccontino le mie origini ungheresi e latine, due anime della stessa medaglia».

 

I suoi gioielli hanno la caratteristica di essere molto colorati; come sceglie questi abbinamenti sempre perfetti?

«Abbino i colori in modo molto naturale, vedo e osservo la moda, il mondo che mi circonda e mi lascio trainare anche dalle mie sensazioni. Ho anche studiato moda e quindi la mia formazione mi aiuta molto nel mixare correttamente le cromie».

 

Uno dei gioielli più particolari è il bracciale con la fascia in metallo e la pietra trasparente: un gioco di luce assolutamente unico. Immagino ci sia un grande studio dietro ad una creazione così precisa.

«In realtà è la naturalezza della pietra a rendere possibile questa creazione. Il colore dell’oro aiuta ad accentuare la luminosità, ma è la poesia della pietra trasparente che permette alla luce di filtrare, di non rimanere intrappolata e quindi di vedere i due lati della pietra. E’ la stupefacente magia di quello che la natura crea!».

 

Cosa non vedremo mai nelle creazioni di Marina Danko?

«Non ci saranno mai gioielli piccoli: solo pezzi evidenti che possono dare colore, trasmettere energia e accendere ogni look».

 

Ci sono diverse idee nella collezione: collane dal taglio contemporaneo e creazioni che si ispirano al Messico…

«I modelli sono molteplici, da quelli più naturali, fino alle collane messicane: pezzi lunghi, alcuni con dettagli in oro, altri con pietre infilate una sull’altra; ci sono più idee, più anime, tanti gioielli per tante donne».

 

Una storia iniziata da molti anni e oggi proiettata verso un mercato internazionale…

«È vero. I miei gioielli sono originali, pezzi unici e la prima collezione risale al 1998 con la prima esposizione dove raccontavo i 4 chakra del corpo. Studio molto, osservo, mi faccio ispirare dal mio quotidiano, approfondisco quello che mi appassiona e lo trasporto nelle creazioni. Oggi siamo presenti in varie parti del mondo: Florida, Madrid, Barcellona, Colombia, Lugano e stiamo aprendo nuovi mercati poco a poco». 

 

Un’ultima domanda: che rapporto ha con le sue clienti?

«Ottimo! Amo moltissimo il rapporto diretto con la cliente, ascoltare, conoscere le sue idee, consigliarla. Non c’è nulla di più bello che trovare la giusta pietra, la giusta creazione, per la giusta persona!».

 

Informazioni aggiuntive

  • Testatina Marina Danko
  • Sommario Marina Danko è una delle celebrità più note e importanti della Spagna, artista e stilista capace di stupire con le sue creazioni, forte nel suo spirito intraprendente ma allo stesso tempo capace di trasmettere tutta la solarità della sua terra e delle sue origini. Abbiamo avuto il piacere di incontrarla, nella prestigiosa location di Palazzo Mantegazza, durante la presentazione della sua collezione di gioielli: una chiacchierata dove traspare tutta la sua energia che ritroviamo nei colori delle sue collezioni.
Pubblicato in Lusso
Venerdì, 05 Gennaio 2018 16:09

Vendere casa, istruzioni per l’uso

1. Prepararsi psicologicamente

Quando decidete di vendere la vostra casa è importante che affrontiate il passaggio psicologico dalla "Casa" che amate così tanto alla "casa" che si sta tentando di vendere. Questo cambiamento, in parole semplici, vuole dire lasciare andare. 

Il processo di distacco emotivo è un’esperienza che tutti i venditori devono prima o poi affrontare. La Casa è dove risiede il cuore e fare questo primo passo non è semplice.

Preparare la vostra proprietà adeguatamente per metterla sul mercato richiede tempo, se apporterete i miglioramenti giusti vedrete che le probabilità di vendere più rapidamente e a un prezzo maggiore aumenteranno. Avviate il processo di preparazione prevendita ascoltando un parere obiettivo di una persona esterna, la quale può mettere in rilievo sia i punti di forza sia i punti deboli della vostra abitazione.  

 

2. La prima impressione: miglioramenti esterni

La prima impressione è quella che conta. Quindi, prima di mettere la vostra casa sul mercato, assicuratevi che appaia al meglio sia dentro sia fuori. Fino a non molto tempo fa l'idea di preparare una casa per metterla in vendita era sconosciuta, era sufficiente metterla in vendita, le persone andavano a visitarla e si sperava che ciò fosse sufficiente per trovare qualcuno disposto a comprare. Ma gli acquirenti di oggi sono preparati, hanno guardato programmi televisivi sull'argomento, letto riviste e ora vogliono fare da soli. La maggior parte di loro sono persone con poco tempo a disposizione, quindi è fondamentale che la vostra casa si presenti in maniera accattivante fin dal primo sguardo. C'è una quantità enorme di perfezionamenti che si possono realizzare per ottenere il prezzo migliore per la vostra proprietà, rendendola il più appetibile possibile. L'aspetto della parte anteriore della vostra casa, quella rivolta verso la strada – chiamata dai professionisti del settore "prima impressione dalla strada" - è la prima cosa che i potenziali acquirenti vedono e notano. La loro impressione si formerà  nella mente nei primi 10 secondi! Ecco alcuni modi per migliorare la prima impressione dalla strada della vostra casa:

 

- Pittura: ridipingere gli esterni  prima della vendita è il più grande passo per aumentare le possibilità di ottenere un risultato soddisfacente. I toni del bianco, i grigi e i colori soft sono le scelte migliori per le facciate esterne. 

 

- Prato: tenetelo ben falciato, un prato ben curato dona alla vostra casa un aspetto particolarmente gradevole. 

- Marciapiedi: pulite i vostri marciapiedi quotidianamente. Teneteli liberi dalle foglie in autunno.

 

- Piante: rimuovete o sostituite qualsiasi albero, siepe o arbusto morto o morente e potate tutto ciò che sembra trasandato o invadente. 

 

- Fiori: riempite le aiuole con fiori di stagione, questo è un modo economico per aggiungere colore e fascino ad una proprietà.

 

- Riparazioni: Assicuratevi che tutte le grondaie e i canali di scolo siano a posto e puliti. Sostituite tegole e piastrelle mancanti o danneggiate. Il tetto è una zona che ogni potenziale acquirente esaminerà, dunque, è opportuno che sia il più possibile in buone condizioni. Assicuratevi che le porte anteriori e posteriori,  quelle del garage, e tutte le finestre si aprano facilmente. 

 

- Finestre: tenete le finestre pulitissime dentro e fuori in tutta la casa (sostituite eventuali vetri rovinati). Finestre scintillanti danno l'impressione immediata che la casa è stata trattata bene, mentre se i vetri si presentano polverosi o sporchi bloccano la luce e danno l'impressione che il proprietario non si preoccupi della casa.

 

Se avete la possibilità rendetevi la vita più facile con l'assunzione di un professionista per aiutarvi in queste faccende. Il vostro agente immobiliare può probabilmente indirizzarvi a persone che sono specializzate in questo tipo di lavori. Ricordate: questi punti sono davvero i più importanti per permettervi di vendere al miglior prezzo la vostra casa.

 

3. Miglioramento degli interni

L'aspetto esteriore attira gli acquirenti in casa. L'arredamento degli interni fa la vendita. Le piccole cose che si compiono generalmente danno il maggiore incremento di valore. Concentratevi su tre punti fondamentali: ripulire, cancellare e apportare miglioramenti estetici. Utilizzate tessuti, tappeti, tovaglie, tovaglioli, cuscini da divano, tende o tendoni, copriletto e trapunte, asciugamani, tende da doccia per creare note di colore. È inoltre possibile utilizzare composizioni floreali per aggiungere colore alle camere.

 

- Pulire, grattare e lucidare: il vostro piano cottura, forno, frigorifero, forno a microonde e tutti gli  altri elettrodomestici devono essere perfettamente puliti dentro e fuori. Ripulite a fondo pareti, pavimenti, vasche da bagno, docce, lavandini fino a che non brillino. 

 

- Eliminare gli odori: i compratori noteranno i forti odori non appena metteranno i piedi in casa, in particolar modo eliminate gli odori di fumo, muffe e odori di animali domestici. Eseguire la pulizia di tendaggi e tappeti vi aiuterà a sbarazzarvi degli odori. Rimuovete la cenere dal camino. 

 

- Riparare i rubinetti gocciolanti: se uno dei lavandini o la vasca da bagno non scarica correttamente, ripuliteli. Proprio come gli acquirenti di auto amano prendere a calci le gomme per testarle, alcuni acquirenti di immobili amano testare nelle case i servizi igienici e l'acqua corrente in lavelli/vasche da bagno al fine di controllare gli scarichi e gli impianti. Controllate inoltre i radiatori e l'impianto di riscaldamento.

 

 

4. Dare un aspetto "stage" alla  casa

Se avete visto la presentazione di un progetto di una nuova casa o i modelli di presentazione di una casa da parte del costruttore, sapete esattamente come dovete preparare la vostra casa. I costruttori di solito eseguono questi lavori in maniera eccellente. Lo "stage" è la parte terminale del processo che era iniziato con i tre interventi base (ripulire, cancellare e apportare miglioramenti estetici). Ecco alcuni consigli interessanti che potete utilizzare per aumentare il fascino della vostra casa:

 

- Stanze inutilizzate: pulite le stanze inutilizzate, spostate le cose che vi avete riposto, scoprite i mobili e disponeteli per bene, come se steste preparando il locale per un ospite.

 

- Cucina: aromi fragranti come quelli dei biscotti appena sfornati o del caffè appena fatto risultano attraenti per la maggior parte delle persone.

 

- Bagni: fate in modo che siano sempre provvisti di asciugamani freschi. Acquistate nuove tende da doccia e mettete dei nuovi saponi profumati nei porta sapone. Rimuovete eventuali bottiglie o contenitori vuoti, come anche gli adesivi dalle pareti.

 

- Cantine: devono essere pulite, ingaggiate qualcuno che le svuoti. Per molti acquirenti le cantine indicano che cosa possono aspettarsi di trovare "dietro la superficie".

 

- Collezioni: ognuno ha collezioni, foto di famiglia sulle pareti, palloni autografati, bambole, trofei che i bambini hanno vinto a scuola. Mettete via le vostre collezioni, così le persone si potranno concentrare sul loro vero interesse, cioè acquistare la vostra casa.

 

- Frigorifero: rimuovete tutto dal vostro frigorifero. La maggior parte delle persone utilizzano magneti o nastri adesivi per attaccarvi di tutto, dalle foto delle vacanze fino alle note dei bambini e alla lista della spesa, meglio ripulire il tutto e lasciarlo allo stato originale. 

 

- Comfort: mantenete la casa calda in inverno e fresca in estate. Una casa troppo calda o troppo fredda non risulta invitante.

 

- Camino: ha una doppia funzionalità, una utilitaristica, in quanto é una ulteriore fonte di calore e una romantica, nulla crea atmosfera come la luce delle candele e del fuoco di un camino. Se disponete di un camino puntate un riflettore su di esso. Lucidate gli utensili del camino. Disponete in maniera ordinata la legna. 

 

- Fiori: vasi colorati con fiori freschi creano macchie di colore e fragranza in tutta la casa, creando una meravigliosa impressione sui potenziali acquirenti. Mazzi di garofani, margherite, tulipani o altri fiori di stagione acquistati presso il vostro supermercato locale andranno più che bene.

 

- Luce: le case ben illuminate sembrano più spaziose e allegre. Durante il giorno aprite tutte le vostre tende e tendaggi. Se la vista è poco attraente ponete dei rivestimenti su tutta la finestra in modo da lasciar filtrare la luce attraverso, mascherando però quello che c’é oltre il vetro.

 

I potenziali acquirenti spesso si recano in macchina di sera a vedere come la vostra casa appaia di notte. Le luci interne, che sono visibili dalla strada, creano un aspetto accogliente e invitante. Dal tramonto fino a quando andrete a letto, mantenete dunque almeno una luce accesa in ogni stanza che si affaccia sulla strada. Pensatela in questo modo: molti di questi piccoli lavori li dovrete realizzare comunque al momento del trasloco. Allora perché non farlo un po' prima e, grazie a ciò, riuscire ad ottenere un prezzo di vendita più elevato?

 

Informazioni aggiuntive

  • Testatina Wetag Consulting
  • Sommario Tutto quello che occorre sapere per compiere nel miglior modo possibile questo passo
Venerdì, 05 Gennaio 2018 16:06

Siamo davvero liberi?

Fin dall’infanzia mi è stato detto di essere fortunato, visto che sono nato e sto vivendo nella prima era della libertà di espressione e di pensiero. Ma è ancora vero? Per me non è più così!

A furia di libertà siamo caduti nel proibizionismo della parola; e non solo di quella. Oggi devi badare bene a ogni parola che dici per non passare per omofobo, razzista, fanatico, antireligioso e così via. Per non parlare di quello che non puoi dire della cronaca politica, del terrorismo, dell’immigrazione, perché se apri bocca rischi grosso.

 

E chi come me deve scrivere ogni tre mesi un pezzo che sia buono per altrettanti tre, cosa deve fare? Davvero non so più cosa dirvi, anche perché il paradosso sta anche nel fatto che alcune cose possono essere dette da alcuni, ma non da altri.

 

Bene! Allora becchiamoci queste righe che non dicono e non servono a niente, sicuri 

che stiamo pensando tutti le stesse cose, ma non vogliamo dirle. Intanto spariamoci dei bellissimi “selfie” e scriviamoci dei bellissimi messaggini con tante faccine: questo è davvero utile al progresso dell’intera società.

 

Pubblicato in Editoriale M. Mantegazza
Venerdì, 05 Gennaio 2018 15:59

Si annuncia un autunno alla grande

Grande successo ha riscosso alla Versiliana di Marina di Pietrasanta, e presto anche a Lugano, la mostra “Spiriti Ostinati” che presenta opere Di Matteo Pugliese, sculture di pura energia. Da secoli il corpo umano è fonte d’ispirazione per la scultura e la pittura. Gli artisti, da sempre, si sono appassionati a cercarne la rappresentare più realistica, restituendone le muscolature, le tensioni e i movimenti, ma anche gli stati d’animo che il corpo esprime, le debolezze, le energie, le paure. Matteo Pugliese sa perfettamente come rappresentare tutto ciò e questa mostra propone una raccolta dei suoi lavori, come scultura della serie Extra Moenia e di quella dedicata ai Guardiani. La prima è una raccolta di sculture di bronzo rappresentanti uomini muscolosi che fuoriescono dalle pareti, con estrema forza, energia e tensione. Nei guardiani, sono presenti i temi della forza, della potenza e della corporeità, ma in un modo del tutto differente dalla prima: per questa sua serie in bronzo e terracotta, l'artista si è ispirato ai guardiani di pietra venerati dai balinesi animisti e cambiando un po' le proporzioni tradizionali, ha presentato sculture con piedi molto grandi, corpi, volti e sguardi determinati e concentrati, e spesso con gli occhi semichiusi, pronti per la lotta. 

Imago Art Gallery ha scelto di partecipare a “WOP ART”, la prima esposizione d’arte dedicata ai capolavori Works on Paper (da cui l’acronimo Wop). Una fiera d’arte esclusiva e di Highlights, con un pubblico di riferimento d’alto livello patrimoniale ma soprattutto all’avanguardia e coltissimo. Questo raffinato evento ha riunito nei padiglioni del Centro Esposizioni di Lugano una selezione di gallerie internazionali che hanno esposto progetti specifici di opere su carta di tutti i periodi della storia dell’arte, dal disegno antico alla stampa moderna, dal libro d’artista alla fotografia d’autore, dall’acquerello giapponese alle carte di artisti contemporanei. Un comitato scientifico si è occupato non soltanto di selezionare gli espositori e le opere in mostra, ma anche di coordinare eventi e incontri con intellettuali di caratura internazionale e creare grandi mostre dedicate alle opere su carta, nell’ambito del circuito nascente intorno a “WOP ART”. Lo sviluppo dell’attenzione e del mercato dell’arte, negli ultimi dieci anni, ha sancito la nascita e l’incremento di un vasto pubblico di appassionati e collezionisti intorno ai cosiddetti Works on Paper. I lavori su carta dei grandi maestri antichi, moderni o contemporanei, permettono di unire l’alto livello di qualità allo sviluppo nell’accessibilità in termini di costi. 

Ma l’autunno riserva anche altre importanti novità, a partire dalla grande mostra che a Pietrasanta riunirà importanti capolavori del maestro catalano. L’idea è quella di mettere in scena, in piazza Duomo, un’esposizione di sculture monumentali realizzate, in periodi diversi fra loro. Retrospettiva che coinvolgerà anche altre sedi suggestive del centro storico, su tutte il Chiostro di Sant’Agostino. Torna dunque l’arte con i suoi grandi nomi al centro della proposta culturale della Piccola Atene.

 

Informazioni aggiuntive

  • Testatina Imago Art Gallery
  • Sommario La galleria d’arte presenta un programma denso di iniziative: a settembre si chiudono le esposizioni di Matteo Pugliese alla Fondazione Versiliana di Marina di Pietrasanta e di Agostino Bonalumi a Lugano e si prepara l’importante partecipazione a WOP Art Fair a Lugano, cui seguirà una grande mostra, sempre a Pietrasanta, dedicata a Salvador Dalí, mentre da fine ottobre a metà gennaio saranno esposte nella galleria luganese opere di Matteo Pugliese.
Pubblicato in Mostre e Gallerie
Venerdì, 05 Gennaio 2018 15:40

Objectives reached

Looking back over these initial months, what has been the outcome in terms of the programme and public participation?

«We are now collecting all the data to edit the report of the first year of activity. Initial numbers confirm my general impression: it is quite impressive what LAC has achieved in just one year. In September I will present it to the municipality and subsequently share the report publicly. But we don’t need to wait for the final numbers to perceive the success. In fact, my impression is based on solid input. Most concerts saw full houses, dance shows enjoyed great public enthusiasm, and the museum and theatre offerings are doing very well. Besides this, it is not just a question of numbers. Our “educational” program LAC edu which targets schools, young people and families, provided thousands of great experiences and is successful in many ways and the qualitative level of the artistic programme was absolutely at an international level, already in our first year, in all the various disciplines. Therefore, I feel that we are taking our first steps in the right direction and that some early intuitions we had were the right ones. It was the first year for many things, and as such, it was a test year: how the public would react to some proposals, how international artists would feel about LAC, and so on». 

 

What can you tell us about the financial management of this complex cultural institution?

«The total budget of LAC and the various artistic partners such as LuganoInScena, LuganoMusica, and the MASI Lugano museum are in equal measure financed by public funds and private and operational financing, broken down as follows: a little less than 50% from public funds, mainly the City of Lugano; a little more than 50% from other funds, sponsorship, and revenues such as box office. Regarding sponsorship, we have two main partners namely Credit Suisse and UBS, who, besides being LAC main private partners, centre their efforts on two main focuses: Credit Suisse on the museum, UBS on the educational programme LAC edu. For sponsorship and other external funding, we have a foundation named “Fondazione Lugano per il Polo Culturale” which collects funds from the various sponsors and donors and supports artistic initiatives and activities at LAC». 

 

You have, in the past, voiced concerns about the “political climate” surrounding LAC and the difficulty in creates for seamless management.  Have there been significant improvements in this situation over the course of the year?

«It changed radically after the opening, when we started talking about the arts and people were invited to discover the LAC through its exhibitions, concerts, shows and activities. This impacted positively on the public who, after many years of debate about the building, started to consider the LAC not in terms of a big investment or a big building but a centre for the arts. This was a major change, impossible to achieve before the doors were opened. As for the politicians, the majority were in support of the project, with the strong leadership of Giovanna Masoni. We need to give credit to the majority of the politicians of Lugano. They did strongly support the project, but as with any big public project with important investments at stake, it created some tension and insecurity. Now the support is even stronger, Mayor Borradori, the head of our city division Roberto Borradori and the vast majority are very proud of this project and are ambassadors of this new reality». 

 

What achievements reached over these 12 months are you particularly proud of?

«First of all, the multitude of people who fell in love with the LAC, and this is true for many sectors of the public.  From the “connoisseur”, who appreciates the quality of the structure and artistic offer, to the newcomer, who comes and discovers, who is now a theatregoer, who is more appreciative of contemporary arts through our guided tours. I would equally attribute great importance to the inauguration, which is actually where all this originated. It was a huge success on many levels. During the planning of the 3-week event, we wanted to do something which provided a taste and impression of what LAC would be in the future. The high level mix at an international level, the involvement of artists from Ticino, and a transversal offer of activities for ALL sections the of public, engaged everyone who participated, in a massive response to our invitation, and I still remember many smiles and happy faces. The moment we opened the doors, people understood that this was their LAC». 

 

What elements are not as yet functioning as wished and still require attention?

«We opened the doors last September, and everything was the first time from the process of selling a ticket through our system to the flux of people in the center during various events at the same time. Paradoxically the success like the one we encountered created some difficulties to manage, such a high volume of requests to manage for a relatively small and young team, while still in the phase of setting the processes and protocols of the new reality. We immediately reached the volume of activity we were expecting to have two years from now, so we were too small a team to support such a level of activity. However, we were able to make up for the lack of staff with the great enthusiasm and effort that anybody put in. I did, and I will, continue to pay great attention in my role of leading such an important public project to foreseeing which direction we should go and which icebergs we have to avoid as well as being very active in the mission of LAC as a centre for the arts, as well as a social project which has to be engaging and provide positive experiences, fun, emotions, quality and discovery». 

 

From a human standpoint, how has your experience been, so far, at the helm of LAC?

«First of all, I want to say that I felt very welcomed and many people contributed to make me feel at home from day one, here in Lugano. This helped me a lot because opening the LAC was a big challenge and I had to focus 100% on it. Also the extra challenge has been leading this project in a language I did not know at the beginning, in a very diverse culture, without my close network. But on the other side, being from outside helped me greatly.  My points of reference are different and the fact of having seen so many other cultural realities helped me to make, I believe, the right choices and foster the right values for this project».

 

Lastly, what surprises are in store for us in the coming months?

«We will work on building on year one sticking to our core values: a programme of international level, a place open to everybody and the transversality of the offer that is a uniqueness of such a structure. Having said that, year two will be full of surprises too. We will open the second season, with the spotlights on contemporary dance, an area that fascinates me and a bet we want to win for the future, with a transversal programme which will kick off on September 20th with the big video installation “slow dancing” by David Michalek, a triptych that is a celebration of dance in every form, which will be screened in the Piazza on the façade of the museum every night from 8:30 pm till midnight until October 9th. This will be accompanied by many initiatives, masterclasses and electronic music with DJs in the hall, and other surprises. On September 21st the Royal Philharmonic Orchestra directed by Charles Dutoit will play “The Rite of Spring” by Stravinsky, originally composed for the ballet, and this will bring us to another great dance moment on October 1st with the great Hofesh Shechter Company. From the beginning of September, a monographic on Signac will be on in the Museum and at the beginning of November an international premiere: the Compagnia Finzi Pasca will unveil their new show created during this summer’s artistic residence here at LAC “Per te”. The programme is a range of proposals which really fascinates me and I hope will continue to fascinate the enthusiast public too. I would invite readers to explore our website www.luganolac.ch. where you will find full information». 

 

Informazioni aggiuntive

  • Testatina Michel Gagnon
  • Sommario The General Director of LAC gives a positive account of the first year of LAC management and outlines the direction in which he intends to move in the coming months.
Venerdì, 05 Gennaio 2018 15:30

Dove festeggiare con stile

Il Ristorante Grand Café Al Porto fa parte dei Top 10 della Svizzera delle location più belle e meglio organizzate per ricevimenti, banchetti e feste di matrimonio. Grande onore per lo storico Ristorante luganese che con i suoi suggestivi ambienti offre una cornice unica a ogni evento e convivio. Alla sera, previa prenotazione, il Ristorante Grand Café Al Porto si trasforma in un suggestivo salone per ricevimenti e convivi da 15 fino a 80 ospiti, dove festeggiare un compleanno, una ricorrenza, l’aperitivo o la cena aziendale. Immaginate di accogliere i vostri ospiti fra gli affreschi del famoso Cenacolo Fiorentino, sotto l’elegante vetrata molata in stile Liberty oppure sotto la cupola del Patio con un cielo stellato. 

Rinomato per il suo ambiente suggestivo, aperto anche la sera per ricevimenti, feste e convivi, il Ristorante Grand Café propone una sfiziosa cucina d’impronta mediterranea abbinata a un servizio accurato e cordiale. E per finire in dolcezza… le inconfondibili creazioni di torte e pasticceria della Confiserie Al Porto. Consapevole dell’importanza di una buona organizzazione e perfetta riuscita di un evento, il team del Grand Café è a disposizione per consigliarvi con competenza e cordialità. Inoltre, propone delle soluzioni “tutto incluso” per ricevimenti e “standing dinner” con aperitivi e cocktail, già abbinati in modo ideale. Dall’aperitivo con gli stuzzichini, al cocktail più elaborato, fino alla scelta dei vini. La soluzione ideale e semplice "Scegli & conferma".

Una formula analoga "Scegli & abbina" anche per comporre a piacimento il vostro menu scegliendo fra le diverse proposte di primi, secondi, piatti principali e sfiziosi dessert. Non è mai stato così semplice e veloce organizzare un ricevimento, una cena o una festa.  Il team del Ristorante Grand Café Al Porto è a disposizione per esaudire i  desideri, sorprendere gli ospiti con un ambiente unico in Svizzera, deliziarli con competenza eno-gastronomica e per organizzare con voi un evento memorabile e di successo. 

 

Un bouquet di vantaggi

 

- Location premiata a livello svizzero

- Ambiente suggestivo e unico

- Apertura serale per eventi da 15-80 persone

- Cucina mediterranea di alto livello

- Consulenza e servizio professionale e competente

- Proposte abbinate in modo ideale “tutto incluso”

- Organizzazione facile e veloce 

- Un omaggio Al Porto per ogni ospite.

 

 

 

 

Ristorante Grand Café Al Porto

Via Pessina 3

6900 Lugano

Tel. 091 910 51 30

www.grand-cafe-lugano.ch

oppure www.festeggiare.ch

Apertura da lunedì a sabato, dalle ore 8.00 alle 18.30.

Apertura serale, previa prenotazione, per aperitivi, ricevimenti, banchetti e feste private o aziendali da 15 a 80 persone.

 

Informazioni aggiuntive

  • Testatina Grand Café Al Porto
  • Sommario Il Ristorante Grand Café Al Porto di Lugano è stato votato fra le più belle location della Svizzera. Oltre 4.000 organizzatori e ospiti di eventi, come pure una giuria indipendente di esperti, hanno valutato e selezionato le migliori strutture svizzere nell'ambito dello "Swiss Location Award" in 9 diverse categorie.
Pubblicato in Locali e divertimento
Venerdì, 05 Gennaio 2018 15:24

I colori di un’anima in viaggio

Artista di origini russe, trascorre l’ultima parte della sua vita ad Ascona, legandosi in maniera profonda al borgo e al territorio, Werefkin è una delle protagoniste indiscusse delle prime avanguardie espressioniste di inizio novecento, per troppo tempo non considerata come tale in quanto donna. Proprio al tema delle donne sono dedicate numerose iniziative e incontri a margine della mostra in collaborazione con Amnesty International e con le associazioni AvaEva e AARDT (Archivi Riuniti delle Donne Ticino). Come di consueto proseguono anche le attività per i più piccoli con visite guidate per bambini dai 3 ai 10 anni e laboratori creativi in collaborazione con il Museo in Erba.  La mostra, aperta dal lunedì al sabato dalle 10 alle 18 a ingresso libero, ripercorrerà la carriera di Marianne Werefkin, attraverso una quarantina di opere, alcune delle quali mai esposte prima in pubblico, rappresentative delle diverse tappe della sua vita e del suo peregrinare tra Russia, Germania, Svizzera e Italia. In mostra anche alcune opere del compagno di Werefkin, il pittore Alexej Jawlensky. L’allestimento è realizzato dall’Arch. Eleonora Castagnetta Botta. Artista russa, nata nel 1860 a Tula, Werefkin è stata protagonista, per molto tempo sottovalutata, dell’evoluzione artistica europea del ‘900. È lei la vera anima del gruppo espressionista tedesco Der Blaue Reiter (Il Cavaliere Azzurro), che riunisce Kandinskij, Marc, Klee, Macke e Jawlensky. Con lo scoppio della prima guerra mondiale si trasferisce in Svizzera. Muore ad Ascona nel 1938 dove lascia un ricordo indelebile del suo passaggio in tutta la comunità. «Per la nostra settima mostra abbiamo scelto Marianne Werefkin, non solo perché è un’artista così strettamente legata al nostro territorio – afferma Patrizia Cattaneo Moresi, Direttrice di Artrust – ma in quanto, in un anno che abbiamo voluto dedicare alle donne nel mondo dell’arte, rappresenta con la sua biografia un esempio delle difficoltà di essere donna e contemporaneamente artista agli inizi del secolo scorso. Tanto che il carisma e il talento di Werefkin hanno iniziato solo recentemente a occupare il posto che meritano sui manuali di storia dell’arte». 

A margine della mostra sono previste numerose iniziative e incontri. Come nelle precedenti esposizioni, inoltre, Artrust organizzerà visite dedicate e una serie di laboratori didattico-artistici per bambini dai 3 ai 10 anni. 

Artrust SA 

Via Pedemonte di Sopra, 1 - 6818 Melano 

Tel: +41 91 649 33 36 – 

 

Informazioni aggiuntive

  • Testatina Artrust
  • Sommario Dal 10 ottobre al 10 dicembre 2016 riaprono i battenti gli spazi espositivi di Artrust a Melano con una nuova mostra intitolata “I colori di un’anima in viaggio”, che porta al pubblico le opere a tinte forti e cariche di sentimento di Marianne Werefkin.
Pubblicato in Mostre e Gallerie
Venerdì, 05 Gennaio 2018 15:00

Il nuovo ruolo degli intermediari finanziari

Fino all’inizio degli anni 2000, la piazza finanziaria svizzera presentava una regolamentazione snella ed efficiente, che consentiva ai nuovi operatori interessati ad accedere ad una determinata categoria di autorizzazione (es. banca, commerciante di valori mobiliari, gestore di fondi di investimento), o agli intermediari finanziari già esistenti, di svolgere la propria attività nel rispetto del contesto legislativo, in maniera autonoma, e senza un importante ausilio di consulenti specializzati nella normativa bancaria-finanziaria.

A distanza di una quindicina d’anni, il quadro si è completamente capovolto, e, come conseguenza principalmente della crisi finanziaria mondiale del 2008, e dell’adozione a livello europeo di una serie di importanti progetti normativi di regolamentazione dei mercati finanziari (solo a titolo di esempio citiamo EMIR e MiFID II), anche la piazza finanziaria svizzera si è adeguata, ed il legislatore da un lato, e la FINMA per quanto di propria competenza dall’altro, hanno dato il via ad una regolamentazione sempre maggiore del settore finanziario.

Sulla base di un’attenta analisi di leggi, ordinanze, o progetti di legge, con impatto intersettoriale (che cioè influenzano sotto il profilo normativo varie categorie di assoggettati alla FINMA) osserviamo come nel corso degli ultimi 2 anni (biennio 2015-2016), sono entrati in vigore, o sono in procinto di farlo, ben 17 nuovi dispositivi di legge applicabili. A questi si aggiungono inoltre, per gli assoggettati alla vigilanza della FINMA, qualcosa come una cinquantina di circolari introdotte dal 2008 ad oggi, che concretizzano norme giuridiche aperte e non definite e stabiliscono la prassi dell’Autorità di vigilanza.

L’intervento del legislatore ha riguardato in particolare ambiti quali il riciclaggio di denaro, la compliance e l’organizzazione del mercato finanziario, mentre la FINMA dal canto suo ha rivolto l’adozione della propria prassi, formalizzata attraverso circolari e comunicazioni, più al contesto operativo di banche e gestori di fondi di investimento. Entrambe le istanze di regolamentazione e di vigilanza sono state accusate in questi tempi di mettere sullo stesso piano indistintamente tutti gli assoggettati, senza differenziare gli interventi normativi secondo il principio di proporzionalità per cui un intervento normativo deve risultare adeguato, necessario e ragionevole. Entrambi però si sono difesi dalle accuse a loro rivolte, affermando che sia il legislatore che la FINMA adottano il concetto di regolamentazione differenziata, e promulgano i propri atti normativi o di prassi di vigilanza attraverso un trattamento differenziato in funzione delle peculiarità specifiche e dei rischi specifici degli istituti assoggettati alla vigilanza.

Critiche a parte, l’intensificarsi della regolamentazione all’interno del settore è ormai un fatto assodato, e, tra i più importanti progetti legislativi in “pipeline”, di cui si attende l’entrata in vigore entro il 2018, vi sono la Legge Federale sui servizi finanziari (LSF) e la Legge federale sugli istituti finanziari (LIFin).

Senza entrare troppo nel dettaglio, la LSF si occuperà di disciplinare le condizioni quadro per la fornitura di servizi finanziari e per l’offerta di strumenti finanziari. Nel contesto della loro attività di consulenza i fornitori di servizi finanziari dovrebbero ad esempio essere tenuti a procurarsi informazioni sulla situazione finanziaria e a tenere conto delle conoscenze dei clienti. Per le offerte di strumenti finanziari alla clientela privata sarà previsto l’allestimento di un foglio informativo di base. La LIFin prevederà invece una regolamentazione di vigilanza differenziata per gli istituti finanziari che esercitano in qualsiasi forma la gestione dei patrimoni della clientela. In futuro anche i gestori di patrimoni individuali nonché di valori patrimoniali detenuti da istituti di previdenza svizzeri, dovrebbero essere sottoposti all’obbligo di autorizzazione. Il Consiglio federale ha deciso varie modifiche dei progetti inizialmente presentati, in particolare per quanto riguarda l’applicazione del diritto, la formazione continua e la questione di un registro dei consulenti alla clientela. Ad oggi, sembra restare confermato l’assoggettamento dei gestori patrimoniali di clientela privata ad una vigilanza prudenziale. Nel novembre 2015 il Consiglio federale ha licenziato, all’attenzione del Parlamento, il messaggio concernente entrambi i progetti di legge. Alla data del presente articolo, la normativa risulta all’esame della Commissione dell’Economia e dei Tributi (CET) a Berna.

Il quadro descritto mostra come negli ultimi anni gli intermediari finanziari siano sempre più costretti a muoversi all’interno di un contesto legislativo intricato, dove può diventare difficile attenersi alle nuove disposizioni di legge emanate, che, visto l’importante numero e l’aspetto dell’intersettorialità, possono addirittura passare inosservate, con i rischi che ne conseguono.

PKF Certifica SA, impresa di revisione sotto sorveglianza statale, e società di audit autorizzata dalla FINMA a svolgere verifiche conformemente alle leggi sui mercati finanziari, può rappresentare in questo caso un valido interlocutore per gli intermediari finanziari già operanti, o per coloro che si accingono a richiedere un’autorizzazione nel settore finanziario, grazie ad un’elevata specializzazione sulla normativa bancaria-finanziaria e ad un’esperienza pluriennale maturata nel settore.

PKF Certifica SA offre i propri servizi in ambito finanziario, sia in veste di società di audit per le verifiche previste dalla legge sotto il profilo contabile e di vigilanza FINMA (PKF è abilitata nel campo dell’audit ai sensi della LICol e degli IFDS), sia coadiuvando gli operatori attraverso l’offerta di servizi di compliance e revisione interna rivolti a banche, commercianti di valori mobiliari e gestori di fondi di investimento.

L’ausilio di un consulente specializzato sulla normativa finanziaria è inoltre diventato imprescindibile anche per coloro che intendono richiedere un’autorizzazione all’interno di una delle categorie di sorveglianza definite dalla FINMA. Anche in questo caso, PKF Certifica SA può offrire i propri servizi, accompagnando l’operatore sin dai primi passi nella definizione dell’iter normativo e dei requisiti previsti dalla legge, giungendo fino all’inoltro della domanda di autorizzazione alla FINMA ed al successivo seguito.

PKF Certifica SA, oltre alla propria sede centrale di Lugano, è presente anche a Lucerna e può dunque offrire i propri servizi sull’intero territorio svizzero, disponendo anche di personale che parla correntemente tedesco e francese.

Informazioni aggiuntive

  • Testatina PKF Certifica SA
  • Sommario L’inarrestabile crescita della regolamentazione nel settore finanziario e la necessità di avvalersi di un consulente fidato
Pubblicato in Banche e finanza
Venerdì, 05 Gennaio 2018 14:56

A pranzo a casa del Vescovo

Il “Palazzetto del Vescovo” è un edificio storico fatto costruire come pertinenza della casa vescovile, per collegarla alla darsena del lago, da Branda Castiglioni eletto Vescovo della città nel 1466. Il piano terra, porticato con cinque arcate sostenute da colonne e capitelli e il primo piano, con finestre ad arco acuto e cornici in cotto a doppio smusso, fronteggiavano un giardino verdeggiante che conteneva un frutteto e vialetti per raggiungere il lago. Ancora oggi rimangono diversi elementi ornamentali ben distinti della Casata dei Castiglioni, raccontata con il nobile stemma scolpito sui capitelli e disegnato sugli straordinari soffitti a cassettone. 

Il ristorante è composto da una grande sala, unica per i pregiati dettagli nell’arredo, in armonia con l’imponente soffitto a cassettoni che la sovrasta. Questa sala, coronata da grandi archi luminosi che rivelano l’armonia del giardino, offre una generosa ospitalità in un’atmosfera elegante e creativa. Per i clienti più esigenti e affezionati alla “liturgia” che si svolge tra pentole e fornelli, il ristorante mette a disposizione un “Tavolo dello Chef”, che dalla sala prosegue idealmente all’interno della cucina, dove è possibile osservare lo Chef e la sua brigata mentre elaborano idee e compongono piatti con creatività e raffinatezza, interpretandoli e sublimandoli in forma moderna. Un’esperienza inconfondibile per appassionati gourmet che permette di carpire i segreti, la qualità delle materie prime e il rispetto con il quale vengono trattate, le essenze e le magie che si nascondono dietro la cucina di un ristorante stellato.

Il ristorante dispone inoltre di salette destinate ai clienti che cercano riservatezza in un’atmosfera rilassata e silenziosa di pathos ed eleganza. Nelle quattro sale distinte di “Thoriastude” (“Contadina”, “Principessa”, “Dama” e “Regina”), tutta l’essenza e il fascino della cultura Walser, con il caratteristico rivestimento in legno lavorato: una profusione di dettagli e di ornamenti artistici in stile raffinato che fanno da cornice alle originali proposte gastronomiche; una festa per i sensi di chi vuole apprezzare la varietà dei sapori freschi e genuini della tradizione del nostro territorio, offerti da un servizio attento e puntale.

La cantina a vista nella sala che si affaccia sulla cucina offre uno sguardo sulla prestigiosa selezione dei vini, scelta con cura tra le esclusive etichette italiane e internazionali. Per affrontare degustazioni con sapienza, sorpresa e sentimento, gli ospiti vengono condotti alla scelta delle etichette e dei millesimi elencati nella Carta dei Vini dalla cortese competenza e professionalità del Sommelier.

Al primo piano, sopra il ristorante, è a disposizione dei clienti un suggestivo e socievole Lounge Bar, un ambiente piacevole di eleganza sobria e raffinata per trascorrere momenti in tutto relax. Il luogo ideale dove incontrare amici e colleghi per un aperitivo coccolati da un servizio impeccabile e da delicate creazioni gastronomiche.

 

Informazioni aggiuntive

  • Testatina I Tigli in Theoria
  • Sommario Nel suggestivo spazio del “Palazzetto del Vescovo”, d’importanza storica e nella posizione pivilegiata in prossimità del lago e del Duomo, è ospitato il raffinato ristorante stellato “I Tigli in Theoria”. Un ambiente elegante e molto accogliente, con sale distinte, confortevoli e spazi riservati, in grado di ricevere gli ospiti in un’atmosfera esclusiva. Fa da cornice un grazioso giardino dove è possibile provare i piaceri della tavola nelle belle serate d’estate.
Pubblicato in Ristorazione e chefs
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