Ticino Welcome

Ticino Welcome

Venerdì, 23 Febbraio 2018 14:04

Quando la bellezza si fonde con la qualità

Perché la scelta di presentare al pubblico in un modo diverso le prestigiose marche di occhiali che rappresentate?

«Tutto deriva – spiega Silvano Belotti, Fondatore e Presidente, – dall’applicazione della nostra filosofia tutta tesa a creare quell’armonia che nasce soltanto da intorno alla persona nostra cliente, fornendo l’eccellenza nel servizio che da immateriale prende corpo un senso ndel bello di un oggetto creativo., per Vogliamo realizzare un equilibrio, tra la migliore soluzione al bisogno del nostro ospite e il suo senso estetico, per esaltare un tratto che valorizzi appieno lo sguardo e il volto di una persona. Per questo abbiamo deciso di iniziare un percorso innovativo di settore, nel linguaggio rivolto al pubblico,  presentandore in un ambiente, che già di per se stesso si propone per il suo valore esperienziale, nei nostri Centri l’occhiale in un modo diverwo e coinvolgere. Iniziamo oggi questo percorso con quattro prestigiosi marchi appartenenti al Gruppo di  Kering Eyewear – Gucci, Bottega Veneta, Saint-Laurent, Stella McCartney – che nel rispetto ciascuno  delle proprie identità stilistiche, interpretano tutti quell’idea di bellezza, accanto all’indubbia qualità, che fanno di un paio di occhiali l’accessorio che meglio esprime la personalità di chi lo indossa». 

Perché scegliere un occhiale è un’azione che merita tutto il consiglio e la consulenza di chi ha fatto della competenza il riferimento costante della propria attività professionale?

«esiste certamente un motivo razionale legato in prima battuta alla migliore scelta per il bisogno correttivo del cliente. E poi esiste una dimensione piu’ estetica e impalpabile: Oogni volto merita un occhiale che si adatti perfettamente alla sua struttura, alla luce degli occhi, alla manifestazione del carattere della persona. Per questo la scelta di una montatura, e di una lente, non può essere ridotta ad un banale atto di acquisto mai richiede grande ponderazione, una vasta scelta di opzioni, un consiglio qualificato e competente». 

La visita di un Centro BELOTTI è dunque un’esperienza da vivere con tutti i sensi…

«Stilisti e  grandi marchi, come quelli che qui presentiamo, cercano di daredanno il meglio della loro creatività, in fatto di scelta dei materiali, di forme e di colori, ispirandosi ad una riproposizione di forme classiche che vengono dal passato o proiettandosi nella più assoluta modernità, ma sempre cercando di creare qualcosa di unico, che emozioni, colpisca, lasci un segno in chi indossa e in chi, dall’esterno, osserva un paio di occhiali. Noi raccontiamo questi valori e li facciamo sposare con la correzione di un difetto visivo o con la risposta ad un bisogno puramente estetico».

Il cliente al centro di ogni vostra attenzione…

«Vogliamo stabilire nei suoi confronti un rapporto di rispetto ed empatia, avendo desiderio di ascoltarlo e di comprenderne appieno le richieste e le attese. Entrare in un qualsiasi Centro BELOTTI, deve essere un’esperienza da ricordare, per l’altissima qualità dei prodotti offerti e perché siamo evoluti dalla “semplice”, per la competenza al concetto di consulenza fatta di del servizio, per l’accoglienza e la disponibilità di tutto il personale e più in generale per quel clima di armonia e di bellezza? che vorrei si respirasse in ogni nostro ambiente. e valore delle persone che costituiscono il team di vendita. Sono convinto che i nostri valori abbiano una validità indipendentemente dal contesto in cui vengono applicati e che la nostra professionalità possa essere riconosciuta e apprezzata da ogni cliente in ogni nostro Centro».

Che cosa vuol dire ricercare la bellezza nel funzionale?

«Tutta la storia della nostra civiltà??? ha lasciato un profondo insegnamento che ho cercato di fare mio e di trasmettere a tutti i collaboratori. Qualsiasi manufatto umano che risponda a canoni di bellezza è necessariamente realizzato facendo ricorso ai migliori materiali e utilizzando la più avanzata tecnologia all’epoca disponibile. Stile, eleganza, armonia e qualità sono tutti valori che devono coesistere insieme. Questo vale per una splendida cattedrale in pietra destinata a durare nei secoli come per un paio di occhiali, che hanno certo una vita più effimera, ma devono comunque trasmettere solidità, qualità, armonia e, appunto, bellezza». 

 

Quando l’occhiale accresce il fascino di una donna

Giorgia Surina, noto personaggio delle radio, della televisione, della fiction, emblema lei stessa dello stile, della classe e della bellezza, è stata la madrina della serata luganese.

Che cosa rappresenta un paio di occhiali nella costruzione del suo look?

«Direi che ha una funzione determinante. Un bel vestito vive e viene esaltato dalla scelta di accessori giusti e di qualità. Io scelgo generalmente uno stile sobrio ed essenziale cui però aggiungo sempre un tocco di eccentricità e fantasia. E tra questi accessori, gli occhiali hanno un ruolo di primo piano perché conferiscono qualcosa in più a quell’elemento fondamentale della bellezza femminile che sono gli occhi. Non potrei farne assolutamente a meno, quelli da sole nella stagione estiva, ma anche da vista in ogni periodo dell’anno per consentire all’occhio di respirare e rilassarsi, contro lo stress cui è sottoposto dal ritmo frenetico della nostra vita quotidiana». 

Dunque l’occhiale è un oggetto indispensabile per valorizzare la personalità di una donna…

«Assolutamente sì. Lo sguardo racconta molto riguardo al carattere e al temperamento di una persona. Con gli occhi si trasmettono sentimenti ed emozioni. Dunque scegliere un occhiale a misura di un volto significa tirar fuori la sua personalità, sottolinearne l’intrinseca bellezza e la sua gioia del godere dei piaceri della vita. In questo senso, la sensibilità umana e la volontà imprenditoriale di Silvano Belotti per la ricerca del bello nel funzionale, le ho trovato vicine al mio modo di guardare la realtà, positivo, ottimista, pronto a cogliere, prima di tutto con quell’organo fondamentale che è la vista, ogni momento che la vita ci regala».

La bellezza di una donna inizia dunque dal suo sguardo…

«A ben guardare la vista è l’organo forse più importante per entrare in comunicazione con il mondo. Attraverso di essa riusciamo a cogliere la bellezza di tutto quanto ci circonda. Dunque dobbiamo proteggerla come il bene più prezioso. E poi un paio di occhiali non sono solo utili ma danno ad una donna quel tocco in più per valorizzare tutto il suo sguardo e la sua femminilità». 

 

Il progetto di valorizzazione del sito archeologico di Tremona-Castello è frutto di molti anni di lavoro e di un’intensa e proficua collaborazione tra diversi attori, tra questi l’Ufficio dei Beni culturali cantonale, che ha sostenuto la città di Mendrisio e l’Associazione Ricerche Archeologiche del Mendrisiotto (ARAM) con l’obiettivo di realizzare il primo parco archeologico cantonale. Nel settembre 2016 la città di Mendrisio ha così inaugurato sul sito di Tremona-Castello, il primo parco archeologico ticinese e all’interno del suo perimetro sono state posate una decina di tavole con brevi testi e disegni che illustrano la vita del villaggio medievale. Queste le principali informazioni riferite ad un importante attrattore turistico-culturale che è stato, in primis, realizzato grazie al lavoro dei volontari di ARAM e poi dalla volontà della città di Mendrisio, che ha saputo portare a compimento e ha finanziato quest’importante progetto, dirigendo i lavori di un gruppo di lavoro composto dai partner sopraindicati, oltre che dall’Organizzazione turistica regionale e dal patriziato di Tremona, proprietario del fondo.

Da settembre 2016 il parco archeologico è già stato visitato da moltissime persone, ma per il gruppo di lavoro è chiaro che il progetto è lungi dal potersi dire terminato. Nel maggio 2016 l’Organizzazione turistica regionale ha presentato il filmato del villaggio medievale di Tremona-Castello, una ricostruzione in 3D, realizzata con l’obiettivo di rendere “visibile l’invisibile” e suscitare l’attenzione del pubblico per il parco. L’idea della OTR era però quella di realizzare una vera esperienza turistica sul sito, utilizzando le nuove tecnologie, per sostenere i visitatori nella scoperta del parco. Questa sua visione è stata sposata appieno dal gruppo di lavoro ed in particolare dalla città di Mendrisio, che ha compreso l’importanza di trasmettere informazioni scientificamente corrette, ma anche immagini che semplifichino i messaggi e che riescano a trasmettere vere emozioni, raggiungendo così lo scopo di creare una vera attrazione turistica. Archeologia e innovazione, un connubio in merito al quale anche l’UBC e ARAM si sono trovati d’accordo, consapevoli dell’importanza di attirare un grande pubblico a Tremona e non solo un pubblico di specialisti o di nicchia.

La qualità delle immagini ricostruite per realizzare il filmato in 3D è frutto dell’abilità del disegnatore-grafico Elia Marcacci e della consulenza scientifica di ARAM. Materiale quindi prezioso che si è ritenuto potesse essere la base per la strutturazione di un progetto di “realtà aumentata”, innovativo e coraggioso, il primo nel suo genere in Svizzera. Per trasformare la visione in realtà, il gruppo di lavoro ha quindi cercato un partner che padroneggiasse competenze legate ad ambiti tecnologici ed allo story telling, riconoscendo in Capitale Cultura/ArtGlass il partner di rinomata importanza internazionale che é in grado di tradurre l’idea in una vera offerta, un vero prodotto turistico-culturale. A questa società, che ha già raccolto ottimi successi con l’implementazione di progetti di realtà virtuale in diversi luoghi, è quindi stato affidato il compito di tramutare la visione in realtà e di realizzare uno story board con immagini e testi narrativi che accompagnino l’esperienza del visitatore al parco, indossando gli speciali occhiali tecnologici.

Il progetto è assolutamente innovativo ed unico nel suo genere in Svizzera. Di fatto l’ambizione è quindi ora quella di attirare, oltre al pubblico interessato al parco, anche quel pubblico curioso ed attento alle proposte tecnologiche in ambito turistico che potrebbe quindi risultare un nuovo pubblico per un parco archeologico. Si tratta quindi di una grande opportunità per divulgare gli interessanti contenuti scientifici del parco, di un trampolino di lancio che proietta questa visita nel panorama delle “esperienze” da vivere.

Dal 25 maggio sarà quindi possibile visitare il parco archeologico di Tremona in solum, supportati dai pannelli didattici presenti sul sito, accompagnati da una guida che può essere prenotata contattando l’OTR, oppure noleggiando gli occhiali della EPSON noleggiabili presso l’InfoPoint che sarà aperto al pubblico presso la ex-casa comunale di Tremona. 

Gli occhiali disponibili sono 25 pezzi e dopo averli ritirati all’Infopoint, che si trova poco prima del sentiero che sale in direzione del parco, saranno da indossare a partire dal punto in cui si trova il primo pannello didattico. Da qui e con indosso gli occhiali, la visita sarà accompagnata da immagini ed informazioni che si sovrapporranno a ciò che chiunque può comunque vedere quando entra nel perimetro del parco. 

La durata della visita con gli occhiali è di circa 120 minuti ed è consigliata a persone adulte. Il software all’interno degli occhiali permetterà ai visitatori di scoprire e di vedere con i propri occhi molto di ciò che oggi non è più visibile, aiutandoli a tornare nel Medioevo per comprendere come si viveva nel villaggio. I contenuti scientifici degli occhiali sono stati realizzati con la supervisione di ARAM e dell’UBC, mentre le immagini ricostruite in 3D sono quelle fornite dall’OTR e la tecnologia di Capitale Cultura/ArtGlass.

L’Infopoint presso la ex casa comunale di Tremona sarà aperto regolarmente nei giorni di giovedi, venerdi, sabato, domenica dalle 11.00 alle 18.30, dal 25 maggio al 31 ottobre 2017. Inoltre sarà ininterrottamente aperto tutti i giorni nei periodi di vacanza compresi nei periodo che vanno dal 13 luglio al 20 agosto, dal 5 al 22 ottobre e dal 26 al 31 ottobre. 

Per ulteriori informazioni tel. 058 688 32 02 oppure www.parco-archeologico.ch

 

La parola chiave, è risultata essere «collaborazione». È stata in vario modo usata, evocata, ribadita – anche declinata in forma di «unione» o di «coordinazione» – da Lorenzo Sganzini, Roberto Badaracco, Michel Gagnon, Etienne Reymond, Denise Fedeli e Jacky Marti. Che è un po’ come dire che si sono riuniti attorno a un tavolo la città di Lugano, la direzione del Lac e quelle di Lugano Musica, dell’Osi e di Estival Jazz. Appunto, una collaborazione, nuova in questi termini, per continuare a far vivere la città a livello cultural-spettacolare anche durante l’estate

Gli eventi, a titolo gratuito, si rivolgono a un pubblico il più ampio possibile. Ad esempio la trasmissione in diretta, il 17 giugno, dall'Opernhaus di Zurigo di "Un ballo in maschera" di Giuseppe Verdi, che nella formula "Opera per tutti" vedrà dialogare in contemporanea la Sechseläutenplatz con Lugano. Il 23 e il 24 giugno due iniziative con l'OSI: prima insieme a Geppi Cucciari per "Pierino e il lupo" poi nel proporre la colonna sonora di Nosferatu, capolavoro del cinema horror.

Si comincia però con il grande ritorno di Martha Argerich a Lugano, per un concerto-evento in suo omaggio con Markus Poschner. Il 12 giugno, alle ore 20.30 sul palco del LAC, Arner Bank saluta Martha Argerich con l’Orchestra della Svizzera italiana (OSI), insostituibile partner della grande pianista argentina con cui vanta oltre 15 anni di collaborazione. Arner Bank rende così possibile lo straordinario ritorno di Martha Argerich in Ticino, a un anno dall’ultima edizione del ‘Progetto Martha Argerich’ che aveva ormai concluso il suo ciclo naturale. 

LuganoMusica, da parte sua, lancia il ciclo "classicA10" con due concerti a 10 franchi: l'organista Cameron Carpenter (14 giugno) e il percussionista Simone Rubino (18 giugno). L'OSI, tra l'altro, sarà ospite anche di Estival Jazz, mentre la hall del LAC e Piazza Luini saranno animate con varie iniziative.

Venerdì 23 e sabato 24 giugno, sarà l’Orchestra della Svizzera italiana ad animare la piazza con due serate agli antipodi, in collaborazione con LAC edu, per un’anteprima del prossimo LongLake Festival. Venerdì sera (ore 21:00) l’orchestra diretta da Pietro Mianiti si esibirà assieme alla carismatica comica Geppi Cucciari per un’inedita performance della celebre fiaba musicale “Pierino e il lupo” di Prokof’ev. 

Sabato (ore 21:30) invece, sotto la guida di Timothy Brock, uno dei massimi esperti nel campo della musica da film, eseguirà dal vivo le musiche del film muto “Nosferatu” di Friedich Wilhelm Murnau (1922), insuperato caposaldo del cinema horror ed espressionista, che verrà proiettato su grande schermo.  L’orchestra poi, venerdì 7 luglio da Piazza Luini si sposterà in Piazza Riforma sul palco di Estival Jazz per un programma speciale con la Jazz Band svizzera Hildegard Lernt Fliegen. Seguono maggiori informazioni durante la conferenza stampa di Estival Jazz prevista il 30 maggio 2017. 

In luglio e agosto proseguono le collaborazioni anche in altri ambiti artistici Trasformando Piazza Luini, questa volta in un luogo d’incontro con diverse attività. Oltre a un nuovo arredo, in piazza continuerà la collaborazione LAC - LongLake Festival per una serie di concerti dedicati alla musica del mondo. Nella hall saranno invece coinvolti altre realtà, come Ticino Musica, per pranzi musicali e spettacoli. Il LAC svelerà in questo modo il suo volto estivo, evidenziando come l’estate si conferma un momento interessante per nuove collaborazioni fuori dai canoni, che saranno in grado di sorprendere i visitatori. Seguiranno a breve ulteriori dettagli.

 

Venerdì, 23 Febbraio 2018 13:59

Il commento degli artisti

Tra le diverse tecniche cui ha fatto ricorso nella sua produzione artistica lei ha realizzato anche opere su carta e quali sono i vantaggi che essa offre?

Paolo Canevari: «La carta è un materiale antico, il supporto del disegno, della scrittura, della prima idea, la prima nota; amo la semplicità del gesto e la carta con la sua fragilità poetica è il ponte ideale tra la mente e l’opera d’arte. Penso alla carta come un materiale con enormi possibilità; un materiale effimero nella sua natura ma che riesce a esprimere e ad evocare moltissimo. Le opere sono sogni che diventano realtà e trovano una loro vita e una loro ragione nel mondo, l’immaginazione è un disegno, una nota mentale che pian piano prende forma sulla carta. Nei miei ultimi disegni è scomparsa l’immagine per lasciare spazio all’immaginazione mia e del fruitore, l’elemento della carta diventa così narrativo nella sua natura ed essenza».

Joseph Kosuth: «I've always felt that drawings play an extremely important role, in so many cases it is in a drawing where an artist puts down his or her original ideas. A drawing is the trace recorded at the moment of conception for the so-called 'major' work, or the path of ideas that lead to it. I have a collection of works on paper of many of the artists I respect and have learned from in the Modernist movement, like Breton, Duchamp, Magritte, Morandi, Meret Oppenheim, Man Ray, Jasper Johns, and so on, most of them I've traded for my work.  I hope to acquire more».

Emilio Isgrò: «Per me la carta ha sempre avuto un significato particolare. Nel 1964, correggendo la bozza di una pagina scritta sono approdato al gesto artistico che condensa la mia riflessione: la cancellatura. Fu allora che, in un certo senso, cambiai la mia identità di poeta per assumere quella di artista, anche se le mie opere presuppongono sempre un rapporto privilegiato con la Parola, piuttosto che con l’immagine. Dalle cancellature, e la carta sembra fatta apposta per cancellare, emergono qua e là delle parole che ricomposte danno vita a frasi dall’esito spiazzante se non addirittura esilarante, segno che alla fine, negata, cancellata, derisa e resa irriconoscibile, a vincere è sempre lei: la poesia».

 

Quali elementi di interesse riconosce ad una fiera specializzata come Wopart e quali sono già stati i suoi rapporti con Lugano e con la Svizzera?

 

Paolo Canevari: «Ho visitato la Svizzera più volte come turista, amo le montagne, il cielo svizzero, la sua luce. In particolare a Lugano ho stretto una nuova collaborazione con Michela Negrini e la sua neonata galleria, [dip] contemporary art, dove presenteremo nel 2018 dei nuovi lavori. Wopart come fiera rappresenta una novità, un’occasione per il grande pubblico di avvicinarsi all’intimità creativa insita nel materiale cartaceo, un viaggio nell’immaginazione e nelle possibilità espressive degli artisti, ma anche un viaggio nell’arte che è come un romanzo scritto dai segni lasciati sulla carta».

 

Joseph Kosuth: «I think specializing is a very good idea, it permits a focus for which the works benefit. As for Switzerland, I have a long relationship with your country, beginning with Harry Szeeman's 'When Attitudes Become Form' in Bern through to the many years I worked with Bruno Bischofberger. Thanks to him I have some great Appenzell works in my collection.  I have great memories working in the Furkapass putting my permanent work on the side of the mountain there for the collection curated by Marc Hostettler and staying at the marvelous Furkablick hotel.  More recently I did two permanent works through the invitation of Markus Landert in Ittingen at the Kunstmuseum Thurgau as well as a survey show of my work. I'm looking forward to showing in September at [dip] contemporary art, which will be my first show in Lugano».

 

Emilio Isgrò: «Sono molto felice di partecipare a questa manifestazione, dove sarò presente anche con una grande installazione, perché ritengo che la carta, insieme alla tela, sia alla base stessa della storia dell’arte. Questo è ancor più vero per l’arte concettuale. Vorrei poi dire che non c’è nulla di più sbagliato dell’idea che le opere su carta rappresentino qualcosa di minore rispetto ai dipinti su tela. Ci sono opere su carta che hanno raggiunto valori economici importanti, come è giusto che sia quando l’artista merita i massimi riconoscimenti. Penso dunque che questa fiera luganese possa davvero essere qualcosa di molto interessante, in grado di imporsi per la sua qualità nel panorama dell’arte contemporanea».

 

I profili degli artisti

Paolo Canevari. Vive e lavora tra Roma e New York. Nato a Roma nel 1963 da una famiglia di pittori e scultori, è uno degli artisti della sua generazione piu’ riconosciuti a livello internazionale. Noto per l’utilizzo di differenti materiali e media, dalla scultura all’istallazione, dal disegno al video,nel 2007 ha partecipato alla 52a Biennale di Venezia curata da Robert Storr. Nel 2010 il Centro per l'Arte Contemporanea Pecci a Prato accoglie una sua mostra retrospettiva curata da Germano Celant. I suoi lavori sono stati esposti e sono presenti in collezioni private e pubbliche tra cui: Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato; Museum of Modern Art MoMA, New York; Foundation Louis Vuitton pour la Creation, Paris; Cisneros Fontanals Art Foundation, Miami; Macro, Museo d'arte Contemporanea Roma; MART Museo d'Arte Contemporanea di Trento e Rovereto; Johannesburg Art Gallery, Johannesburg; Istituto Nazionale per la Grafica Calcografia Nazionale, Roma; GNAM Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma; Perna Foundation, Capri, Olnick Spanu Art Program Garrison NY.

Joseph Kosuth (1945, USA) is one of the pioneers of Conceptual art and installation art, initiating language based works and appropriation strategies in the 1960s. Over the course of a career spanning more than fifty years, his work has consistently explored the role of language and meaning within art and taken the form of installations, museum exhibitions, public commissions and publications throughout Europe, the Americas and Asia, including seven Documenta(s) and ten Venice Biennale(s). 

Emilio Isgrò. Artista a tutto tondo, rappresenta una delle maggiori figure del concettuale italiano. Siciliano di nascita ma milanese di adozione, esordì molto giovane con una raccolta di poesie, Fiere del Sud, nel 1956. Nel 1964 realizzò le prime Cancellature, ovvero libri ed enciclopedie in cui parzialmente o completamente cancellati, che rappresentarono una delle prime manifestazioni dell'arte concettuale in Italia. Ha partecipato diverse volte alla Biennale d'Arte di Venezia. Prese parte dal 1977 alla cooperativa di artisti Cooperarte, che univa alcuni tra i migliori artisti dell'epoca. Gli anni Ottanta videro le prime incursioni nel mondo musicale, del 183-85 è la trilogia L'Orestea di Gibellina, del 1985 La veglia di Bach un'installazione multimediale nella chiesa cittadina di San Carpoforo, commissionata dal Teatro alla Scala di Milano. Negli anni Novanta Isgrò fu consacrato da una mostra a New York presso il MoMA e presso la Peggy Guggenheim di Venezia. 

 

L’importanza crescente della fotografia. 

Sul ruolo della fotografia abbiamo raccolto un parere di Walter Guadagnini, titolare di una cattedra di Storia dell'Arte Contemporanea all'Accademia di Belle Arti di Bologna e studioso di fotografia.

Quali elementi di interesse riconosce ad una fiera specializzata come Wopart e quali sono già stati i suoi rapporti con Lugano e con la Svizzera?

«L’elemento di interesse primario consiste proprio nella sua specializzazione, nel porsi come luogo di attenzione privilegiato verso un segmento di creatività e di mercato così definito. Trovo molto interessante anche la continuità istituita tra le tecniche antiche del disegno e dell'incisione e quella più giovane - anche se ormai a sua volta classica - della fotografia. I miei rapporti con la svizzera sono concentrati in questo periodo su Locarno, dove è in corso una mostra di Robert Indiana alla quale ho contribuito con il testo introduttivo al catalogo. Inoltre al Fotomuseum di Winterthur si è da poco conclusa la mostra di Francesco Jodice, prodotta da CAMERA, il centro per la fotografia che da alcuni mesi dirigo a Torino».

Tra le diverse tecniche artistiche, la fotografia trova di diritto un posto in una manifestazione come WopArt. Qual è oggi il ruolo della fotografia nel mercato dell’arte?

«È un ruolo sempre più importante, sia in termini qualitatitivi che in termini quantitativi. Sono sempre di più le aste dedicate alla fotografie, sempre di più le fotografie che appaiono all'interno del mercato dell'arte contemporanea, mutuandone dunque anche i prezzi, sono sempre di più i collezionisti giovani che si avvicinano a questa forma di espressione e di arte. E questo non avviene solo perché i prezzi sono spesso più contenuti rispetto a quelli della pittura o della scultura, ma anche perché la fotografia è un linguaggio che risponde perfettamente alla contemporaneità, è il linguaggio che tutti usiamo quotidianamente, e questo contribuisce ad aumentare la curiosità e l'attenzione del pubblico e dei collezionisti». 

 

Nell’ultimo rapporto annuale “Global Powers of Luxury Goods 2017”, Deloitte ha stilato la classifica delle 100 più grandi aziende al mondo del settore del lusso, analizzando, inoltre, la situazione globale e prendendo in esame le principali tendenze di questo segmento di mercato.  

Complessivamente, le vendite per l’anno fiscale 2015 ammontano a 212 miliardi US$ (base: dati pubblici delle vendite consolidate). In media, i ricavi annuali delle società in classifica nella Top 100 ammonta a 2.1 miliardi US$.

Sono i consumatori dalla Cina, dalla Russia e dagli Emirati Arabi che continuano a trainare la crescita del mercato del lusso. Il 70% di essi, contro il 53% dei consumatori dai mercati maturi (Europa, USA e Giappone), ha dichiarato di avere aumentato la spesa dei beni di lusso negli ultimi 5 anni.

«Viaggi e turismo continuano a rappresentare la vera opportunità di crescita per il settore del lusso - dichiara Luciano Monga, Partner responsabile di Deloitte a Lugano -. Circa la metà della spesa è generata da viaggiatori in paesi stranieri (31%) o all’aeroporto (16%), con una punta del 60% presso consumatori dai paesi emergenti, che – tipicamente – non hanno accesso alla medesima ampia gamma di prodotti e brand offerti nei mercati maturi».

In generale «si sta assistendo a uno spostamento di interesse del consumatore verso l’importanza di vivere l’esperienza e di provare ciò che il bene di lusso trasmette -  commenta Alessandro Regogliosi, Director di Deloitte e specialista del settore Fashion & Luxury-. C’è da dire, tuttavia, che la qualità premium rimane comunque un ‘must have’ e che i consumatori hanno sempre un occhio di riguardo per l’artigianalità e i prodotti fatti a mano».

 

Mercato svizzero dominato da tre player

Sono dieci le società svizzere presenti quest’anno nella Top 100. Di queste sono 3 a emergere in maniera imponente. Si tratta di Richemont, che occupa addirittura la seconda posizione in classifica, Swatch Group, in sesta posizione, e Rolex, al numero 11. Esse insieme rappresentano ben l’87% del totale dei ricavi prodotti dalle 10 svizzere in classifica. 

La crescita sulle vendite – pari al 3.6% - si è mantenuta sostanzialmente allo stesso livello dell’anno precedente (FY 2014). Da notare che Audemars Piguet e Richard Mille, due delle società svizzere che hanno registrato la crescita a doppia cifra, sono manifatture orologiere.

Infatti, proprio come l’Italia è leader nel settore moda, allo stesso modo la Svizzera non è seconda a nessuno nel settore orologiero: 9 su 10 delle società svizzere presenti nella Top 100 appartengono a questo settore. La forza di questi brand è testimoniata dalla presenza in gioiellerie di tutto il mondo, come pure dalla crescente rete di distribuzione propria. 

«Questi dati sono un risultato importante, specialmente in un contesto provato da difficoltà valutarie. La resilienza dei brand svizzeri del lusso è legata al forte posizionamento di marca, all’eccellenza tecnica e di design, che costituiscono delle barriere difficili da superare» conclude Regogliosi.

 

Venerdì, 23 Febbraio 2018 13:55

Da Mirò alla Street Art

Presso il proprio stand, Artrust presenterà una selezione di opere che va dall’espressionismo astratto del gruppo CO.BR.A, con i segni potenti e primitivi di Jorn, Appel e Lindstrom, alle linee surrealiste e astratte di Mirò, fino a creazioni su carta di noti street artist – Mr.Brainwash e Banksy, solo per citarne alcuni – piccolo anticipo di quella che sarà la nuova mostra Artrust in programma dal mese di ottobre presso gli spazi espositivi di Melano.

«Dopo il positivo riscontro della passata edizione, abbiamo deciso di partecipare nuovamente a WopArt – afferma Patrizia Cattaneo Moresi, direttrice di Artrust – Se lo scorso anno avevamo scelto il ritratto e il paesaggio come tematiche prevalenti, questa volta abbiamo deciso di accostare opere, anche molto diverse tra loro, ma accomunate, aldilà del supporto cartaceo, da una certa potenza visiva, nelle quali il colore è l’indiscusso protagonista». 

Presso lo stand, spazio anche alle opere di Letizia Cariello, artista contemporanea italiana, la cui collaborazione con Artrust risale proprio all’edizione di WopArt dello scorso anno.

 

Venerdì, 23 Febbraio 2018 13:53

Una estate ricca di appuntamenti

Lugano, Malpensa, Sorrento, La Versiliana: sono queste le tappe di un percorso artistico che conferma il rilievo ormai assunto dall’attività “esterna” della galleria. A Lugano, fino a settembre, prosegue la mostra delle opere di Rinaldo Bigi, una selezione di lavori, soprattutto dipinti e qualche piccola scultura da interni, già esposti con grande successo a Pietrasanta. Le opere presentate, magnifiche testimonianze della padronanza nell’utilizzo delle tecniche più diverse, trascinano il visitatore fin dentro le profondità del mondo onirico ed ironico che da sempre il maestro Rinaldo Bigi racconta attraverso i personaggi, gli oggetti, le storie e gli ambienti fantastici. Le sue carte e le tele eseguite ad olio e a pastelli sono concepite come un teatro di forme e colori e figure in gioco di apparizioni fantastiche. Bigi può oggi dirsi partecipe, con una propria identificabile voce, del filone maggiore della tradizione moderna dei pittori/scultori e, meno rappresentata, degli scultori/pittori.

Fino a settembre prosegue anche allo Spazio Malpensa, presso la Soglia Magica e le Sale Vip, una mostra di circa 80 opere di Alessandro Busci, pittore e architetto, che vive e lavora a Milano. L’artista indaga le potenzialità dello scambio fra le tradizioni iconografiche occidentali e orientali e la sua produzione si distingue per la forte valenza del segno, pittorico e calligrafico, realizzato su supporti non convenzionali come acciaio, rame e alluminio lavorati con acidi e smalti o sulla più tradizionale carta. Ha iniziato a esporre nel 1996 alla 36° edizione del Premio Suzzara e sue personali sono state allestite a Milano, Roma, Brescia, Torino, Londra, Bordeaux, Madrid, Milano, Bilbao, San Francisco e Napoli. Di grande interesse i cicli di opere di grande formato che raccontano gli spazi della città contemporanea e quelle dedicate agli spazi aeroportuali (Airports). 

Di grande rilievo è poi l’avvio di una stretta collaborazione, con la Fondazione Sorrento che vedrà, tra maggio e novembre succedersi due importanti mostre, con opere distribuite nella sede della fondazione, a Villa Fiorentino di Sorrento, e nel cuore stesso della cittadina. 

I coniugi Antonino Fiorentino e Lucia Cuomo, agli inizi degli Anni Trenta del secolo scorso, decisero di costruire una villa per la loro abitazione, ove potessero ricevere anche alcuni clienti della propria attività commerciale - fazzoletti con ricami particolari - ormai nota nel mondo e per la quale ricevevano la visita di clientela di grande prestigio. Avendo acquistato l'area di circa 10.000 mq. in pieno centro storico, si indirizzarono verso un tipo di edificio che avevano scelto sfogliando delle riviste americane. Ne affidarono l'incarico all'ing. Almerico Gargiulo e nel 1935-36 la costruzione era ultimata. La villa - che poteva godere di un'area antistante predisposta a giardino (con molte piante di rose) e la parte retrostante (con l'abitazione colonica inserita nelle mura antiche) rimasta ad agrumeto - fu arredata con grande gusto e con ricchezza di mobili di alto antiquariato. 

Si comincia con una mostra di opere di Matteo Pugliese che esporrà fino a giugno le sue opere a Villa Fiorentino, ma proporrà anche sei opere monumentali nel centro cittadino. Con l'arrivo delle opere di Matteo Pugliese, la Fondazione Sorrento continua il percorso iniziato con le mostre di Aligi Sassu, Mimmo Paladino, Salvador Dalì, Arnaldo Pomodoro, Mario Sironi e Pablo Picasso. Tra le opere esposte la serie Extra Moenia, figure che stanno cercando una dolorosa rinascita attraverso una lotta con una parete che li imprigiona. Accanto, l'esercito dei Guardiani: armi e armature, ispirate dalle culture più diverse, diventano la metafora di un successo di sicurezza interiore. In questi moderni totem tutto è sopraffatto a favore di una corporeità solida e rassicurante. Lo spettacolo continua con la serie Sott'acqua, rappresentato da figure femminili che galleggiano nello spazio in un'esagerazione di leggerezza e libertà. Infine, la serie degli Scarabei, simboli sacri che mantengono i ricordi e lo spirito della vita lontana che è la nostra infanzia.

La mostra-evento dell’estate sorrentina, anticipata da una pre-esposizione in una sala di Villa Fiorentino, è quindi rappresentata dalla grande mostra, fino agli inizi di novembre, dedicata al maestro del Novecento, Marc Chagall. Le sue opere sono poesie su tela: i colori vivaci, i soggetti onirici e surreali, il tratto semplice e genuino lascia nello spettatore una sensazione di pace e serenità spingendolo a un’immediata empatia con l’autore. Ma la vita di Chagall è complessa, fatta di luci e ombre, di momenti di gioia sconfinata alternati a momenti di immenso dolore. L’allontanamento dalla patria, l’olocausto ma soprattutto la perdita dell’amata moglie Bella, soggetto di alcune delle sue opere più celebri.

La grande estate di Imago Art Gallery prosegue alla Versiliana dove approda la mostra dedicata a Salvador Dalì Figure, simboli e fobie che si rincorrono in tutta la sua sterminata produzione artistica che ha applicato, nel corso della sua vita, a tutti gli ambiti della arti figurative. Di grande interesse il ciclo che Salvador Dali, conosciuto soprattutto per i suoi dipinti surrealisti, specialmente quello con gli orologi molli, ha creato per illustrare il libro di Lewis Carroll a collezione di illustrazioni per Alice nel Paese delle Meraviglie è considerata una delle opere più ricercate di Dali. 

A completare il panorama delle attività estive della galleria, da segnalare la partecipazione al Salone delle auto storiche di Lucerna con uno stand dove sono state presentate opere di Enrico Ghinato dedicate al mondo delle auto, ma anche un nuovo ciclo di “vetrine” sulle strade delle capitali del mondo.

 

Alla consegna del Prix Swiss Venture Club - Ticino 2017 avete ottenuto il terzo gradino del podio. Che emozione ha provato?

«È stata sicuramente una bellissima emozione, il raggiungimento di un traguardo e una conferma che quanto fatto finora è stato positivamente riconosciuto. È stato anche divertente ma soprattutto denso di pathos. Un grande riconoscimento soprattutto considerando che le altre aziende presenti erano degne di nota».

 

Facciamo un breve percorso storico. Come nasce il Gruppo Sicurezza?

«Gruppo Sicurezza è un’idea imprenditoriale di nostro padre, Fabrizio Bernasconi, il quale ha fondato l’azienda nel 1980. Oggi il Gruppo è guidato dai miei fratelli e da me. Nel corso di questi anni ci siamo ben consolidati costituendo ed integrando 4 aziende operative. Ora siamo una squadra di 90 collaboratori che con entusiasmo contribuiamo al successo di questa importante realtà aziendale, la più importante del settore».

 

All’inizio di quest’anno avete acquistato la Galli Sicurezza. Cosa cambia per voi?

«Come ho avuto modo di spiegare sul palco, l’integrazione di un’azienda in seno ad un Gruppo già consolidato come può essere il nostro, è di per se un’operazione molto delicata. Soprattutto quando l’azienda è una realtà come quella di Galli Sicurezza. Processo ancora più delicato, ma altrettanto entusiasmante perché permette di rimettersi alla prova, trovando la convergenza di due equilibri dinamici per creare un percorso condiviso. Un grande lavoro di chimica, ma se gestito con perseveranza, passione e con strategie chiare, diventa un grande successo e rafforza la continuità». 

 

Cosa significa acquisire una società?

«Mai perdere di vista la bussola. Se posso utilizzare una metafora è come essere in regata con un team. Quando si è in barca, i ruoli di ognuno sono ben definiti e rispettati naturalmente per il bene di tutti. Solo in questo modo si riesce ad essere i più veloci e performanti. E la vittoria è sicuramente vissuta da tutti come un fatto unico».

 

Sicurezza senza confini: vale a dire?

«La sicurezza è uno dei bisogni fondamentali per l’essere umano ed è diventato, in questi ultimi anni un tema molto sensibile. In una strategia d’impresa diventa limitante pensare in modo settoriale. Le esigenze di sicurezza si sono notevolmente diversificate ed implicano sicuramente l’apporto di tecnologie ma anche di misure organizzative flessibili e senza confini, perché accompagnano gli spostamenti degli individui e dei beni. Basti pensare ad una delle ultime nate nell’ambito della sicurezza: la Cybersecurity che è la sicurezza informatica, tipicamente una sicurezza senza confini perché la criminalità è diffusa dalle reti informatiche in modo capillare e universale».

 

Pensiamo ai film di spionaggio che vediamo regolarmente in televisione. Dove sono i limiti della sicurezza? Cos’è per lei la sicurezza?

«Per noi la sicurezza è analisi e gestione delle informazioni, mitigazione dei rischi. La sicurezza, per essere efficace, deve essere preventiva. Prevenzione, significa capacità di comprendere le informazioni ed i comportamenti implementando misure dissuasive. Ai giorni nostri la digitalizzazione e l’evoluzione informatica ci aiuta nella scansione delle informazioni. Spetta infine alla capacità di analisi delle informazioni, di saperle tradurre anticipandone gli eventi che potrebbero mettere a rischio la sicurezza delle persone. Queste sono le basi di una sicurezza di intelligence che permette agli spazi pubblici e privati di anticipare eventuali atti criminosi avendo costantemente monitorato il livello di rischio. Queste sono le sfide della sicurezza attuale». 

 

Essere una famiglia aziendale è una marcia in più?

«La premessa per un’ottima gestione degli obiettivi è il rispetto reciproco dei ruoli professionali. Nel nostro caso specifico, abbiamo tre settori di competenze distinti e possiamo garantire anche una certa solidità dell’azienda in quanto nessuno svolge il ruolo di “One man show”, ma le competenze sono state rigorosamente distribuite in azienda. Le decisioni sono vagliate e condivise, limitando ai minimi termini di rischio di assumere decisioni avventate o non ben ponderate. Nella nostra esperienza di conduzione aziendale si è sicuramente dimostrata essere una marcia in più».

 

Possono dei competitors diventare dei partners?

«Nel nostro disegno di azienda teniamo molto in considerazione la condivisione delle eccellenze e delle competenze tra aziende che possono anche essere competitors in certi settori. Pensiamo all’incalcolabile valore aggiunto che offriamo al cliente, unico modo per marcare la differenza. Permette inoltre il sano confronto che fa sempre bene».

 

La Rivoluzione digitale quanto ha cambiato il vostro modo di lavorare?

«Ha aumentato la velocità e anche la trasparenza. Basti pensare che oggi qualsiasi figura professionale fino al politico, comunica in modo veloce e reattivo tramite i social con gli elettori. Situazione impensabile solo qualche anno orsono. Si la rivoluzione digitale sta cambiando i paradigmi stessi del modo di lavorare».

 

Quanto è importante un buon clima al lavoro?

«Nel contesto di un’azienda certificata, come la nostra, il collaboratore è un cliente interno e la cura delle buone relazioni interne, il mantenimento del rapporto di fiducia, sono elementi fondamentali che permettono di far emergere l’eccellenza, elemento fondamentale per un’azienda di successo».

 

Quanto costa investire?

«Investire è la sopravvivenza dell’azienda. Le aziende di successo investono soprattutto durante i periodi di crisi. Può apparire di controtendenza ma è l’unico antidoto che permette continuità all’azienda per rilanciarsi con nuove forze e strategie. Riscontriamo che in questi ultimi anni, gli investimenti si sono orientati in modo particolare nella gestione e formazione delle Risorse Umane. E’ un momento di importanza storica perché significa che la risorsa umana non è più considerata come semplice forza lavoro ma è capitale umano di strategica rilevanza». 

 

Quali sono le peculiarità che un imprenditore deve sempre avere?

«Passione, determinazione, coraggio, strategia e, dulcis in fundo, essere dotati di una forte componente di autoironia». 

 

 

Box: Il Gruppo Sicurezza in pillole 

 

Anno di fondazione: 1980

Attività: sistemi e servizi di sicurezza

Mercato: 70% Svizzera Italiana 30% Internazionale

Collaboratori: 90

La nostra forza: siamo una famiglia aziendale

Visione futura: continuare a puntare su una sicurezza senza confini

Claim: sentirsi sicuri

Strategia: la sicurezza in ogni forma

 

Venerdì, 23 Febbraio 2018 13:49

La consulenza personalizzata si fa strada

Più di 100 hotel visitati, oltre 200 incontri con i vari partner turistici e 4 progetti di collaborazione tra alberghi già avviati. A poco più di un anno dall’inizio del suo mandato l’Hospitality manager è già diventato un punto di riferimento per molti operatori. Tra i compiti affidatigli ne spiccano quattro: consigliare gli albergatori su come rinnovare le proprie infrastrutture, fornire consulenza sulle nuove strategie di vendita e di comunicazione online, dare avvio a sinergie tra strutture alberghiere e promuovere la formazione continua. Gli alberghi sono l’asse portante del settore turistico. In Ticino vi sono operatori che brillano per eccellenza, mentre altri faticano a stare al passo coi tempi perché sono rimasti ancorati a un modo di fare turismo che a suo tempo ha fatto la fortuna del settore ma che oggi non è più attuale. Un’analisi degli alberghi ticinesi commissionata dal DFE alla Società svizzera di credito alberghiero ha dimostrato come solo il 30% delle circa 80 strutture analizzate è realmente competitiva sul mercato. Delle restanti, oltre ad un 15% che è considerato senza reale potenziale economico, il 55% è rappresentato da strutture con interessanti potenzialità ancora inespresse. Gli alberghi di quest’ultima categoria si trovano dunque ad un bivio: o riescono ad adattarsi alle attuali dinamiche di mercato e a migliorare la qualità delle loro prestazioni oppure rischiano di accumulare lacune incolmabili. «È proprio in seguito a questa indagine che è nata l’idea di introdurre una nuova figura professionale in grado di offrire consulenze personalizzate gratuite agli albergatori – sottolinea Elia Frapolli, direttore di Ticino Turismo –. Per essere competitivi sul mercato nazionale e internazionale dobbiamo poter disporre di un prodotto di qualità, senza il quale anche la migliore campagna marketing non avrà alcuna possibilità di avere successo».

Tramite la Legge sul turismo (LTur) del 25 giugno 2014, il Governo ha stanziato un credito quadro di 12 milioni di franchi per il quadriennio 2015-2018. Il contributo finanziario è principalmente destinato agli investimenti alberghieri e nelle infrastrutture turistiche, sotto forma di sussidio a fondo perso o di mutuo agevolato.

«L’Ufficio per lo sviluppo economico valuta molto positivamente il lavoro svolto dall’Hospitality manager che, grazie alle sue intermediazioni, eseguite con grande professionalità, ha migliorato la conoscenza delle misure a sostegno del settore e facilitato l’inoltro di nuove domande di sussidio, presentate da subito in modo ottimale – afferma Valesko Wild, Capo dell'Ufficio per lo sviluppo economico del Cantone Ticino –. Inoltre, questa figura si inserisce perfettamente nella strategia di sostegno al settore turistico, che tra i suoi obiettivi ha anche quello di aumentare le competenze degli attori grazie a programmi di qualificazione, di professionalizzare le aziende turistiche con la messa a disposizione di competenze specifiche e di favorire la nascita di nuove aziende turistiche innovative. Tutte azioni che possono essere finanziate in ambito di politica economica regionale».

Molti i progetti portati a termine nel corso del 2016 da questa figura professionale che rappresenta una prima a livello svizzero. Tra i più significativi, oltre alle consulenze personalizzate, è da segnalare la creazione di una sinergia tra quattro strutture alberghiere in Vallemaggia che hanno assunto, con un contratto unico, una persona responsabile per il marketing e la comunicazione online. Proprio perché ritenuto molto valido, il progetto ha ottenuto un importante finanziamento dall’Ente Regionale per lo Sviluppo del Locarnese e Vallemaggia. «In futuro sarà importante continuare a incentivare questo tipo di collaborazioni fra alberghi in vari ambiti, soprattutto nelle regioni periferiche”, sottolinea l’Hospitality manager Emanuele Patelli».

Nel 2016, per la prima volta, il Ticino ha ospitato l’Expertenforum Input di Hotelleriesuisse e il primo Direct Booking Camp, introducendo un modello di formazione del tutto nuovo. I due appuntamenti hanno registrato oltre cento presenze in totale: un record alle nostre latitudini. Nonostante questi risultati positivi e incoraggianti, molto lavoro resta ancora da fare. «Circa il 35% delle strutture che ho visitato non dispone ancora di sistemi di prenotazione diretta sui propri portali – commenta Patelli -. È un peccato perché perdono l’opportunità di aumentare i ricavi incentivando le prenotazioni dirette sul sito del proprio hotel senza dover passare per gli intermediari, che richiedono commissioni elevate. Il 50% degli albergatori non usufruiscono ancora delle ultime tecnologie che permettono di automatizzare le procedure con l’obiettivo di ottimizzare la strategia di distribuzione online sui vari canali di vendita”. Per questo motivo, tra gli obiettivi prioritari per il 2017, vi è quello di organizzare nuovi corsi di aggiornamento rivolti agli albergatori».

Per informazioni: www.hospitality.ticino.ch.

 

Venerdì, 23 Febbraio 2018 13:46

Una rete integrata di servizi

Qual è il ramo di attività di VoipTel Service?

«La società - spiega Diego Franchetti - è nata con l'idea di offrire un partner affidabile alle aziende a 360 gradi, capace di ‘’chiudere il cerchio’’ dei servizi offerti in ambito delle telecomunicazioni, implementando quello dell'informatica e di tutti i servizi ad essa annessi. In particolare, nell'ambito ICT VoipTel Service offre assistenza multilivello, consentendo alle aziende di usufruire di ingegneri qualificati, con competenze ed esperienze specifiche per il grado di assistenza hardware e software richiesto.  Il servizio viene offerto sia da remoto che on site. Inoltre, VoipTel assicura Implementazione di server e infrastrutture di rete, attraverso la virtualizzazione dei server, grazie alla quale è possibile ottimizzare le risorse dei server eseguendo più server virtuali su un unico fisico. Questo si traduce in un risparmio per il cliente sia dal punto di vista dei costi aziendali di acquisto dei macchinari che dei costi di facility management per la manutenzione e gestione degli stessi. Inoltre, la virtualizzazione desktop permette di creare un’infrastruttura più flessibile e consente alle aziende di rispondere prontamente alle mutevoli esigenze di business. Il vantaggio di virtualizzare è la possibilità di rinnovare sistematicamente i macchinari senza dover aggiornare periodicamente il parco macchine aziendale».

VoipTel Service si occupa anche di Sistemi di sicurezza?

«Certamente. Il sempre più intensivo utilizzo dei servizi e delle tecnologie Internet ha posto in primissimo piano il problema della sicurezza informatica. VoipTel Service è in grado di supportare il cliente, individuando e implementando tutte le misure fisiche ed informatiche atte a proteggere i dati aziendali, impedendo accessi non autorizzati».

Altri vostri settori di intervento?

 «VoipTel Service offre una soluzione completa per soddisfare tutte  le esigenze legate agli accessi a Internet tramite rete wireless. I nostri sistemi sono in grado di gestire molteplici utenti simultanei con differenti modalità di accesso anche tramite reti dedicate VLAN. Le soluzioni VoipTel Service sono compatibili con tutti i sistemi informatici, in modo da garantire il massimo livello di integrazione con l'infrastruttura esistente».

Progettate anche siti Web?

«Il mondo digitale ha una grande potenzialità a livello produttivo in un’azienda al passo con i tempi. Per questa ragione VoipTel Service offre la miglior consulenza e professionalità al servizio delle idee del cliente che vuole innovarsi e fare pubblicità online. Attraverso i consigli di ingegneri attenti e specializzati sarà più facile e veloce implementare il proprio business».

Il Gruppo VoipTel è presente in Ticino ma anche in Italia…

«Il gruppo conta anche due aziende in Italia che cooperando tra di loro si occupano di soluzioni di telecomunicazioni aziendali. VoipTel Italia S.r.l. in qualità di operatore telefonico si occupa di telefonia fissa per aziende, di connessioni internet e di servizi Cloud mentre TLC Soluzioni Aziendali S.r.l. si occupa di telefonia mobile sempre per aziende. Per incentivare l’innovazione ed il massimo risparmio VoipTel Service offre un buono consulenza del valore di CHF 250.00 per un check up gratuito della vostra infrastruttura informatica attraverso la cui analisi potrà proporre le correzioni e/o miglioramenti necessari».

 

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